Messaggio di Juan Somavia, Direttore Generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro
Nella giornata di oggi ricordiamo i 200 milioni di migranti internazionali, il 50 per cento dei quali è costituito da lavoratrici e lavoratori, che hanno lasciato le loro case e le loro comunità alla ricerca di un lavoro e di migliori opportunità per sostenere le famiglie e le comunità di origine. Essi danno un grande contributo, spesso non riconosciuto, alla crescita e allo sviluppo dei paesi di destinazione e dei loro paesi.
I principi della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo sono ben espressi nelle due Convenzioni dell'ILO sui lavoratori migranti – la Convenzione sui lavoratori migranti del 1949 (n° 97), e la Convenzione sui lavoratori migranti del 1975 (n° 143) – e nella Convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie (1990). Parità di trattamento e non discriminazione sono principi universali custoditi in questi strumenti che costituiscono il fondamento per un approccio alla migrazione per lavoro basato sui diritti. È incoraggiante sapere che 80 paesi hanno ratificato uno o più di questi strumenti normativi.
L'attuale crisi economica e finanziaria globale ha serie implicazioni per i lavoratori migranti di tutto il mondo. L'esperienza del passato ci rende consapevoli che queste persone, specialmente le donne e gli irregolari, sono le più duramente colpite e le più vulnerabili in situazioni di crisi. Se l'impatto della crisi sui lavoratori migranti si deve ancora manifestare completamente, già vengono riferiti casi di licenziamento, peggioramento delle condizioni di lavoro tra cui tagli ai salari, crescita dei ritorni e riduzione dei consumi. Non tutti i settori ne risentono allo stesso modo e i paesi di destinazione dovrebbero fare un assessment dei bisogni del proprio mercato del lavoro prima di ricorrere a licenziamenti generici. È importante che i lavoratori migranti non diventino il capro espiatorio della crisi finanziaria ed economica in corso.
I paesi di origine stanno già affrontando le sfide della creazione di occupazione per i propri cittadini incluso l'aumento del numero dei ritorni e la riduzione delle rimesse. La strategia integrata sul lavoro dignitoso contenuta nella Dichiarazione del 2008 sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta ci garantisce una base solida per affrontare l'attuale crisi. Anche la disponibilità di opportunità di lavoro dignitoso nel proprio paese apre la strada ad una migrazione determinata da una libera scelta e non dal bisogno.
Una crescente mobilitazione a livello globale che coinvolga, tra le altre, le federazioni sindacali globali e regionali, le organizzazioni datoriali e le associazioni nazionali sarà cruciale per i lavoratori migranti.
In occasione della Giornata internazionale dei migranti, l'ILO ribadisce il proprio impegno a promuovere un lavoro dignitoso per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori migranti in tutto il mondo in stretta collaborazione con la famiglia delle Nazioni Unite.


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