Il Direttore Generale dell’ILO apre la 100ma Conferenza Internazionale del Lavoro con un appello per una nuova era di giustizia sociale

Il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia, ha aperto la 100ma sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro lanciando un appello urgente a favore di una nuova era di giustizia sociale e di crescita economica fondata sullo sviluppo sostenibile, in risposta alle crescenti agitazioni nel mondo del lavoro.

Comunicato stampa | 1 giugno 2011

GINEVRA (ILO News) – Il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), Juan Somavia, ha aperto la 100ma sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro lanciando un appello urgente a favore di una nuova era di giustizia sociale e di crescita economica fondata sullo sviluppo sostenibile, in risposta alle crescenti agitazioni nel mondo del lavoro.

“Il mondo del lavoro è in tumulto”, ha dichiarato Somavia rivolgendosi alla Conferenza. “È urgente impegnarsi per costruire una nuova era di giustizia sociale e di crescita economica fondata sullo sviluppo sostenibile”.

Somavia ha affermato che il mondo del lavoro sta affrontando molteplici crisi, fra cui un inaccettabile elevato tasso di disoccupazione tra i giovani, gli stagnanti livelli di investimenti nell’economia reale, la marginalizzazione delle piccole imprese che creano occupazione, così come i livelli indecenti di reddito e di concentrazione della ricchezza.

Presentando il suo Rapporto alla Conferenza dal titolo “Una nuova era di giustizia sociale”, Somavia si è rivolto ai circa 3000 delegati dei governi, dei datori di lavoro e dei lavoratori di tutto il mondo con questo messaggio “Dipende da voi e da noi, la grande famiglia dell’ILO, che una nuova era di giustizia sociale non rimanga soltanto una visione idealista del futuro, ma si trasformi in una realtà concreta radicata nelle nostre società”.

“L’ILO deve essere più forte”, ha aggiunto il Direttore Generale.

Sottolineando il rischio legato ad una certa soddisfazione per una ripresa economica ancora fragile, Somavia ha lanciato un allarme: “Ci troviamo di fronte ad un pericolo ancora più grande che vede il consolidarsi di modelli di crescita inefficienti e una globalizzazione fatta di regole ineguali che sono stati all’origine della crisi e che, negli ultimi 30 anni, hanno ampliato le disuguaglianze in maniera sistematica praticamente ovunque. Ritornare al business as usual ci condurrà, presto o tardi, verso una nuova crisi”.

“Non c’è da stupirsi se le persone sono turbate e arrabbiate, sono in molti a sentirsi schiacciati – compresa la classe media – fra l’impatto sociale immediato della crisi e queste tendenze di lungo periodo”, ha affermato Somavia. Questa rabbia, secondo Somavia, nasce anche dal fatto che le persone hanno la sensazione che alcune istituzioni finanziarie siano considerate “troppo importanti per permettere che falliscano”, mentre molte persone sono percepite come “troppo poco importanti per essere prese in considerazione”.

Il risultato è che “Da Piazza Tahrir alla Puerta del Sol, nelle strade e nelle piazze di numerosi paesi, stiamo assistendo alla nascita di un movimento sociale e popolare guidato dai giovani che può cambiare il mondo”, ha affermato Somavia che ha anche ricordato, “Non dimentichiamo che mentre parliamo qui oggi, l’impegno audace e coraggioso del mondo arabo e oltre, ci sta dando un importante messaggio: oggi, per giungere ad un reale cambiamento, è necessaria un’ampia mobilitazione sociale, popolare e pacifica capace di far sentire la voce e le rivendicazioni delle persone nei processi decisionali della politica. Dobbiamo dar loro ascolto. Dobbiamo essere decisi e ambiziosi come lo sono stati i nostri antenati”.

Somavia ha poi sottolineato che le politiche dell’ILO “contribuiscono a costruire un mondo con meno tensioni, più giusto e più sicuro. Con i nostri valori e le nostre politiche siamo dalla parte giusta della storia”.

“La nuova era di giustizia sociale non deve essere semplicemente l’introduzione di un pò di sociale all’interno delle decisioni attuali”, ha detto Somavia, ma bensì deve basarsi su “un nuovo modello di crescita che preveda degli obiettivi economici diversi, obiettivi che includano la libertà, la dignità, la sicurezza e l’uguaglianza; degli obiettivi produttivi che combinino la forza dei mercati, la responsabilità delle imprese, le competenze dei lavoratori, il potere del dialogo sociale, le regole e gli incentivi delle politiche pubbliche a sostegno di una crescita efficace che includa la giustizia sociale”.

“Cosa possiamo fare per promuovere una crescita economicamente e socialmente efficiente? In quattro parole: leadership, conoscenza, dialogo e cooperazione”, ha dichiarato il Direttore Generale. “Invito tutti voi a cogliere l’occasione di questa 100ma Conferenza per riflettere su queste sfide e sul ruolo futuro della nostra Organizzazione. La nostra storia e i nostri valori lo esigono; il nostro senso di responsabilità ci obbliga a farlo. Dobbiamo dimostrare che esiste almeno un luogo nel sistema multilaterale dove si dà ascolto alla sofferenza delle persone e questo luogo è l’ILO”.