Il Real Madrid si unisce all’ILO nella lotta contro il lavoro minorile

La squadra di calcio del Real Madrid e l’ILO si uniscono per alzare un « Cartellino rosso » al lavoro minorile nelle sue peggiore forme – una pratica che costringe un bambino su otto – circa 180 milioni in tutto il mondo – allo sfruttamento in lavori spesso pericolosi.

Comunicato stampa | 13 dicembre 2002

MADRID/GINEVRA (Notizie dell’ILO) – La squadra di calcio del Real Madrid e l’Organizzazione internazionale del Lavoro si uniscono per alzare un « Cartellino rosso » al lavoro minorile nelle sue peggiore forme – una pratica che costringe un bambino su otto – circa 180 milioni in tutto il mondo – allo sfruttamento in lavori spesso pericolosi.

Il Real Madrid e l’ILO lanceranno la campagna del « Cartellino rosso al lavoro minorile » a Madrid, allo Stadio Santiago Bernabéu il 18 dicembre – Giornata Mondiale del Calcio – e data in cui il Real Madrid celebrerà il suo centenario con una partita contro una selezione di giocatori di tutto il mondo.

La partita sarà preceduta da una cerimonia, prevista per le ore 21.30, durante la quale i giocatori di calcio entreranno nello stadio accompagnati da 22 bambini che indosseranno le magliette con il logo della campagna e alzeranno lo speciale Cartellino rosso per dimostrare il loro supporto alla campagna per porre fine al lavoro minorile.

Un video dell’ILO di 30 secondi sul lavoro minorile verrà trasmesso sullo schermo gigante dello stadio all’inizio della cerimonia. Antena 3 TV trasmetterà lo spot della campagna a metà della partita. Essendo l’unica partita ufficiale che verrà giocata nel mondo in quel giorno, ci si aspetta che essa avrà una grande pubblico televisivo e un’importante copertura mediatica in tutto il mondo.

Una cerimonia pubblica avrà luogo nello Stadio Santiago Barnabéu alle 12.30 alla vigilia della partita durante la quale Kari Tapiola, Direttore esecutivo dell’ILO e Florentino Pérez Rodríguez, Presidente del Real Madrid, firmeranno un accordo di mutua collaborazione per la campagna del Cartellino rosso. La firma di tale accordo è stata facilitata dall’Organizzazione internazionale degli Imprenditori (International Organization of Employers - IOE) e dalla Confederazione spagnola degli Imprenditori (CEOE)

Rappresentanti del Governo spagnolo e dei partner sociali, inclusi Eduardo Zaplana, ministro del Lavoro e degli Affari sociali, Miguel Angel Cortés, Segretario di Stato per la Cooperazione internazionale e per l’America latina, José Maria Cuevas, Presidente del CEOE, C´ndido Méndez, Segretario generale della confederazione sindacale UGT, José Maria Fidalo, Segretario generale della confederazione sindacale CCOO, Antonio Peñalosa, Segretario Generale dell’IOE e Joseph S. Blatter, Presidente della FIFA, saranno presenti e testimonieranno alla cerimonia.

La campagna « Cartellino rosso al lavoro minorile »

La campagna del « Cartellino rosso al lavoro minorile » è stata lanciata il 18 gennaio 2002 a Bamako durante una cerimonia presieduta dal Primo Ministro e dal Ministro dell’Integrazione del Mali. Durante la cerimonia l’ILO e la Confederazione Africana Calcio (CAF) hanno firmato un accordo di cooperazione.

Le fasi importanti successive della campagna saranno i Mondiali di Calcio under 20 negli Emirati Arabi Uniti (marzo-aprile 2003), i Mondiali di Calcio Femminile in Cina (settembre-ottobre 2003), la Coppa America 2004 in Perù e i Mondiali di Calcio 2006 in Germania.

I fatti e le cifre sul lavoro minorile

Secondo le stime dell’ILO circa 246 milioni di bambini nel mondo sono vittime del lavoro minorile. Questa cifra equivale a sei volte la popolazione della Spagna ed equivale anche ad un bambino su sei nel mondo. Ecco alcuni fatti e alcune cifre sul lavoro minorile :

  • circa tre quarti dei bambini lavoratori – più o meno 180 milioni di bambini, un bambino su otto – sono esposti alle forme peggiori di lavoro minorile vale a dire a lavori rischiosi per i bambini o a lavori per i quali sono troppo giovani ;
  • secondo le stime 8,4 milioni di bambini sono vittima delle più abominevoli forme di lavoro minorile quali la schiavitù, il traffico, il lavoro forzato per il riscatto da debiti, la prostituzione, la pornografia e altre attività illecite. Queste pratiche sono, per loro stessa natura, assolutamente inaccettabili in qualsiasi circostanza e dovrebbero essere bandite immediatamente ;
  • la maggior parte (70 %) dei bambini lavora nei settori di attività primaria – agricoltura, pesca, caccia, lavoro forestale. Il rimanente 30 % lavora nel settore manifatturiero, nella vendita all’ingrosso o al dettaglio, nel turismo o è impiegata nei lavori domestici ;
  • i bambini lavoratori sono più o meno equamente distribuiti tra bambini e bambine , con i bambini che costituiscono una leggera maggioranza. Tra quelli impiegati in lavori rischiosi i bambini costituiscono il 55 % ;
  • il più grande numero di bambini lavoratori – 127 milioni – con meno di 14 anni si trova nella regione dell’Asia e del Pacifico ;
  • la più alta proporzione di bambini lavoratori si trova nell’Africa Sub-Sahariana dove circa un terzo dei bambini al di sotto dei 14 anni (48 milioni) è costretto a lavorare ;
  • 73 milioni di bambini lavoratori nel mondo hanno meno di 10 anni ;
  • il lavoro minorile continua ad essere un fenomeno globale, nessun paese o regione ne è immune. Ci sono 2,5 milioni di bambini lavoratori nei paesi economicamente sviluppati, dove circa il 2 % dei bambini di 14 anni, o al di sotto, sono nella forza lavoro. Altri 2,5 milioni di bambini lavorano nelle economie di transizione come negli Stati dell’ex Unione sovietica, dove circa il 4 % dei bambini lavora.

Le numerose crisi – disastri naturali, improvvise crisi economiche, epidemie di HIV/AIDS e conflitti armati- aggravano questa situazione. Il lavoro minorile è collegato a diversi fattori come la povertà, la disoccupazione e la mancanza di possibilità locali di accedere all’istruzione . Questi fattori sono indissociabili e devono essere affrontati in maniera globale. Più i genitori avranno la possibilità di lavorare e meno i bambini saranno costretti a farlo. Per cui l’equazione è semplice « I genitori a lavoro, i bambini a scuola ».

Numerosi programmi nazionali e regionali contro il lavoro minorile sono stati attivati all’interno del programma IPEC - International Programme for the Elimination of Child Labour (Programma internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile) dell’ILO, che è iniziato nel 1992 con sei paesi partecipanti e con un solo governo donatore (la Germania) e che oggi si è esteso fino ad includere attività in 75 paesi con finanziamenti provenienti da 26 donatori. In tale ambito la Spagna è uno dei principali donatori a sostegno delle attività di questo programma, in particolare in America latina. Nel 2001 l’ILO ha lanciato il suo primo « Programma a tempo determinato » (Time-Bound Programme) con l’obiettivo di eliminare le peggiori forme di lavoro minorile in Paesi specifici entro 5 o 10 anni. I primi programmi hanno come obiettivo quello di aiutare 100 000 bambini in Salvador, Nepal e Tanzania.