Schiavitù moderna e lavoro minorile

40 milioni di persone sono intrappolate in forme di schiavitù moderna e 152 milioni di bambini sono vittime di lavoro minorile nel mondo

Nuovi dati e stime evidenziano che gli Obiettivi per lo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare il target 8.7, non saranno raggiunti senza un drastico aumento degli sforzi per combattere la schiavitù moderna e il lavoro minorile.

Comunicato stampa | 17 settembre 2017
NEW YORK— Lo studio intrapreso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)[nota 1] e la Fondazione Walk Free[nota 2], in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM)[nota 3], rivela l’entità delle forme di schiavitù moderna nel mondo. Divulgati durante i lavori, attualmente in corso, dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i nuovi dati evidenziano che oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo sono state vittime di forme di schiavitù moderna nel 2016. In contemporanea, l’ILO ha pubblicato una nuova stima mondiale sul lavoro minorile che conferma che circa 152 milioni di bambini di eta’ compresa tra i 5 ei 17 anni sono coinvolti in forme di lavoro minorile.

Le nuove stime mostrano inoltre che le donne e le ragazze sono colpite maggiormente dalle forme di  schiavitù moderna. Esse sono quasi 29 milioni — o il 71 per cento del totale. Nello specifico, le donne rappresentano il 99 per cento delle vittime del lavoro forzato nell’industria del sesso e l’84 per cento delle persone che contraggono matrimonio attraverso l’uso della forza.

La ricerca rivela che tra i 40 milioni di vittime della schiavitù moderna, circa 25 milioni sono vittime di lavoro forzato e 15 milioni di matrimoni forzati.

Il lavoro minorile rimane concentrato soprattutto nell’agricoltura (70,9 per cento del totale). Il 17,1 per cento (quasi un bambino su cinque) lavora nel settore dei servizi mentre l’11,9 per cento lavora nell’industria.

Queste nuove stime globali possono contribuire a elaborare e sviluppare interventi per prevenire sia il lavoro forzato che il lavoro minorile”

Guy Ryder, Direttore Generale dell’ILO
Guy Ryder, Direttore Generale dell’ILO, ha dichiarato: «Il messaggio che l’ILO sta diffondendo — insieme ai nostri partner dell’ Alleanza 8.7 — è molto chiaro: il mondo non sarà in grado di raggiungere gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile senza l’intensificazione degli sforzi per combattere questi drammi. Queste nuove stime globali possono contribuire a elaborare e sviluppare interventi per prevenire sia il lavoro forzato che il lavoro minorile».

Andrew Forrest AO, Presidente e fondatore della Fondazione Walk Free, ha dichiarato: «È sconcertante sapere che nel mondo ci sono ancora 40 milioni di persone vittime di schiavitù. Se consideriamo i dati degli ultimi cinque anni che sono stato l’oggetto dell’indagine statistica, vediamo che sono 89 milioni le persone che sono state vittime di schiavitù moderna per periodi di tempo che vanno da pochi giorni a cinque anni. Questi dati mostrano in maniera nitida il livello di discriminazione e disuguaglianze nel nostro mondo, come pure la tolleranza sconvolgente che permette che questo sfruttamento continui. Dobbiamo dire basta a queste ingiustizie. Tutti abbiamo un ruolo nel cambiare questa realtà: coloro che esercitano attività d’impresa, i governi, la società civile e ognuno di noi».

Informazioni sui dati

Le nuove stime globali sono il risultato di uno sforzo congiunto dei membri dell’Alleanza 8.7, il partenariato globale per porre fine al lavoro forzato, alla schiavitù moderna, al traffico di esseri umani e al lavoro minorile. Al fine di realizzare il target 8.7 degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, L’Alleanza coinvolge i governi, le Organizzazioni delle Nazioni Unite, il settore privato, le organizzazioni dei datori di lavoro, i sindacati e i rappresentanti della società civile .
I dati sono pubblicati in due studi: Le stime globali del 2017 possono essere consultate online all’indirizzo
www.alliance87.org/2017ge

Note per i redattori

Schiavitù moderna

Ci sono circa 40 milioni di persone intrappolate in forme di schiavitù moderna. Le donne e le ragazze sono colpite in maniera maggiore: sono quasi 29 milioni, ovvero il 71 per cento del totale. Una vittima su quattro — circa 10 milioni — è un bambino. Il 37 per cento — o 5,7 milioni — di coloro che sono stati costretti ad un matrimonio forzato sono bambini.

Lavoro forzato

Circa 25 milioni di persone sono state vittime di lavoro forzato nel 2016. Di questi, 16 milioni di persone sono coinvolte in lavoro forzato nel settore privato, nel lavoro domestico, nel settore dei servizi e nell’agricoltura. Circa 5 milioni di persone erano vittime di sfruttamento sessuale nello stesso anno e più di quattro milioni di persone — ossia il 16 per cento del totale — erano costrette in lavoro forzato imposto dalle loro autorità pubbliche.

Matrimonio forzato

Circa 15 milioni di persone vivevano in una condizione di matrimonio forzato nel 2016. Di queste, 6,5 milioni hanno contratto matrimonio negli ultimi 5 anni (2012-2016) e i restanti vicevano in matrimoni forzati avvenuti prima del 2012. Più di un terzo di tutte le vittime di matrimonio forzato erano bambini - quasi tutte bambine - al momento del matrimonio.

Lavoro minorile

Sono 152 milioni i minori - 64 milioni bambine e 88 milioni bambini — vittime di lavoro minorile, quasi un bambino su dieci in tutto il mondo. Il numero maggiore di bambini di età compresa tra i 5 ei 17 anni coinvolti in lavoro minorile si trovano in Africa (72,1 milioni), seguiti da Asia e Pacifico (62 milioni), nelle Americhe (10,7 milioni), in Europa e Asia centrale (5,5 milioni) e negli Stati arabi (1,2 milioni). Circa un terzo dei bambini tra i  5  e i 14 anni impiegati in lavoro minorile sono fuori dal sistema educativo. Il 38 per cento dei bambini tra i 5 e i 14 anni è coinvolto in attività pericolose e quasi i due terzi di essi — di età compresa tra i 15 e i 17 anni — lavorano più di 43 ore alla settimana.

L’Alleanza 8.7

L’Alleanza 8.7 è un partenariato strategico globale per la realizzazione dell’Obiettivo 8.7 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che richiede di «adottare misure immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, la schiavitù moderna , il traffico di esseri umani e le forme peggiori il lavoro minorile — incluso il reclutamento di bambini soldato — e di porre fine entro il 2025 al lavoro minorile in tutte le sue forme». L’Alleanza 8.7 mira al raggiungimento dell’Obiettivo 8.7 — e degli Obiettivi correlati 5.2, 16.2, 16.3 e 16.a — attraverso azioni a livello globale, regionale e nazionale. L’Alleanza si focalizza sulla condivisione delle conoscenze, dell’innovazione e sull’utilizzo efficace delle risorse.

[nota 1] L’Organizzazione Internazionale del Lavoro

L’ILO è l’Agenzia delle Nazioni Unite per il mondo del lavoro. L’Organizzazione definisce le norme internazionali in materia di lavoro, promuove i diritti sul lavoro e opportunità di lavoro dignitoso per tutti i lavoratori e le lavoratrici, garantisce la protezione sociale e rafforza il dialogo sociale sui temi legate al mondo del lavoro. L’ILO ha una struttura tripartita, che unisce i governi, i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. È stata fondata nel 1919 e di essa fanno parte 187 Stati.

[nota 2] La Fondazione Walk Free

La Fondazione è un’organizzazione internazionale per I diritti umani fondata da Andrew e Nicola Forrest. L’obiettivo della Fondazione è quello di sradicare schiavitù moderna. La Fondazione fornisce informazioni e assistenza ai paesi per combattere la schiavitù e coinvolge i  governi nell’elaborazione di un indice globale sulla schiavitù (Global Slavery Index), le imprese/corporazioni (Bali Process Business Forum) e le religioni globali (Global Freedom Network) per il raggiungimento del suo obiettivo.

[nota 3] L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

Fondata nel 1951, l’IOM, l’Agenzia per le Migrazioni delle Nazioni Unite, è l’organizzazione intergovernativa leader nel settore delle migrazioni e lavora a stretto contatto con partner governativi, intergovernativi e non governativi. Fanno parte dell’IOM 166 Stati, altri 8 Stati hanno lo status di osservatori. Con uffici in oltre 100 paesi, l’IOM ha l’obiettivo di promuovere la migrazione umana e ordinata a beneficio di tutti attraverso azioni di assistenza ai governi e ai migranti.

Contatti

  • Organizzazione Internazionale del Lavoro: Dipartimento di Comunicazione e Informazione Pubblica, telefono: +41 22 799 7912, email: newsroom@ilo.org
  • Fondazione Walk Free: Martina Ucnikova, Responsabile Media e Comunicazioni, telefono +61 428 997 881, email: mucnikova@minderoo.com.au
  • Organizzazione Internazionale per le Migrazioni: Leonard Doyle, Direzione Media e Comunicazione/Portavoce, teleforno: +41 79 285 7123, email: ldoyle@iom.int