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Lavoro dignitoso: il cuore del progresso sociale
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On. Craxi, qual’è il punto di vista del governo italiano sul tema del lavoro dignitoso?Il lavoro dignitoso costituisce il cuore del progresso sociale e per citare le parole del Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia, che ho avuto più volte il privilegio di incontrare "L’obiettivo davanti a noi è che ogni donna e ogni uomo possa accedere ad un lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità". Il lavoro dignitoso racchiude le aspirazioni degli esseri umani nel lavoro tra cui: la possibilità di esercitare un lavoro produttivo e adeguatamente remunerato; la sicurezza nel lavoro e la protezione sociale per le famiglie; il miglioramento delle prospettive di sviluppo personale e di integrazione sociale; la libertà per gli esseri umani di esprimere le proprie preoccupazioni, di organizzarsi e di partecipare alle decisioni che influenzano le loro vite; le pari opportunità per donne e uomini. Secondo lei quali sono le misure da avviare per fare dell’Agenda del lavoro dignitoso dell’ILO una realtà?Innanzitutto è necessario avviare un dibattito costruttivo sulla promozione del lavoro dignitoso nei paesi in via di sviluppo. Per questa ragione, il governo italiano lavora con l’ILO per identificare una strada comune che consenta a questi paesi l’adozione di un piano d’azione rapido ed efficace. Elaborare quindi una strategia comune e condivisa con l’obiettivo di promuovere un reale avanzamento del lavoro dignitoso in questi paesi. Ma l’Agenda dell’ILO e i Decent Work Country Programmes (DWCPs) possono e devono interessare anche i paesi industrializzati, i nostri paesi su alcune questioni di fondo come per esempio il pericolo del lavoro minorile e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Dalla Sua prospettiva di Viceministro con delega all’ONU, come vede l’impegno della comunità internazionale?È necessario approntare misure a livello mondiale mobilitando l’intero sistema ONU ma altresì i principali attori del sistema multilaterale e dell’economia mondiale intorno a questo obiettivo. Il lavoro dignitoso dovrebbe essere al centro delle strategie mondiali, nazionali e locali a favore del progresso economico e sociale. Rivestire un ruolo fondamentale nella lotta alla povertà e costituire un mezzo per realizzare uno sviluppo sostenibile fondato sull’uguaglianza e l’inclusione. Non c’è bisogno di aggiungere che la lotta alla povertà contribuisce alla pace e alla sicurezza del mondo nel suo insieme. Secondo lei quale contributo possono dare l’ILO e l’Italia alla promozione del lavoro dignitoso?L’ILO, grazie al sostegno finanziario dei paesi sviluppati come l’Italia e operando in partenariato con altri organismi all’interno e all’esterno del sistema ONU, contribuisce, grazie alle sue ampie competenze e ai suoi principali strumenti d’azione, alla elaborazione e alla realizzazione dei programmi nazionali sul lavoro dignitoso, al rafforzamento delle istituzioni preposte ad applicarli e alla valutazione dei progressi compiuti. L’Italia deve approfittare di questa grande esperienza dell’ILO per trovare soluzioni a problemi quali la violazioni dei diritti; le differenze di genere; la mancanza di rappresentazione e della possibilità di esprimersi; l’insufficiente protezione e solidarietà di fronte alla malattia, alle disabilità e agli anziani; i problemi specifici dei giovani; la piaga della tratta di esseri umani. I programmi dell’ILO che il governo italiano deve sostenere mirano a trovare soluzioni a questi problemi. Noi siamo dei privilegiati, dunque sta a noi trovare le risorse finanziarie, istituzionali e umane per consentire ad altri di realizzare prospettive umane e di lavoro di eguale dignità. a cura di Francesca Ferrari, ILO Roma | |
| Ultima modifica: 15.04.2008 | ^ top |