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Intervista a Jayati Ghosh, vincitrice del Premio per la Ricerca sul Lavoro Dignitoso

I vincitori del premio per la Ricerca sul lavoro dignitoso, Professoressa Jayati Ghosh e Professor Eve C. Landau, rivolgendosi ai rappresentanti presenti alla 312ª sessione del Consiglio di Amministrazione dell’ILO, hanno affermato che per rispondere alle sfide globali dei mercati del lavoro sono necessarie riforme economiche fondate sul lavoro dignitoso. L’ILO ha intervistato Jayati Ghosh, Professoressa alla Jawaharlal Nehru University in India e Segretario esecutivo del International Development Economics Associates (IDEAs.).

Articolo | 14 novembre 2011

Quali sono le misure necessarie per far sì che la crescita produca posti di lavoro di qualità?

Jayati Ghosh: Prima di tutto, dobbiamo riorientare le politiche economiche. Se guardate ai risultati positivi delle economie in via di sviluppo, si può constatare che, nella maggior parte dei casi, la loro strategia è stata quella di fondare la crescita sulle esportazioni, nonostante potessero contare su un mercato interno relativamente ampio. Il loro principale obiettivo è stato sempre quello di cercare di esportare il più possibile. Una volta intrapresa questa direzione, si è obbligati a mantenere bassi salari come pure i costi. Quindi, l’obiettivo non è quello di far crescere la domanda interna perché, in questo caso, sarà diminuita la capacità di essere un paese esportatore molto competitivo. Quindi il risultato sarà politiche con tassi di cambio bassi, bassi salari e, di fatto, non si permetterà che gli aumenti di produttività si traducano in un aumento dei salari.

Questo è il caso della Cina, ma è anche quello a cui aspirano molti altri. L’altro esempio riguarda la Germania, citata come un grande successo. Io credo veramente che per arrivare ad un modello sostenibile sia necessario orientarci verso una crescita trainata dai salari e dal consumo nella maggior parte dei paesi che hanno un potenziale di sviluppo estremamente rapido. Non mi riferisco solo ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e SudAfrica), ma anche all’Argentina, Messico, Indonesia. Tutti questi paesi hanno un potenziale enorme, popolazioni numerose e possibilità reali di manovra di orientarsi verso una crescita trainata dai salari e dall’occupazione.

Questo potrebbe funzionare per i Paesi Meno Sviluppati (PMS)?

Jayati Ghosh: Assolutamente. La gente pensa che non si possa fare niente altro che esportare. Ma questo non è vero. Il problema di molti PMS è che non sono capaci di diversificarsi in modo che possano esportare lo stesso. Se si spostano verso una produzione manifatturiera, subiranno la concorrenza a basso costo della Cina; quando producono materie prime, noi tutti sappiamo a quali problemi vanno incontro, attualmente assistiamo ad un boom di queste materie ma è estremamente volatile. A seconda della dimensione della popolazione, gran parte dell’Africa sub-Sahariana ha enormi possibilità di trovare dei mercati appoggiandosi ad una crescita trainata dai salari e dai consumi nella regione. In Sud Africa, questo può essere fatto in maniera anche più evidente. Esiste un potenziale enorme da questo punto di vista. Sarà necessario dipendere un pochino di più dai mercati regionali anziché solo esclusivamente dal mercato interno.

Come si possono convincere i governi e i donatori non solo a sottoscrivere l’Agenda del lavoro dignitoso ma ad attuarla?

Jayati Ghosh: quando dite ai governi che la crescita deve essere trainata dai salari, loro rispondono generalmente che con la globalizzazione non è più possibile. E’ un grave errore. Voi vi rendete conto che in tutte le regioni è stato raggiunto un limite. Il mercato degli Stati Uniti non sarà più il motore della crescita globale. Dobbiamo trovare altre risorse dinamiche nell’economia globale. Esiste un grande dinamismo nei paesi molto popolati in cui i bisogni fondamentali non sono soddisfatti. Anche il settore privato è molto interessato, non tutto deve ricadere sulle spalle del settore pubblico.

In alcune regioni, esistono mercati con un grosso potenziale a condizione che il settore pubblico intervenga per garantire le infrastrutture indispensabili. Servono strade funzionanti in qualsiasi condizione climatica che raggiungano ogni località, tutti devono avere accesso all’elettricità, ai servizi igenici, all’acqua, ai servizi basilari come gli alimenti e le cure sanitarie. Nel momento in cui si aumentano le spese sociali stiamo creando anche un mercato.

Può farci un esempio?

Jayati Ghosh: Prendete il mio Paese, l’India, dove il 40% dei siti rurali non ha l’elettricità e un terzo dei villaggi non ha strade utilizzabili in qualsiasi condizione climatica. Dove esistono enormi carenze nelle strutture destinate all’istruzione, alla sanità e ai servizi per l’igiene. Basterebbe dotarli di mezzi adeguati per vedere un forte incremento dell’occupazione e, di conseguenza, si moltiplicherebbero degli effetti positivi in termini di crescita dei consumi da parte delle persone che hanno un lavoro. Quando si investe in queste aree, aumenteranno i posti di lavoro, sia direttamente che indirettamente. Non si tratta di fare una cosa “buona” solo in termini di benessere, ma è redditizia anche dal punto di vista macroeconomico.

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