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Il Patto Globale per l’Occupazione: promuovere l’occupazione, proteggere le persone

“Il mondo si trova di fronte alla prospettiva di una prolungata crescita della disoccupazione, della povertà e delle disuguaglianze. Generalmente, si assiste ad una ripresa dell’occupazione solo diversi anni dopo la ripresa economica. In alcuni paesi, il semplice ritorno ai livelli occupazionali precedenti alla crisi non basterà per rafforzare in modo decisivo l’economia e per garantire lavori dignitosi per donne e uomini. Stiamo perdendo lavoratori e imprese. Affrontare questa situazione deve essere parte di una risposta globale. Il mondo deve fare molto di più”. Il Patto Globale per l’Occupazione dell’ILO.

Nota introduttiva | 25 ottobre 2011

Di fronte alla prospettiva di una crescita prolungata della disoccupazione, della povertà e della diseguaglianza, e di fronte alla chiusura di molte imprese, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e i suoi Costituenti — governi, datori di lavoro e lavoratori — hanno adottato il Patto Globale per l’Occupazione.

Il Patto è la risposta dell’ILO alle conseguenze sociali e occupazionali determinate dalla crisi economica e finanziaria internazionale e promuove una ripresa economica produttiva incentrata sugli investimenti, l’occupazione e la protezione sociale. L’obiettivo primario del Patto è quello di fornire una piattaforma concertata a livello internazionale sulla quale basarsi per l’adozione di politiche destinate a ridurre lo scarto temporale tra la ripresa economica e una ripresa con opportunità di lavoro dignitoso. Si tratta di un appello urgente ad agire su scala nazionale, regionale e globale.

Che cos’è il Patto Globale per l’Occupazione?

Il Patto chiede agli Stati di porre il lavoro dignitoso al centro della loro risposta alla crisi. E’ un insieme di misure politiche equilibrate e realistiche che i Paesi, con il sostegno delle istituzioni regionali e multilaterali, possono adottare per attenuare l’impatto della crisi e accelerare la ripresa dell’occupazione. Il Patto propone politiche incentrate sulla creazione di posti di lavoro che i Paesi possono adattare ai vari contesti nazionali. Ispirandosi all’Agenda del Lavoro Dignitoso e agli impegni assunti dai Costituenti dell’ILO nella Dichiarazione sulla Giustizia sociale per un globalizzazione giusta del 2008, il Patto ribadisce che il rispetto dei diritti e dei principi fondamentali del lavoro, il rafforzamento della protezione sociale, la promozione dell’uguaglianza di genere e il sostegno al dialogo sociale, rappresentano aspetti essenziali della ripresa e dello sviluppo. Il Patto propone una serie di politiche volte a:

  • Creare l’occupazione
  • Estendere la protezione sociale
  • Rispettare le norme internazionali del lavoro
  • Promuovere il dialogo sociale
  • Costruire una globalizzazione equa
  • Promuovere l’uguaglianza di genere

L’attuazione del Patto globale rende necessaria l’adozione di misure volte preservare l’occupazione, dare sostegno alle imprese, accelerare il processo di creazione e il recupero di posti di lavoro, estendendo la protezione sociale soprattutto per i più vulnerabili e garantendo l’uguaglianza di genere.

Il Patto sollecita, inoltre, l’adozione a livello internazionale di un sistema di regolamentazione e di controllo del settore finanziario. Si evidenzia anche la necessità della cooperazione per “promuovere scambi e mercati efficienti e ben regolamentati a vantaggio di tutti” ed evitare il protezionismo. E’ inoltre necessario il passaggio ad un’economia "verde" a bassa emissione di carbonio e rispettosa dell’ambiente, allo scopo di accelerare la ripresa dell’occupazione.

Il Patto esorta i governi ad adottare misure come: investimenti in infrastrutture pubbliche, programmi speciali di occupazione, estensione della protezione sociale e applicazione del salario minimo. Interventi di questo tipo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, possono ridurre la povertà, stimolare la domanda e contribuire alla stabilità economica.

In sintesi, il Patto riguarda la promozione dell’occupazione e la protezione delle persone e risponde, allo stesso tempo, alle preoccupazioni dei cittadini e ai bisogni dell’economia reale.

Come nasce il Patto?

L’aumento della disoccupazione causato dalla crisi globale ha colpito duramente molte lavoratrici e lavoratori, le famiglie e le comunità, aggravando ulteriormente la povertà. La crisi ha compromesso la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio, ha indebolito le classi medie, ha messo a rischio la coesione sociale ed la fiducia nei confronti dei dirigenti politici. La ripresa non potrà essere sostenibile se non saranno creati posti di lavoro. Con 45 milioni di giovani che, ogni anno, entrano nel mercato del lavoro globale, saranno necessari da oggi al 2015 almeno 300 milioni di nuovi posti di lavoro per poter assorbire la crescita di manodopera.

È ormai evidente e ampiamente riconosciuto che il modello di crescita antecedente la crisi debba essere modificato, che non possiamo continuare a sovrastimare la capacità del mercato di autoregolarsi, sottovalutare il ruolo dei governi, sminuire la dignità del lavoro e trascurare l’ambiente. Dietro le desolanti statistiche sulla disoccupazione ci sono vite e persone che affrontano quotidianamente le difficoltà per mantenere le proprie famiglie. Benché vi siano segnali di ripresa in alcuni paesi e settori economici, milioni di donne e uomini sono ancora disoccupati o continuano a perdere il lavoro. Per loro, la crisi non è ancora finita.

Come è stato adottato?

Il Patto Globale per l’Occupazione è stato adottato ad unanimità il 19 giugno 2009 nel corso della Conferenza Internazionale del Lavoro dell’ILO (98th Session of the International Labour Conference – ILC), alla quale ogni anno partecipano i Costituenti – governi, datori di lavoro e lavoratori – dei 183 Paesi membri dell’Organizzazione. L’adozione del Patto ha ottenuto un ampio sostegno da parte dei leader mondiali in occasione di una sessione speciale organizzata dall’ILO sulla crisi globale dell’occupazione. Il Patto rappresenta un quadro di riferimento in risposta alla crisi, destinato ad orientare le politiche nazionali e internazionali e a stimolare la ripresa economica.

Il consenso intorno al Patto ha continuato a crescere nel tempo, in particolare grazie al sostegno delle organizzazioni internazionali e regionali. Il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) ha aderito al Patto con la Risoluzione delle Nazioni Unite E/2009/L.24 e raccomandando gli Stati Membri l’adozione delle misure proposte dal Patto per uscire dalla crisi. In occasione del G20 di Pittsburgh nel novembre 2009, i leader hanno definito il Patto come “il quadro di riferimento sull’occupazione per la futura crescita economica”.

Chi può attuarlo?

Il Patto è un appello ad un’azione globale coordinata finalizzata a massimizzare l’impatto positivo delle iniziative politiche a favore dell’occupazione e delle imprese sostenibili nel mondo intero. I risultati positivi derivanti dalla sua attuazione dipendono dalle decisioni nazionali e internazionali di governi, mondo delle imprese, sindacati, parlamenti, autorità locali e società civile, come anche di donatori e enti multilaterali. L’obiettivo strategico del Patto è porre gli investimenti, l’occupazione e la protezione sociale al centro delle misure di stimolo e delle altre politiche nazionali al fine di attenuare gli effetti della crisi. Il Patto e l’impegno mondiale a livello tripartito che esso rappresenta, offre un’opportunità senza precedenti ai Paesi e al sistema multilaterale di attuare le sue previsioni, che sono contenute nell’Agenda del Lavoro Dignitoso. Nel momento in cui ricercano il sostegno e la guida dell’ILO, i Costituenti sono invitati ad applicare le misure proposte dal Patto che meglio rispondono ai bisogni e alle priorità di ciascun Paese.

Ulteriori informazioni

sul sito del Patto Globale per l’Occupazione

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