Secondo il rapporto dell’ILO, sono in progresso i diritti fondamentali nel lavoro nonostante si registrino violazioni gravi

Secondo il rapporto dell’ILO che viene pubblicato oggi, nonostante lavoratori e imprenditori che tentano di organizzarsi siano tuttora sottoposti a minacce continue — rischiando anche l’omicidio, la detenzione e gli atti di violenza in alcune aree del mondo —, l’immagine generale del rispetto dei diritti fondamentali nel lavoro è generalmente più incoraggiante di quanto fosse quattro anni fa.

Comunicato stampa | 18 maggio 2004

BANKOK-GINEVRA (Notizie dall’ILO) — Secondo il rapporto dell’Ufficio internazionale del Lavoro (ILO) che viene pubblicato oggi, nonostante lavoratori e imprenditori che tentano di organizzarsi siano tuttora sottoposti a minacce continue — rischiando anche l’omicidio, la detenzione e gli atti di violenza in alcune aree del mondo —, l’immagine generale del rispetto dei diritti fondamentali nel lavoro è generalmente più incoraggiante di quanto fosse quattro anni fa.

« Le violazioni del diritto alla libertà di associazione per gli imprenditori e i lavoratori sussiste sotto diverse forme, fra le quali l’omicidio, la violenza, la detenzione e il diniego alle organizzazioni del diritto di esistere e di funzionare », è quanto riferisce il rapporto Organizing for social justice2. « Delle persone perdono la libertà e anche la vita per aver tentato di organizzarsi e di difendere collettivamente i propri diritti fondamentali ».

Si notano tuttavia segni incoraggianti di progressi nella garanzia dei diritti fondamentali nel lavoro. Lo studio registra infatti « una tendenza generale positiva legata alla diffusione della democrazia, all’altro tasso di ratifica delle norme internazionali del lavoro fondamentali e della maggiore trasparenza dei mercati globali », mentre l’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO) si adopera in vista della ratifica universale delle convenzioni fondamentali.

Si diffonde la consapevolezza che il rispetto della libertà di associazione e del diritto di contrattazione collettiva svolge inoltre un ruolo importante nello sviluppo economico garantendo la ripartizione dei benefici della crescita, migliorando la produttività e favorendo la pace sociale ».

Secondo Juan Somavia, Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro : « Il diritto di organizzarsi è uno degli strumenti più efficaci per promuovere il lavoro dignitoso, lo sviluppo sostenibili e la riduzione della povertà. Si tratta di un diritto umano del lavoro fondamentale, un diritto allo sviluppo di cui non possiamo fare a meno. La questione non è di sapere se vanno rispettati questi principi e diritti, bensì qual’è il miglior modo di rispettarli e di farne uso.

Il rapporto Organizing for social justice è il secondo rapporto globale sulla libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva nel quadro della Dichiarazione dell’ILO sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nel 1998. Questo rapporto esamina, su un periodo di quattro anni, le misure che sono state adottate per garantire il rispetto della libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva e fa il punto sulla cooperazione tecnica dell’ILO mirata ad aumentare la capacità dei suoi costituenti ad attuare concretamente questi principi e diritti nel lavoro.

Tendenze positive, soluzioni praticabili

Mentre secondo l’ultimo rapporto del 20003 « La strada è ancora lunga fino all’attuazione universale di questi principi e diritti fondamentali », il presente rapporto registra degli sviluppi « positivi e incoraggianti » in materia di diritti fondamentali nel lavoro che sono la libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva. L’ILO si adopera in vista della ratifica universale delle convenzioni relative a questi diritti.

Nel corso degli ultimi quattro anni, l’ILO ha registrato non solo un aumento delle ratifiche delle norme internazionali del lavoro fondamentali, ma anche della consapevolezza che queste norme vanno assecondate da riforme legislative, e da dialogo sociale e cooperazione più stretti tra governi, imprenditori e lavoratori.

Per quanto riguarda la situazione di gruppi particolari, il rapporto segnala progressi in materia di protezione dei lavoratori domestici, dei migranti e dei lavoratori del settore pubblico, del settore agricolo, delle zone di trasformazione per l’esportazione e del settore informale, tutti confrontati ad ostacoli quali l’esclusione legalmente giustificata, la violenza e le molestie contro chi tenta di organizzarsi, le condizioni di lavoro difficili, gli abusi fisici e le relazioni di lavoro ambigue o fittizie.

Vengono forniti esempi di progressi realizzati tramite l’assistenza tecnica organizzata in funzione della Dichiarazione dell’ILO, finanziata grazie a contribuzioni rilevanti di alcuni paesi donatori. Le diverse attività si estendono dalla consulenza sulle riforme legislative di lungo termine all’avviamento di progetti diversificati a livello di singoli paesi o di raggruppamenti regionali in tutti i continenti.

Fra le attività va segnalata in particolare un progetto di sostegno alla stesura di un nuovo Codice del lavoro in Timor Est e un’altro progetto per realizzare un Codice del lavoro in Ucraina. Sono stati avviati in Africa dei progetti per attuare la libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva tramite la riforma della legislazione del lavoro in Kenya, Uganda e Tanzania. Nei Caraibi, è stato avviato un progetto mirato al miglioramento della competitività in seno all’economia globale tramite delle relazioni di lavoro meno caratterizzate dai confronti e più attente ad una migliore cooperazione in materia di commercio e di manodopera.

In Asia e nella regione del Pacifico, le organizzazioni imprenditoriali nazionali collaborano con l’ILO per un maggiore coinvolgimento delle donne, dando voce alle donne imprenditrici. Questi sono solo alcuni esempi del lavoro compiuto in circa 50 paesi nei quali l’ILO svolge attività di cooperazione tecnica o fornisce servizi di consulenza.

Secondo il rapporto, si può fin d’ora apprezzare l’impatto del lavoro compiuto in appena quattro anni, « combinando attività di cooperazione tecnica per promuovere la Dichiarazione, dalla sensibilizzazione alla consulenza tecnica e allo sviluppo delle conoscenze ».

Con riferimento alla Dichiarazione, l’ILO opera in stretta collaborazione con i costituenti per : – avviarsi al superamento degli ostacoli alla ratifica e all’attuazione delle convenzioni fondamentali ; – sostenere i gruppi di lavoratori più vulnerabili per organizzarsi e negoziare ; – capire meglio come questi principi possono favorire la realizzazione di un mercato del lavoro atto a promuovere i diritti, lo sviluppo economico e la lotta alla povertà ; – approfondire conoscenze, servizi di consulenza, attività di cooperazione tecnica e di sensibilizzazione relative a questo principio.

Secondo il rapporto Organizing for social justice, in un’economia globalizzata, la libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva « costituiscono un meccanismo di collegamento tra gli obiettivi sociali e la domanda dei mercati ». Un numero crescente di indizi tende a dimostrare che, lungi dal riportare gli effetti negativi spesso stigmatizzati da alcuni teorici dell’economia, questi diritti contribuiscono invece a migliorare i risultati economici e commerciali.

Numerosi esempi di azioni concrete avviate a livello nazionale con il sostegno della cooperazione tecnica dell’ILO sono la conferma che la vera domanda è come meglio rispettare e far uso di questi principi e diritti.

Progressi globali

Secondo il rapporto, nel corso dei quattro ultimi anni si sono registrati progressi continui nelle ratifiche delle due convenzioni fondamentali che definiscono questi principi e diritti, a tal punto che si dovrebbe raggiungere la ratifica universale di ambedue le convenzioni da parte dei 177 Stati membri dell’ILO. Allo stesso tempo, sorgono nuove sfide poste dalla globalizzazione.

Tuttavia, se si ragiona in valori numerici assoluti, il livello delle ratifiche lascia sempre fuori dalla tutela delle convenzioni la metà dei lavoratori mondiali. Per diverse ragioni, paesi così grandi come il Brasile, la Cina, l’India, il Messico e gli Stati Uniti non hanno tuttora ratificato le convenzioni fondamentali sulla libertà di associazione.

La Convenzione (n. 87) sulla libertà di associazione e la protezione del diritto sindacale, 1948 è stata ratificata da 142 Stati membri (gli Stati ratificanti erano 135 quattro anni fa), mentre la Convenzione (n. 98) sul diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, 1949, ha registrato 154 ratifiche (da 149 quattro anni fa).

A livello regionale si registrano delle variazioni nei tassi di ratifica. In Europa, il 96 percento degli Stati membri ha ratificato la convenzione n. 87 e il 10 percento la convenzione N 98 ;in Africa, i tassi rispettivi sono di 87 percento e 96 percento ; nelle Americhe, del 91 percento e del 86 percento ; in Asia e nella regione del Pacifico, del 46 percento e del 64 percento ; negli Stati arabi, del 27 percento e del 45 percento.

Il rapporto avverte tuttavia che le ratifiche non bastano a dare un’immagine esauriente della situazione. « Il fattore di distorsione è rappresentato dal fatto che in numerose parti del mondo e in diversi settori economici, la libertà di associazione e il diritto di contrattazione collettiva non vengono rispettati. Nonostante questi principi siano riconosciuti dalla legge, coloro che tentano di esercitare i propri diritti possono andare incontro a serie difficoltà ».

Nonostante i progressi registrati sia riguardo ai risultati della cooperazione tecnica che al numero delle ratifiche, il sistema di monitoraggio dell’ILO continua ad individuare delle violazioni delle norme internazionali del lavoro in tutte le regioni del mondo. Alcune di queste violazioni, fra le più gravi, sono ricorrenti. È stata dedicata un’attenzione particolare alla Colombia dove è stato avviato un programma speciale di cooperazione tecnica mirato a proteggere i dirigenti sindacali dalle violenze e dall’omicidio. Sia le organizzazioni di imprenditori che i sindacati hanno presentato delle denuncie riguardo alla politica del governo del Venezuela. Inoltre, una Commissione d’inchiesta sui diritti di libertà di associazione sta attualmente indagando in Belarus. Questa commissione consegnerà le sue raccomandazioni alla fine del 2004.

Il rapporto ribadisce inoltre che, secondo i termini della Dichiarazione dell’ILO, tutti gli Stati membri dell’ILO, « al mero titolo della loro appartenenza all’Organizzazione, anche nel caso non avessero ratificato le convenzioni in oggetto, hanno l’obbligo di rispettare, promuovere e realizzare i principi relativi ai diritti fondamentali definiti da queste convenzioni, in buona fede e in conformità con la Costituzione dell’ILO ». Questi diritti fondamentali includono la libertà di associazione e il riconoscimento effettivo del diritto di contrattazione collettiva. L’ILO è pronta a fornire assistenza a tutti i paesi, anche quelli più grandi, per favorire il processo di ratifica e di attuazione delle convenzioni fondamentali.