KCLP - Combattere il lavoro minorile e lo sfruttamento economico degli adolescenti nel Karnataka

Documenti di progetto | 23 febbraio 2011

Il Programma dell’ILO per l’eliminazione del lavoro minorile (IPEC) opera in India da molti anni e ha ottenuto importanti risultati soprattutto nel campo dell’istruzione non formale, beneficiando oltre 80 mila minori lavoratori.

Tra i diversi interventi realizzati dall’ILO troviamo anche il progetto, conclusosi nell’agosto 2010, “Affrontare le peggiori forme di lavoro minorile : combattere il lavoro minorile e lo sfruttamento economico degli adolescenti nel Karnataka” (Karnataka Child Labour Project – KCLP). Stato del Karnataka, India.

Tra i diversi interventi realizzati dall’ILO troviamo anche il progetto, conclusosi nell’agosto 2010, “Affrontare le peggiori forme di lavoro minorile : combattere il lavoro minorile e lo sfruttamento economico degli adolescenti nel Karnataka” (Karnataka Child Labour Project – KCLP).

Il Karnataka è lo Stato più esteso dell’India meridionale, con una popolazione di circa 53 milioni di persone (Vedi nota 1) di cui il 43% vive con un reddito inferiore alla soglia di povertà (Vedi nota 2). Questa situazione è aggravata dalla presenza di elevati livelli di sottoccupazione e analfabetismo e dall’alta incidenza del lavoro minorile, con 830 mila bambini che lavorano e 2 milioni di minori fra i 6 e i 14 anni che non frequentano la scuola.

Finanziato dalla Cooperazione italiana allo sviluppo con un contributo di oltre 3 milioni di euro, il KCLP è stato avviato nel 2005 con l’obiettivo di sostenere l’impegno del governo indiano nel combattere le peggiori forme di lavoro minorile e nel ridurre la vulnerabilità degli adolescenti allo sfruttamento economico. Il progetto ha messo in campo un pacchetto integrato di interventi di assistenza tecnica nei campi dell’istruzione, della formazione e creazione di reddito e dell’ammodernamento delle industrie locali.

Nello specifico, il Progetto ha operato nei due distretti di Bidar e Chamarajnagar, regioni particolarmente arretrate rispetto al resto dello Stato soprattutto in termini di alfabetizzazione, povertà e abbandono scolastico. Il lavoro minorile è presente soprattutto all’interno dell’economia informale, in particolare negli alberghi, nella produzione di incenso e di mattoni, nella sericoltura e nelle attività agricole e artigianali. Inoltre, la maggior parte dei minori fra i 14 e i 18 anni entra a far parte del mercato del lavoro senza avere ricevuto alcuna formazione professionale formale, il che li rende maggiormente vulnerabili allo sfruttamento economico.

L’India e l’Agenda del lavoro dignitoso

Il 4 febbraio 2010 il Governo indiano, insieme alle parti sociali, ha ufficialmente adottato il proprio Programma Nazionale per il Lavoro Dignitoso (DWCP - Decent Work Country Programme). I Decent Work Country Programme rappresentano lo strumento attraverso il quale l’ILO sostiene i singoli Paesi nella promozione dell’Agenda del lavoro dignitoso.

Il DWCP dell’India ha tre obiettivi prioritari : rafforzare le opportunità di accesso al lavoro produttivo per tutti, in particolare per i giovani e i gruppi vulnerabili; estendere gli schemi di protezione sociale, in particolare nel contesto dell’economia informale; ed eliminare le forme di lavoro inaccettabili, ovvero il lavoro forzato e il lavoro minorile.

Il lavoro minorile in India

Ad oggi, l’India non ha ancora ratificato le due Convenzioni fondamentali dell’ILO sull’età minima per l’impiego (n. 138) e le peggiori forme di lavoro minorile (n. 182), ma ciò non significa che questo fenomeno non sia regolamentato.

Per quanto riguarda la legislazione nazionale, la stessa Costituzione indiana stabilisce, all’art. 24, che “nessun minore al di sotto dei 14 anni deve essere impiegato nelle fabbriche, nelle miniere e in altre occupazioni pericolose”. Tale disposizione è stata ulteriormente ampliata nel 1986 quando il Parlamento indiano ha proibito l’impiego dei minori al di sotto dei 14 anni in 13 occupazioni e 57 procedimenti ritenuti pericolosi.

Nel corso degli anni, le iniziative normative sul tema del lavoro minorile sono state numerose. Fra queste, anche una legge nazionale del 2006 che vieta l’assunzione dei minori come collaboratori domestici e inservienti all’interno di ristoranti e alberghi.

Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni e la presenza di un quadro normativo abbastanza sviluppato, in India il fenomeno del lavoro minorile continua a rimanere un problema molto serio, aggravato dall’ampia diffusione dell’economia informale.

Nel 2005 si registravano quasi 9 milioni di minori lavoratori, pari al 3,4% del totale della popolazione fra i 5 e i 14 anni. Se si considerano anche i minori non iscritti a scuola la situazione appare più grave, con circa 45 milioni di potenziali minori lavoratori, ovvero il 18% della popolazione totale al di sotto dei 14 anni (Vedi nota 3).

Nota 1 Census of India, 2001.
Nota 2
Planning and Statistics Department, Karnataka Human Development Report 2005, Government of Karnataka, 2006.
Nota 3
Commission for Enterprises in the Unorganized Sector, India, 2007.