COVID-19: proteggere le lavoratrici e i lavoratori sul lavoro

Il COVID-19 causa una crisi occupazionale senza precedenti, quasi tutti i lavoratori e le imprese colpiti da misure di confinamento

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite chiede un sostegno immediato per i lavoratori a rischio, le imprese, i posti di lavoro e i redditi in una nuova Nota sul mondo del lavoro e il COVID-19, preparato insieme all’OIL.

Comunicato stampa | 19 giugno 2020
© Sambrian Mbaabu / World Bank
GINEVRA (Notizie OIL) — Quasi tutti i lavoratori del mondo — circa il 94 per cento — vivevano in paesi in cui era in vigore qualche misura di chiusura del luogo di lavoro nel maggio 2020, secondo la Nota sul mondo del lavoro e il COVID-19 (Policy Brief on the World of Work and COVID-19) del Segretario Generale dell’ONU.

Per il secondo trimestre del 2020 sono previste perdite massicce di ore lavorative, pari a 305 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, mentre il 38 per cento della forza lavoro — circa 1,25 miliardi di lavoratori — lavora in settori ad alto rischio.

Secondo la Nota, le piccole e medie imprese — il motore dell’economia globale — stanno soffrendo enormemente e molte potrebbero non riprendersi. Quelle che vivono nei paesi in via di sviluppo o nei contesti più fragili affrontano i rischi più drammatici, anche perché la loro resilienza è inferiore.

La Nota, che si basa su dati e analisi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), avverte che molte di quelle persone che hanno perso il lavoro e i mezzi di sussistenza negli ultimi mesi non saranno in grado di rientrare nel mercato del lavoro in tempi brevi.

Le donne sono state particolarmente colpite. Sono rappresentate in modo sproporzionato nei settori ad alto rischio e sono spesso tra le prime a perdere il lavoro e le ultime a ritornare. Le persone con disabilità, che già si trovano ad affrontare l’esclusione dal mercato del lavoro, hanno anche maggiori difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro durante la fase di ripresa.

Il mondo del lavoro non può e non deve più essere lo stesso dopo questa crisi. È tempo di uno sforzo coordinato a livello globale, regionale e nazionale per creare lavoro dignitoso per tutte e tutti, come fondamento di una ripresa verde, inclusiva e resiliente”

António Guterres, Segretario Generale dell’ONU
Secondo la Nota, le conseguenze socio-economiche della pandemia pesano in modo sproporzionato su coloro che si trovavano già in condizioni precarie e avevano maggiore difficoltà ad assorbirne l’urto. I circa due miliardi di persone che lavorano nell’economia informale — spesso privi di diritti sul lavoro e di protezione sociale — hanno subito un calo del 60 per cento dei loro guadagni solo nel primo mese della crisi.

I giovani rappresentano, a livello globale, più di quattro lavoratori su dieci nei settori più colpiti. Questo fatto, unito all’interruzione dell’istruzione e della formazione, li mette a rischio di diventare una “generazione del confinamento” che subirà a lungo le conseguenze di questa crisi.

“La pandemia del COVID-19 ha sconvolto il mondo del lavoro. Ogni lavoratore, ogni azienda e ogni angolo del mondo è stato colpito”, ha detto il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres.

Il Segretario Generale ha chiesto un’azione su tre fronti:
  • Sostegno immediato ai lavoratori a rischio, alle imprese, ai posti di lavoro e ai redditi, per evitare chiusure, perdite di posti di lavoro e diminuzione del reddito.
  • Maggiore attenzione sia alla sanità che all’attività economica dopo le chiusure, con luoghi di lavoro sicuri e diritti per tutti.
  • Mobilitazione ora a favore di una ripresa incentrata sulla persona, che sia verde, sostenibile e inclusiva, e che sappia sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie per creare posti di lavoro dignitosi per tutti, e trarre vantaggio dei modi creativi e positivi con cui le aziende e i lavoratori si sono adattati a questi tempi.

“Il mondo del lavoro non può e non deve più essere lo stesso dopo questa crisi. È tempo di uno sforzo coordinato a livello globale, regionale e nazionale per creare lavoro dignitoso per tutte e tutti, come fondamento di una ripresa verde, inclusiva e resiliente”, ha detto il Segretario Generale.