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Giuseppe Maurizio Silveri, Direttore Generale dell’immigrazione, Ministero della Solidarietà sociale
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Dubai, Emirati Arabi Uniti, mercato del pesce. Lavoratori immigrati a basso costo preparano il pesce per la ristorazione e i clienti privati. Foto P. Deloche © ILO 2002.
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La Direzione Generale dell’Immigrazione del Ministero della Solidarietà sociale ha in corso una cospicua attività di cooperazione con i principali paesi di origine dei flussi migratori verso l’Italia. Un’efficace politica migratoria non può infatti prescindere da una prospettiva bilaterale, ovvero da una gestione del fenomeno basata sul raccordo con le autorità dei paesi di origine.
A tal fine sono stati stipulati accordi bilaterali in materia di regolamentazione e gestione dei flussi migratori per motivi di lavoro con diversi paesi di origine dei flussi migratori, in particolare con la Moldavia, la Romania, l’Egitto, il Marocco. Analogo accordo è in corso di negoziazione con la Tunisia.
Gli accordi bilaterali consentono di rafforzare i canali legali di ingresso di lavoratori stranieri e i meccanismi di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Prevedono infatti la collaborazione tra l’amministrazione italiana e le competenti autorità del paese di origine per favorire lo scambio di informazioni sui fabbisogni espressi dal mercato del lavoro italiano e sulle professionalità disponibili nel paese di origine. Le parti si impegnano inoltre a favorire l’attivazione di programmi di formazione professionale e linguistica nel paese di origine in attuazione dell’art. 23 del Testo Unico sull’immigrazione.
Tale disposizione prevede una corsia privilegiata per l’ingresso in Italia di cui possono usufruire quei lavoratori che hanno partecipato a programmi di istruzione e/o di formazione professionale nel paese di origine. Tali programmi devono essere preventivamente approvati dal Ministero della Solidarietà sociale e possono essere promossi da enti locali, parti sociali, organizzazioni internazionali. La formazione all’estero permette ai datori di lavoro italiani, anche tramite le proprie associazioni di categoria, di selezionare e formare risorse umane nei paesi di origine, sulla base del loro reale fabbisogno, e facilita i percorsi di integrazione in Italia degli stranieri che vi fanno ingresso dopo essere stati formati sia sotto il profilo linguistico che sotto il profilo della conoscenza delle norme e delle procedure. Inoltre i più recenti decreti flussi, ovvero i decreti che stabiliscono annualmente il numero massimo di lavoratori non comunitari che possono fare ingresso in Italia, hanno previsto una quota riservata ai cittadini di paesi terzi che abbiano frequentato nel paese di origine programmi di formazione.
La Direzione Generale dell’Immigrazione ha sperimentato il funzionamento di questo meccanismo di selezione e formazione all’estero attraverso progetti pilota realizzati in Tunisia, Moldavia, Sri Lanka ed attualmente sta realizzando in Egitto, in collaborazione con il Ministero del Lavoro, un progetto incentrato sulla formazione linguistica e professionale di manodopera qualificata e sulla predisposizione di liste di candidati alla migrazione.
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