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Crescita e occupazione, la sfida per il nuovo Presidente francese

François Hollande è il nuovo Presidente della Repubblica francese, il primo socialista all’Eliseo dal 1995. Hollande diventa Presidente in un momento in cui la Francia ha raggiunto un livello di disoccupazione del 10 per cento, un banco di prova difficile per il nuovo presidente che ha impostato la sua corsa all’Eliseo proponendo misure basate sul rilancio dell’economia meno incentrate sulla linea del rigore fiscale.

Comunicato stampa | 7 maggio 2012

Ginevra (ILO News) — Per Raymond Torres, Direttore dell’Istituto Internazionale di Studi Sociali dell’ILO e autore del recente Rapporto globale sul mondo del lavoro, la Francia deve passare da una strategia di austerità ad una orientata verso la crescita e l’occupazione se vuole colmare il deficit di lavoro che sta colpendo in particolare i giovani.

Stimolare una crescita incentrata sulla creazione di posti di lavoro e investimenti nell’economia reale, garantire un finanziamento più graduale della protezione sociale che non vada a pesare in maniera eccessiva sui salari più bassi e adottare un programma specifico sulla disoccupazione giovanile che è, attualmente, due volte superiore a quella degli adulti. Queste, in sintesi, le misure raccomandate da Torres per migliorare in maniera più rapida ed efficace le prospettive occupazionali del Paese.

Secondo le ultime stime dell’ILO, i senza lavoro in Francia sono oltre 2,6 milioni mentre la disoccupazione giovanile (15-25 anni) ha raggiunto quota 22 per cento. Per l’economista dell’ILO la Francia ha i mezzi per uscire dalla crisi dell’occupazione senza correre il rischio di compromettere i suoi obiettivi di bilancio. Ma, avverte Torres, è necessario un cambio di rotta.

“Il primo passo è abbandonare la strada dell’austerità che ha caratterizzato le politiche di molti paesi europei degli ultimi due anni” ha dichiarato Torres. Il Rapporto globale dell’ILO sul mondo del lavoro 2012 ha dimostrato che queste politiche non solo sono state contro-produttive in quanto hanno indebolito la crescita e l’occupazione, ma hanno reso sempre più difficile rispettare gli obiettivi di bilancio.

“Inoltre, i paesi membri dell’UE non dovrebbero avventurarsi sulla strada della deregolamentazione del mercato del lavoro” ha spiegato Torres. “Nel contesto attuale della crisi, la deregolamentazione non farà altro che aumentare la perdita di posti di lavoro senza crearne di nuovi. Il che non esclude che sia necessario, in futuro, modificare delle regolamentazioni mal congegnate. A questo proposito, alcune riforme che hanno avuto effetti positivi come nel caso dell’Austria dimostrano che il dialogo sociale costituisce uno strumento estremamente efficace”.

Il secondo passo per la Francia è elaborare una strategia incentrata sulla crescita e l’occupazione e, in questo contesto, è fondamentale facilitare l’accesso al credito per le piccole imprese che sono la principale fonte di nuovi posti di lavoro. Torres ha precisato che uno degli strumenti di rilancio del credito è quello di rafforzare le garanzie delle banche che concedono prestiti alle piccole imprese, come avviene in Germania. Un’altra opzione consiste nel creare nuove istituzioni di credito con il compito specifico di aumentare gli investimenti nell’economia reale, in particolare nel settore industriale e dei servizi, nei quali i paesi hanno un vantaggio comparato.

“Anche l’istruzione ha un ruolo importante”, ha spiegato l’economista. “La Francia vanta uno dei migliori sistemi d’istruzione superiore. Nonostante ciò, molti giovani non hanno un lavoro. Si potrebbe, ad esempio, introdurre una sorta di “activation guarantee” come in Svezia grazie alla quale un giovane senza un lavoro regolare ha la possibilità di ritornare a scuola. In questo modo è possibile combinare lo studio con l’esperienza professionale, oppure è possibile ricevere altre forme di sostegno a condizione che il giovane continui a cercare un impiego”.

Torres conclude sollecitando un rapido cambiamento della Francia per frenare il declino degli investimenti nell’economia reale e della competitività. “L’adozione di misure di consolidamento fiscale socialmente responsabili insieme ad una strategia a favore della crescita e dell’occupazione, e ad un molto più graduale aumento della pressione fiscale, renderà possibile ridurre contemporaneamente i deficit di bilancio e di occupazione. Un accordo su queste politiche con altri leader dell’UE sembra ormai a portata di mano”.
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