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Francesca Ferrari
ILO Roma
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Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, al Centro dell’ILO di Torino, 2006.
© Centro Internazionale di Formazione dell’ILO.
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Il 14 e 15 maggio Roma sarà lo scenario di un importante incontro internazionale. I Direttori degli uffici dell’ILO in Europa arriveranno nella città eterna per discutere questioni relative alle tematiche del lavoro. L’incontro, organizzato dall’ufficio dell’ILO di Roma, vedrà la partecipazione del Ministro del Lavoro Cesare Damiano che presenterà ai direttori europei la politica italiana in tema di flexicurity nel contesto europeo.
Dopo Ginevra, Roma è — con Vienna e Parigi — una delle sedi europee delle agenzie e dei programmi collegati con le Nazioni Unite. Oltre ad ospitare le sedi delle tre grandi organizzazioni delle Nazioni Unite che si occupano di agricoltura e alimentazione — FAO, IFAD e WFP — la città ospita uffici regionali o di rappresentanza tra cui l’UNHCR, OMS, UNDP, HRIC/UNDESA, UNICRI, UNESCO, UNOPS, Banca Mondiale, l’OIM e naturalmente l’ILO.
In varie occasioni l’ILO, attraverso il suo Ufficio romano, si è unita alle altre agenzie ONU per promuovere e organizzare eventi pubblici nella città di Roma come la Giornata delle Nazioni Unite, la più recente conferenza “Più diritti umani, più sicurezza per tutti”, la conferenza “STOP AIDS. Manteniamo le promesse” organizzata nel quadro della Giornata mondiale contro l’HIV/AIDS. Il prossimo 12 giugno le agenzie ONU che si occupano di agricoltura si uniranno all’ILO per celebrare a Roma la Giornata mondiale contro il lavoro minorile quest’anno dedicata al tema dell’agricoltura.
Secondo una ricerca del CESPI - Centro Studi di Politica Internazionale, Roma è una delle città che vanta il più alto numero di istituzioni internazionali sul proprio territorio. Ciò dovrebbe elevarla al ruolo di capitale internazionale, al fianco di città come Bruxelles, Ginevra, Londra e New York, in particolare nei settori della cooperazione allo sviluppo, dell’aiuto umanitario e della gestione delle crisi.
La città ospita 183 istituzioni internazionali, governative e non, e 26 organismi intergovernativi. Una concentrazione di organizzazioni paragonabile a quella di Ginevra. Almeno 5.000 esperti ed operatori internazionali risiedono nella città, ed altre migliaia la visitano quotidianamente per partecipare a riunioni ed altre attività. Tra questi: ministri, esperti internazionali, cooperanti, alti funzionari, dirigenti di ONG, diplomatici, accademici. Non bisogna inoltre dimenticare il personale delle oltre 130 ambasciate e quello delle istituzioni religiose e vaticane. Ogni giorno a Roma si spendono 10 milioni di dollari in aiuti alimentari, movimentando quasi 20.000 tonnellate di cibo.
Per valorizzare queste importanti presenze internazionali il Comune di Roma, da sempre sensibile alle tematiche sociali, ha in varie occasioni coinvolto le agenzie ONU in iniziative di grande valore tra cui Italia-Africa 2005, una grande evento di mobilitazione a favore dell’Africa successivamente imitato da altre capitali europee.
Non solo Roma, ma l’intero territorio italiano sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante come base logistica di alcune attività delle Nazioni Unite a partire da Brindisi che ospita non solo la Base logistica delle Nazioni Unite da cui dipende l’organizzazione delle operazioni di peace-keeping che l’ONU conduce in varie parti del mondo ma è anche la sede della Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite gestito dal WFP, in grado di inviare ovunque aiuti di prima necessità entro 24/48 ore. A Torino ha sede il Centro Internazionale dei Formazione dell’ILO che da 40 anni rappresenta un punto di riferimento per lo sviluppo delle risorse umane; l’UNICRI e lo staff College delle Nazioni Unite. Infine, da non dimenticare Trieste dove l’ONU è presente con due importanti strutture scientifiche e di ricerca: il Centro internazionale di fisica teorica, creato sotto gli auspici dell’UNESCO; e il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologica, promosso dall’UNIDO.
Il Presidente della Repubblica italiana in una sua recente visita al Centro di Torino dell’ILO ha dichiarato che “in misura sempre maggiore l’Italia sta diventando una sede strategica delle Nazioni Unite...”, ed ha auspicato che queste “consolidino ulteriormente la loro presenza nel nostro Paese”.
FAO e ILO: una storica collaborazione
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La sede centrale della FAO a Roma. © FAO.
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La collaborazione tra l’ILO e la FAO risale al 1947, anno in cui le due organizzazioni firmano un accordo, poi integrato da successivi documenti nei quali stabiliscono una cooperazione su questioni di comune interesse tra cui: migrazioni, insediamenti sul territorio, formazione professionale, cooperative e attività rurali.
Nel 2004 le due agenzie sottoscrivono a Ouagadougou, Burkina Faso, un nuovo protocollo di intesa che attualizza i precedenti accordi includendo nuovi obiettivi strategici per meglio affrontare le sfide poste dalla globalizzazione e dall’agenda globale per lo sviluppo, in particolare gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs).
I rappresentanti delle due agenzie si sono nuovamente incontrati a Roma nel luglio 2006 allo scopo di rafforzare ulteriormente la collaborazione, a livello globale e locale, stabilita nel Protocollo del 2004 anche alla luce della imminente riforma delle Nazione Unite. Dall’incontro è emersa la necessità impellente per le due agenzie di dare visibilità alle attività già realizzate o in corso, presentando esempi concreti di cooperazione. Ad esempio l’azione congiunta delle due agenzie all’indomani del terremoto che ha devastato la regione nordorientale del Pakistan nel 2005 o nell’isola di Nias in Indonesia a seguito dello tsunami nel 2006; il rapporto congiunto sull’eliminazione dei lavori pericolosi dei bambini in agricoltura o il rapporto sui lavoratori agricoli.
Altrettanto importante è il rafforzamento della collaborazione sul tema del lavoro dignitoso. La dimensione rurale e agricola nella promozione del lavoro dignitoso per tutti è di primaria importanza se consideriamo che nei paesi in via di sviluppo la maggior parte della forza lavoro è concentrata nel settore agricolo. In questo contesto, la competenza ed expertise della FAO sono fondamentali sia dal punto di vista concettuale che operativo. Nel corso dell’incontro sono emerse altre aree di possibile collaborazione tra cui: l’occupazione nel settore rurale, tema centrale della Conferenza Internazionale del Lavoro del giugno 2008; la questione della migrazione e il suo impatto nello sviluppo rurale; l’HIV/AIDS.
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