Ricostruzione dopo lo tsunami. L’ILO chiede una strategia integrata per l’occupazione. Un milione di persone prive di mezzi di sussistenza

L’ILO chiede con urgenza che le strategie per la creazione di posti di lavoro ad alta intensità di manodopera siano integrate alla risposta umanitaria e alle attività di ricostruzione a seguito del maremoto in Asia che, secondo le stime, ha lasciato solo nello Sri Lanka e in Indonesia circa 1 milione di persone senza mezzi di sussistenza.

Comunicato stampa | 19 gennaio 2005

GINEVRA (Notizie dall’OIL) — L’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) chiede con urgenza che le strategie per la creazione di posti di lavoro ad alta intensità di manodopera siano integrate alla risposta umanitaria e alle attività di ricostruzione a seguito del maremoto in Asia che, secondo le stime, ha lasciato solo nello Sri Lanka e in Indonesia circa 1 milione di persone senza mezzi di sussistenza.

Un documento che illustra la strategia dell’ILO, preparato dall’ufficio regionale dell’ILO di Bangkok, sarà presentato alla conferenza delle Nazioni Unite per la riduzione dei danni causati dal disastro aperta martedì nella città giapponese di Kobe. In risposta alla tragedia dello tsunami, l’ILO propone « il recupero del lavoro ad alta intensità di manodopera, una particolare attenzione ai bisogni dei gruppi più vulnerabili e la ricostruzione dei meccanismi di protezione sociale ».

Inoltre, l’Ufficio si è impegnato a coordinare i suoi sforzi con quelli dei governi e del sistema multilaterale.

L’inondazione delle zone costiere ha causato la distruzione di case e palazzi, strade e ponti, sistemi idrici ed elettrici, raccolti, sistemi d’irrigazione e per la pesca, strutture produttive e piccole imprese. L’ILO ha affermato che l’inondazione ha avuto un duro impatto sui mezzi di sussistenza della popolazione delle aree più colpite. Inoltre, nelle comunità più povere la gente ha perso non solo l’unica fonte di guadagno ma anche la maggior parte dei loro scarsi possedimenti.

Stima iniziale : 1 milione di posti di lavoro persi

Posto che tutte le stime sono provvisorie e che la situazione si evolve rapidamente, l’ILO ha fatto una stima delle conseguenze di questo disastro sull’occupazione e sui mezzi di sostentamento :

Indonesia

  • Circa 600 000 persone nelle regioni più colpite in Indonesia (provincia di Aceh e isola di Nias), potrebbero aver perso la loro unica fonte di sostentamento. La maggior parte dei posti di lavoro andati perduti riguardano il settore della pesca, il settore dell’agricoltura su piccola scala e le piantagioni nonché le piccole imprese non registrate.
  • Il tasso di disoccupazione nelle province indonesiane più colpite potrebbe arrivare al 30% e oltre. Prima della catastrofe il tasso registrato era del 6,8%.
  • Prima dello Tsunami, erano circa 9 milioni e 700 000 le persone senza un lavoro in tutta l’Indonesia, il che significa che il numero totale di disoccupati dopo la tragedia potrebbe essere aumentato di circa il 6%.

Sri Lanka

  • Più di 400 000 lavoratori nelle regioni colpite sulle coste est, sud e ovest hanno perso il lavoro e la loro fonte di guadagno. La maggior parte dei posti di lavoro andata perduta in Sri Lanka riguarda il settore della pesca, del turismo (incluso l’ecoturismo in piena espansione) e l’economia informale.
  • Il tasso di disoccupazione nelle province colpite è probabilmente salito dal 9,2%, prima della catastrofe a oltre il 20%.
  • Prima dello Tsunami, i disoccupati nello Sri Lanka erano circa 725 000. Ciò significa che il numero totale dei disoccupati può essere temporaneamente salito del 55% o più a causa della crisi.

In ogni caso, il documento sulla strategia dell’ILO indica delle soluzioni: un aiuto adeguato e la rapida mobilitazione del sostegno per la ricostruzione, il recupero e la sostituzione delle infrastrutture, dei luoghi di lavoro, delle attrezzature per rendere possibile la ripresa delle attività, la ricostruzione dei sistemi di protezione sociale. Tutto ciò consentirebbe al 50-60% delle persone colpite dal disastro di ricominciare a guadagnare per se stessi e per le loro famiglie entro il 2005. In questo modo, potrebbero essere recuperati circa l’85% dei posti di lavoro in 24 mesi.

La strategia dell’ILO

Secondo il documento dell’ILO, è indispensabile mettere a punto il prima possibile un programma e un piano d’azione per la creazione di occupazione e di nuove forme di sostentamento. E aggiunge « L’occupazione è fondamentale in tutte le tappe della gestione e della risposta alla crisi. Nella fase dell’urgenza o in quella dello sviluppo, la creazione di occupazione deve essere parte integrante sia della risposta umanitaria che delle attività di ricostruzione ».

I principali elementi della strategia dell’ILO sono :

  • La ricostruzione di infrastrutture grazie a lavori ad alta intensità di manodopera al fine di creare velocemente posti di lavoro e redditi mentre si ricostruiscono le infrastrutture di base, si sviluppano le capacità tecniche e di altro tipo e si favorisce la coesione sociale.
  • Programmi di sostentamento attraverso lo sviluppo economico locale (LED), per accelerare la ricostruzione e il ritorno alla normalità, e accrescere le opportunità di impiego attraverso lo sviluppo e il potenziamento delle imprese e dell’occupazione, degli schemi di finanziamento sociale e di investimenti favorevoli all’occupazione.
  • Recupero del mercato del lavoro e dei servizi di impiego pubblico d’urgenza al fine di sostituire o rafforzare le istituzioni del mercato del lavoro, dell’istruzione pubblica e privata, gli istituti di formazioni e le agenzie per l’impiego.
  • Progetti destinati alla protezione dei gruppi vulnerabili e che comprendono: bambini che hanno perso i genitori e che sono esposti alla tratta di esseri umani o allo sfruttamento ; giovani che hanno perso il lavoro o che sono sottoccupati a causa del disastro ; donne, specialmente vedove e capofamiglia, che sono maggiormente esposte a discriminazioni di genere e abusi; lavoratori migranti esclusi da programmi di supporto ed assistenza sociale.
  • Reti di sicurezza sociale e protezione sociale destinate ai lavoratori del settore formale o informale allo scopo di assicurare stabilità sociale e migliorare le prospettive di recupero.

« In tutte questi campi, l’ILO ha una vasta competenza, gli strumenti necessari e la capacità tecnica per sviluppare piani d’azione e per raccomandare strategie nonché una lunga esperienza pratica », aggiunge il documento.

Allo stesso tempo, l’ILO sta ri-orientando alcuni suoi importanti progetti di cooperazione tecnica già in corso per dare la massima priorità alle aree e le fasce più colpite (per esempio, il Dipartimento del lavoro americano ha già approvato un finanziamento di 1,5 milioni di dollari americani per l’Indonesia e 500 000 per lo Sri Lanka a favore dei minori in situazioni vulnerabili). L’ILO ha inoltre ri-orientato risorse del budget regolare a supporto di un’azione immediata.