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NOVEMBRE 2007

Gli orari di lavoro nel mondo: un lavoratore su cinque lavora troppo
Un nuovo studio dell’ILO fa luce sugli orari di lavoro in più di 50 paesi

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Stati Uniti. Lavoratori edili durante una pausa - foto J. Maillard, © ILO 1987

A circa un secolo dall’adozione del primo parametro internazionale sugli orari di lavoro, un nuovo studio dell’ILO (Working time around the world trends in working hours, laws and policies in a global comparative perspective) mette in evidenza che circa un lavoratore su cinque in tutto il mondo — ovvero 600 milioni di persone — lavora per più di 48 ore la settimana.

Dei 50 paesi presi in esame nel 2004-2005, risulta che in Perù il 50,9 per cento dei lavoratori lavora più di 48 ore settimanali, seguito dalla Repubblica della Corea con il 49,5 per cento, dalla Thailandia con il 46,7 per cento e dal Pakistan con il 44,4 per cento. Nei paesi industrializzati, dove gli orari di lavoro sono solitamente più brevi, il Regno Unito è al 25,7 per cento, l’Australia al 20,4 per cento, la Svizzera al 19,2 per cento e gli Stati Uniti al 18,1 per cento.

I tentativi di ridurre le ore di lavoro in questi paesi non hanno avuto successo per vari motivi incluso il fatto che chi lavora più a lungo lo fa per necessità. Inoltre molti imprenditori fanno ricorso ad orari lavorativi più lunghi per migliorare le rendite della propria impresa nei periodi di bassa produttività.

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Perù, La Rinconada. Un lavoratore nella miniera d’oro - foto E. Gianotti, © ILO 1999.

Un altro aspetto interessante è quello che il rapporto definisce “gender gap” negli orari di lavoro. Gli uomini infatti tendono a lavorare più delle donne in quasi tutti i paesi del mondo e, in generale, le donne trovano posti di lavoro con orari più ridotti rispetto agli uomini (meno di 35 ore alla settimana). Secondo il rapporto ciò è dovuto probabilmente agli impegni domestici delle donne, alla loro responsabilità nella cura degli altri membri della famiglia, non soltanto bambini, ma anche anziani o familiari che soffrono di malattie come l’HIV/AIDS. Si tratta quindi per le donne di un vero e proprio lavoro “non retribuito”.

La “terziarizzazione” dell’economia — ovvero lo sviluppo del settore dei servizi — e l’occupazione informale, due aspetti tipici dell’economia globalizzata di oggi, sono tra le principali cause che determinano orari di lavoro lunghi. Nel settore dei servizi e nei relativi sotto-settori la durata del lavoro varia molto. Gli orari sono particolarmente lunghi nei settori del commercio all’ingrosso e al minuto, in quello alberghiero e nella ristorazione, nei trasporti e nelle comunicazioni.

Secondo il rapporto, nell’economia informale — che nelle regioni in via di sviluppo copre circa la metà dei posti di lavoro totali nonché il 60 per cento dei posti di lavoro autonomo — circa il 30 per cento degli uomini che svolgono un lavoro autonomo supera le 49 ore settimanali.

Alcuni suggerimenti per promuovere il lavoro dignitoso nell’ambito delle politiche sugli orari di lavoro

  • ridurre gli orari contribuisce alla diminuzione del rischio di incidenti e malattie professionali, riducendo di conseguenza i costi per lavoratori, datori di lavoro e tutta la società;
  • adottare misure che permettano di conciliare famiglia e lavoro, come per esempio orari flessibili, permessi per motivi di famiglia e lavoro part-time;
  • promuovere la creazione di posti di lavoro part-time di alta qualità in accordo alle realtà nazionali e conformemente ai principi della Convenzione ILO sul lavoro part-time (n. 175), 1994;
  • adottare un orario limite regolamentare ragionevole onde migliorare la produttività dell’impresa; adottare altre misure volte a migliorare la produttività dell’impresa allo scopo di rompere “il circolo vizioso” di orari lavorativi lunghi e retribuzioni basse;
  • promuovere misure che permettano ai lavoratori di dedicare più tempo alle proprie famiglie e di influire maggiormente sulla pianificazione del proprio lavoro, in modo da permettere a più donne l’accesso a posti di lavoro nel settore formale.


Ultima modifica: 15.04.2008^ top