Il Consiglio di amministrazione dell’ILO esaminerà la questione del Myanmar, quella dei territori arabi occupati nonché le misure da adottare nei confronti di una economia globalizzata

Il Consiglio di amministrazione dell’ILO apre la sua 285ª sessione. All’ordine del giorno sono il lavoro forzato in Myanmar (ex Birmania), un fondo per i lavoratori dei territori arabi occupati, nonché una serie di misure centrate sulla creazione di occupazione e la politica sociale.

Comunicato stampa | 7 novembre 2002

GINEVRA (Notizie dell’ILO) — Il Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro (ILO) apre la sua 285ª sessione. All’ordine del giorno sono il lavoro forzato in Myanmar (ex Birmania), un fondo per i lavoratori dei territori arabi occupati, nonché una serie di misure centrate sulla creazione di occupazione e la politica sociale.

I 56 membri del Consiglio di amministrazione esamineranno il seguito da darsi ad una risoluzione adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nel giugno scorso con lo scopo di rafforzare la struttura tripartita dell’Organizzazione dopo 83 anni di esistenza, nonché il ruolo dei rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori – le parti sociali – nel suo funzionamento. Nel quadro della risoluzione sul tripartitismo, i rappresentanti esamineranno proposte di misure concrete, ivi comprese i « monitoraggi di dialogo sociale », per permettere al Consiglio di amministrazione di valutare la conoscenza del tripartitismo e l’impegno a favore del tripartitismo e delle consultazioni tripartite nelle attività dell’ILO.

Il gruppo di lavoro del Consiglio di amministrazione sulla dimensione sociale della globalizzazione prenderà in esame i lavori della Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione riunitasi per la terza volta in ottobre e discuterà dei seguiti del recente Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile di Johannesburg.

Il Consiglio di amministrazione studierà inoltre le misure da adottare per la nomina del Direttore generale durante sessione di marzo 2003. Il mandato dell’attuale Direttore generale, il cileno Juan Somavia, eletto nel marzo 1999, scade infatti nel marzo 2004.

Evoluzione al livello dei singoli paesi

I rappresentanti esamineranno i rapporti sull’evoluzione dell’applicazione della convenzione (n. 29) sul lavoro forzato, 1930, da parte del governo del Myanmar a partire dal giugno scorso. Uno di questi rapporti riguarda le attività dell’ILO legate al Myanmar da quella data in poi, ivi compreso il lavoro del liaison officer provvisorio, il Sig. Léon di Riedmatten. Un altro rapporto sottoposto all’esame del Consiglio di amministrazione concerne il lavoro dell’attuale liaison officer, la Sig.ra Hông-Trang Perret-Nguyen, nominata in agosto e in funzione a Yangon dal 7 ottobre.

Verrà inoltre presa in considerazione dal Consiglio di amministrazione la situazione in Colombia dove, secondo alcuni rapporti, all’incirca cento sindacalisti sono stati uccisi quest’anno. I rappresentanti discuteranno le attività da avviare ed esamineranno il prosieguo del finanziamento di un programma speciale di cooperazione tecnica nominato « Progetto Colombia », creato per proteggere i diritti dei sindacalisti colombiani, incoraggiare la libertà di associazione e il diritto di organizzarsi nel paese, nonché promuovere il dialogo sociale quale mezzo per porre fine alla violenza.

Per quanto riguarda la situazione dei lavoratori palestinesi dei territori arabi occupati, il Consiglio di amministrazione esaminerà le attività svolte successivamente alla sua ultima riunione tenutasi nel mese di giugno durante la quale aveva richiesto l’avvio di programmi di cooperazione tecnica per favorire l’occupazione e la protezione sociale nonché la promozione del dialogo sociale. I rappresentanti valuteranno i progressi compiuti nel progetto di creazione di un fondo palestinese per l’occupazione e la protezione sociale, nonché le richieste di finanziamento di questo progetto da parte di donatori. Una riunione di donatori prevista nel dicembre 2002 metterà insieme i fondi di sviluppo arabi e quelli multilaterali. Questo progetto di fondi è stato sottoposto dal Direttore generale al « quartetto » degli attori del processo di pace in Medio Oriente (Nazioni Unite, Unione Europea, Federazione Russa e Stati Uniti).

Sempre nel corso della sessione del Consiglio di amministrazione, una trentina di casi di denunce di violazione della libertà sindacale e del diritto di contrattazione collettiva verranno esaminati dal Comitato della libertà sindacale dell’Ufficio internazionale del Lavoro.

Economia globalizzata e altre questioni

La Commissione occupazione e politica sociale porterà avanti le discussioni sull’Agenda globale per l’occupazione, la quale considera il lavoro produttivo come il perno delle politiche di sviluppo a favore dei poveri. L’agenda pone l’accento sul fondamento economico del lavoro dignitoso quale fattore produttivo, e, in particolare, sul fatto che il rispetto dei diritti fondamentali stimola l’aumento della produttività e, pertanto, la creazione di posti di lavoro, la crescita e lo sviluppo. Questa agenda è una risposta alla richiesta posta all’ILO dalle Nazioni Unite, nella 24a sessione straordinaria del 2000, di delineare un quadro globale per l’occupazione che contribuisca al conseguimento dell’obiettivo fissato dalla Dichiarazione del millennio, ossia dimezzare il numero delle persone che vivono nella povertà estrema entro il 2015.

La Commissione occupazione e politica sociale studierà inoltre la fattibilità, nei prossimi vent’anni, della creazione di un fondo fiduciario sociale mondiale con l’obiettivo di aiutare dagli 80 ai 100 milioni di persone ad oggi ancora escluse di ogni effettiva protezione sociale nei paesi meno avanzati e nei paesi a basso reddito. L’idea base sarebbe di chiedere a chi vive nei paesi ricchi un contributo volontario mensile minimo (ca. 0,2% del reddito) ad un fondo fiduciario sociale mondiale che verrebbe organizzato sotto forma di una rete mondiale di fondi sociali nazionali appoggiata dall’ILO. Questo fondo fiduciario investirebbe le sue risorse nella creazione di sistemi di protezione sociale di base nei paesi in via di sviluppo e provvederebbe al versamento di indennità concrete nel corso di un periodo iniziale determinato, finché i nuovi sistemi di protezione sociale non raggiungano l’autonomia.

Altro elemento importante della globalizzazione sono le zone di trasformazione per l’esportazione, la cui evoluzione viene seguita da più di vent’anni dall’Ufficio internazionale del Lavoro. La Commissione dell’occupazione e della politica sociale esaminerà anche l’occupazione e la politica sociale in queste zone, ivi comprese le zone di libero scambio, le zone economiche speciali, i depositi doganali, i porti franchi e le maquiladoras. Secondo un rapporto della commissione, il numero delle zone di trasformazione per l’esportazione è aumentato rapidamente (79 nel 1975 contro 3 000 nel 2002), nonché il numero dei paesi che le ospitano (25 nel 1975 contro 116 nel 2002). Nel 2002, sono circa 37 milioni nel mondo le persone impiegate da zone di trasformazione per l’esportazione ; nella sola Cina, 30 milioni di persone lavorano in oltre 2 000 di queste zone o in zone simili. Il numero complessivo delle persone che lavorano in queste zone negli altri paesi è passato dai 4,5 milioni nel 1997 ad almeno 7 milioni quest’anno. La commissione discuterà inoltre del rispetto dei principi e dei diritti fondamentali nel lavoro, della protezione sociale e delle condizioni di lavoro nelle zone di trasformazione per l’esportazione.

Altre questioni

Il Gruppo di lavoro sulla dimensione sociale della globalizzazione si riunirà il 18 novembre per discutere un rapporto sugli investimenti in un’economia globalizzata e sul lavoro dignitoso. Questo rapporto pone l’accento sui modi per attrarre investimenti esteri e per massimizzare i potenziali benefici.

I rappresentanti studieranno inoltre i rapporti di valutazioni dei programmi dell’Ufficio internazionale del Lavoro sulla promozione della Dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, nonché quelli sull’igiene e sicurezza sul lavoro (programma Safework).

Il Consiglio di amministrazione è l’organismo esecutivo dell’Ufficio internazionale del Lavoro (essendo l’Ufficio il segretariato dell’Organizzazione). Il Consiglio si riunisce tre volte l’anno, a marzo, giugno e novembre, per prendere le decisioni relative all’azione dell’Ufficio internazionale del Lavoro, adottare l’ordine del giorno della Conferenza internazionale del Lavoro, preparare il bilancio preventivo da sottoporre alla Conferenza del lavoro. Appartiene inoltre al Consiglio di eleggere il Direttore generale.
Il Consiglio di amministrazione è formato da 56 membri titolari (28 delegati dei governi, 14 degli imprenditori e 14 dei lavoratori) e da 66 membri aggiunti (28 delegati dei governi, 19 degli imprenditori e 19 dei lavoratori). Dieci dei seggi governativi sono attribuiti in permanenza agli Stati di maggiore importanza industriale (Brasile, Cina, Federazione Russa, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Regno Unito e Stati Uniti). Gli altri vanno ai delegati governativi eletti ogni tre anni in occasione della Conferenza internazionale del lavoro.