Lotta all’amianto. Lotito, INAIL: "Essenziale definire il fenomeno epidemiologico"

26 aprile 2011. Il presidente del Civ INAIL illustra “A che punto è la notte”, il convegno nazionale che — in occasione della Giornata mondiale per le vittime dell’asbesto — vedrà il 28 aprile, a Torino, esperti e ricercatori confrontarsi sulle strategie d’intervento per combattere tutte le insidiose malattie correlate all’esposizione a questa sostanza.

Article | 26 April 2011

TORINO - Civ INAIL sempre più in prima fila nella lotta all’amianto. Anche quest’anno, il prossimo 28 aprile - in occasione della Giornata mondiale per celebrare e commemorare le vittime della "fibra-killer" - il Consiglio di indirizzo e di vigilanza dell’Istituto ha organizzato un convegno nazionale dedicato a questo tema così grave e importante. Nel corso della giornata, dunque, presso l’Accademia delle Scienze, esperti e ricercatori faranno il punto della situazione per definire le risorse e gli strumenti d’intervento più efficaci sia sul fronte sanitario che su quello strettamente legato alla prevenzione. E il Civ INAIL — come anticipa in questa intervista il suo presidente, Franco Lotito — illustrerà alcune delle strategie d’intervento a suo giudizio essenziali per fronteggiare un fenomeno di portata sempre più macro-sociale e che va a danno non solo dei lavoratori, ma di tutti i cittadini.

Presidente Lotito, cominciamo innanzitutto col fare un bilancio di quanto successo sul fronte della lotta all’amianto in quest’ultimo anno...

Il 28 aprile scorso — durante il precedente convegno nazionale proposto dal Civ INAIL in occasione nella Giornata per le vittime dell’amianto — ponemmo al centro della riflessione gli aspetti di carattere normativo connessi alle problematiche dell’asbesto e, in particolare, sollevammo la questione di una legislazione maturata per sedimentazioni successive e, dunque, farraginosa, complicata, prolissa e di carattere prettamente emergenziale. Una legislazione, insomma, che offre poca certezza sia ai lavoratori che alle imprese. In tal senso, allora avanzammo la proposta di istituire presso il ministero del Lavoro un tavolo dove riunire insieme all’INAIL le forze sociali, la Conferenza Stato/Regioni e tutti i diversi soggetti interessati dalla materia per procedere finalmente a un passo fondamentale: ovvero, all’elaborazione di un Testo unico che razionalizzi tutta la normativa sull’amianto per dare certezza, trasparenza e visibilità alle prestazioni oggi possibili. Purtroppo devo constatare come, a un anno di distanza, questa nostra proposta non abbia fatto alcun progresso e, per questo motivo, il Civ INAIL ha intenzione di rimetterla con forza al centro dell’attenzione pubblica, a partire dal convegno di giovedì prossimo a Torino.

Entrando nel merito del convegno del prossimo 28 aprile, quale sarà il focus principale della giornata?

Se lo scorso anno la normativa sul tema dell’amianto è stato il tema al centro dei lavori, giovedì prossimo, a Torino, ci concentreremo, invece, sull’aspetto scientifico di questa materia. In quest’occasione, pertanto, chiameremo ’a raccolta’ le competenze e i saperi della medicina, della scienza e della ricerca per indagare, innanzitutto, l’andamento del fenomeno epidemiologico e per comprendere lo stato di chi è esposto all’asbesto o vittima di una malattia ad esso correlata. Come, dunque, esprime in modo suggestivo il titolo del convegno, il nostro obiettivo è capire "a che punto è la notte". Oltre a questo, però, vogliamo occuparci anche di due aspetti strettamente connessi alla possibilità di offrire a chi è segnato da questa tipologia di patologie una speranza concreta.

Ovvero?

Una parte importante del convegno sarà dedicata alla possibilità di lavorare più intensamente sul tema della diagnosi precoce, in modo tale che si possa definire un punto di riferimento preciso dal quale partire per valutare cosa si può mettere in atto a favore della tutela della salute di coloro che sono colpiti da questa sostanza. Infine, c’è un terzo aspetto sul quale il Civ INAIL intende focalizzare l’analisi. Mi riferisco ai progressi della farmacologia: ai progressi, quindi, che stanno venendo avanti in quest’ambito e a cosa si può fare davvero per curare cittadini e lavoratori. Ritengo che, anche agendo in questo modo, l’Istituto possa diventare il centro d’azione per la costruzione di un network di saperi e di conoscenze dove confluiscano ricercatori ed esperti capaci di concentrare su questi filoni di studio uno sforzo straordinario che sappia aumentare la speranza di chi ha avuto la sfortuna di restare segnato da malattie terribili come queste.

Qual è, secondo il Civ INAIL, l’obiettivo principale per quanto riguarda l’amianto sul quale è necessario concentrare principalmente le strategie d’intervento?

Credo che, come prima cosa, sia necessario avere la conoscenza esatta della dimensione del fenomeno epidemiologico legato all’amianto, perché questo significa sapere quanto la conseguenza patologica dell’esposizione si sia diffusa e quanto si stia diffondendo nella popolazione. In tal senso uno strumento d’intervento importante già esiste ed è il Registro nazionale del mesoteliomi (ReNaM), che funziona grazie alla presenza su tutto il territorio nazionale dei Cor — i Centri operativi regionali — soggetti espressi dalle Regioni ma che operano, per l’appunto, in stretto coordinamento col ReNaM. È parere del Civ INAIL, pertanto, che i Cor vadano potenziati, proprio per la loro funzione di sensori in grado di vedere, conoscere e valutare in modo capillare le casistiche sulle quali, a sua volta, il ReNaM può costruire il quadro complessivo per fornire una conoscenza epidemiologica efficace. Noi chiediamo, dunque, alle Regioni innanzitutto — ma anche al governo — di intervenire con prontezza per rafforzare il ruolo dei Cor, finanziandoli anche in misura adeguata.

Oltre al ReNaM ci sono altri strumenti operativi, secondo il Civ INAIL, che hanno una potenzialità d’intervento importante nella lotta all’asbesto?

Certamente. Un’altra richiesta che il Civ INAIL avanzerà, infatti, è ridare vita alla Commissione nazionale amianto, la cui attività partì nel novembre 1992 e che, dopo un certo periodo, è scomparsa nelle "nebbie" dei corridoi della burocrazia. Noi riteniamo, invece, che si tratti di una struttura che debba essere ripresa e rimessa in moto efficacemente.  

Qual è,  a suo parere, la potenzialità che l’INAIL può svolgere nell’affrontare e combattere le malattie asbesto-correlate?

L’INAIL può, e deve, svolgere un ruolo centrale nella lotta all’amianto, da autentico protagonista, e oggi lo può fare ancora di più grazie al processo di integrazione in atto con l’ex Ipsesl e l’ex Ipsema: un’operazione che conferisce all’Istituto importanti strumenti operativi — in particolare sul fronte della ricerca — attraverso i quali si potrà avviare un processo di forte presenza e di crescita della sue capacità di intervento sul fronte delle malattie professionali in generale e, in particolare, sulle tematiche legate all’asbesto. Se, dunque, l’INAIL, diventa più forte, deve tuttavia usare questa forza per mirare all’obiettivo più ambizioso: cioè, diventare un vero e proprio Polo della salute e della sicurezza sul lavoro nel nostro paese.

E il Civ come si muoverà all’interno di questo processo?

Il Civ sta spingendo potentemente nella direzione alla quale ho appena accennato. Non a caso nel corso di una delle nostre ultime riunioni abbiamo approvato una delibera di indirizzo mediante la quale disegniamo la fase transitoria che deve portare alla costituzione di questo “sistema integrato”. In tal senso abbiamo svolto, e stiamo continuando a farlo, un lavoro prezioso e importante e l’apprezzamento autentico ed esplicito che abbiamo ricevuto sia dal presidente, Marco Fabio Sartori, che dal direttore generale, Giuseppe Lucibello, rappresenta un riconoscimento formale che non può non gratificarci.

Fonte: INAIL, Lotta all’amianto. Lotito: “Essenziale definire il fenomeno epidemiologico”