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FEBBRAIO 2007
Il Quadro multilaterale dell’ILO sulla migrazione per lavoro

Quadro multilaterale dell’ILO sulla migrazione per lavoro

A colloquio con Ibrahim Awad, Direttore del Programma sulla migrazione internazionale dell’ILO


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Periferia di Mosca, Russia. Luogo di incontro informale tra lavoratori edilizi dal Tadjikistan e privati o aziende in cerca di manodopera. Foto: M. Crozet © ILO 2006.

Nel corso della 92a sessione della Conferenza internazionale del lavoro, nel giugno 2004, si è tenuta una discussione generale sui lavoratori migranti. La Conferenza ha quindi adottato all’unanimità una Risoluzione su un approccio equo per i lavoratori migranti in un’economia globale, lanciando un appello all’ILO e ai suoi costituenti ad eseguire un piano di azione in sette punti in collaborazione con altre organizzazioni internazionali. Tale risoluzione riafferma il mandato dell’ILO in materia di migrazione per lavoro e ribadisce il ruolo che l’organizzazione è chiamata a svolgere in questo campo. Occorre sottolineare che l’ILO è stata la prima organizzazione internazionale ad occuparsi di migrazione per lavoro. L’elaborazione del Quadro multilaterale non vincolante per un approccio alla migrazione per lavoro basato sui diritti rappresenta quindi il primo e principale elemento del piano di azione concordato dai paesi membri dell’ILO. In seguito alla risoluzione della Conferenza del 2004, l’ILO ha preparato una bozza di Quadro multilaterale successivamente discussa e adottata da una Riunione tripartita di esperti nel novembre 2005 e infine validata dal Consiglio di Amministrazione nel marzo 2006.

Quali sono gli obiettivi del quadro multilaterale per la migrazione per motivi di lavoro?

Il Quadro multilaterale è uno strumento faro che si avvale di tutti i precedenti strumenti di riferimento in materia di migrazione per lavoro, in particolare le due Convenzioni dell’ILO sui lavoratori migranti del 1949 (n. 97) e del 1975 (n. 143). L’obiettivo finale è di massimizzare i benefici e di ridurre gli svantaggi legati alla migrazione per lavoro per i paesi di origine, per i paesi di destinazione e per gli stessi lavoratori migranti. Perciò, occorre migliorare la gestione e il controllo della migrazione per lavoro, promuovere e tutelare i diritti dei migranti, massimizzare i benefici della migrazione per lo sviluppo e promuovere la cooperazione multilaterale sulla migrazione per lavoro. Il Quadro multilaterale è uno strumento innovativo concordato dai membri dell’ILO che fornisce una guida unificata all’azione nei singoli paesi nell’attuazione delle politiche migratorie per motivi di lavoro basate sui diritti attraverso principi specifici e linee guida applicabili in aree individuate come prioritarie.

Cosa si intende per approccio basato sui diritti?

L’approccio basato sui diritti parte dal presupposto che la migrazione per lavoro riguarda il lavoro e che i lavoratori migranti hanno dei diritti che vanno rispettati, sia in quanto esseri umani sia in quanto lavoratori. Tali diritti sono precisati nelle convenzioni internazionali del lavoro come pure negli strumenti internazionali sui diritti umani. L’idea è che una buona politica sulla migrazione per lavoro associata ad un sistema di gestione efficace tiene conto delle caratteristiche e della realtà del mercato del lavoro, garantendo lavoro dignitoso e rispetto dei diritti fondamentali per i lavoratori, senza discriminazioni di alcun tipo. Tali politiche hanno delle implicazioni sulla protezione dei lavoratori migranti, sulla loro integrazione ed inclusione sociale, e comportano anche delle misure per accrescere i benefici della migrazione e il suo contributo allo sviluppo sia per i paesi di origine che per i paesi di destinazione.

Un approccio basato sui diritti presuppone anche che, per tutelare i diritti dei lavoratori migranti e massimizzare gli effetti positivi della migrazione, si debba dare una risposta globale e integrata che riconosca il fenomeno nella sua complessità e le sue numerose sfaccettature, tenendo conto del ruolo determinante delle parti sociali come stakeholders chiave nella formulazione delle politiche. Aggiungiamo che la tutela del diritto dei lavoratori migranti alla parità di trattamento e alla non-discriminazione costituisce anche la migliore garanzia per l’occupazione e le condizioni di lavoro dei lavoratori autoctoni. Infatti, consentire ai migranti di lavorare in condizioni non conformi alla norme avrebbe conseguenze negative sulla competitività dei lavoratori autoctoni nel mercato del lavoro.

In che aspetti si può definire il Quadro multilaterale innovativo dal punto di vista dei diritti dei lavoratori?

Il Quadro multilaterale è una raccolta di principi e linee guida concepita per aiutare i paesi a controllare e a gestire la migrazione per lavoro. È una guida alla formulazione e all’attuazione delle politiche migratorie per lavoro. Un appendice al Quadro multilaterale contiene degli esempi di buone pratiche da parte di governi, organizzazioni di imprenditori e di lavoratori e altri stakeholders. Ad ogni principio o linea guida corrispondono alcuni esempi di buone pratiche. In tal modo i paesi interessati si possono ispirare tanto ai principi astratti e alle linee guida quanto agli esempi concreti che si sono dimostrati efficaci altrove.

Quali sono le iniziative dell’ILO per promuovere l’attuazione del quadro multilaterale?

L’ILO, con i suoi costituenti tripartiti, si adopererà per mettere in pratica i principi e le linee guida del Quadro multilaterale utilizzando ogni mezzo d’intervento a sua disposizione. Tali mezzi d’intervento possono rivestire diverse forme, ad esempio servizi di consulenza agli Stati membri per la formulazione e l’attuazione delle politiche migratorie per lavoro o per la creazione delle istituzioni necessarie. I progetti di cooperazione tecnica realizzati nei paesi di origine e di destinazione dei lavoratori migranti vengono anche utilizzati per attuare concretamente i principi e le linee guida del Quadro multilaterale. La ricerca dovrebbe aiutare a tradurre in azioni concrete alcuni dei principi del Quadro multilaterale. Verrà inoltre proseguita la raccolta di dati statistici. Ricerca e raccolta di dati statistici dovrebbero permettere di ampliare la base di conoscenza, con riferimento specifico al Quadro multilaterale. È importante notare che altre attività intraprese dall’ILO relativamente al piano di azione per i lavoratori migranti adottato nel 2004 rafforzano anche loro l’attuazione del Quadro multilaterale.

A cura di Francesca Ferrari, ILO Roma

Dati sulla migrazione per lavoro

  • Si stima che nel 2005 erano circa 191 milioni le persone che vivevano fuori dal proprio paese di origine o cittadinanza. Questa cifra comprende i migranti per motivi di lavoro e i membri delle loro famiglie, i rifugiati e i richiedenti asilo.
  • Secondo l’ILO, circa 86 milioni dei 175 milioni di migranti internazionali del 2000 erano economicamente attivi e distribuiti come segue :
    Africa : 7,1 milioni
    Asia (incluso il Medio Oriente) : 25 milioni
    Europa, inclusa la Russia : 28,5 milioni
    America Latina e Carabi : 2,5 milioni
    America del Nord : 20,5 milioni
    Oceania : 2,9 milioni
  • Le donne rappresentano attualmente il 49 % dei migranti in tutto il mondo e più del 50 % in Asia, Europa, America Latina, America del Nord e Oceania.
  • I 250 miliardi di dollari americani inviati ogni anno nei paesi di origine dai lavoratori migranti oltrepassano il totale degli aiuti internazionali allo sviluppo e quello degli investimenti diretti esteri. Per i paesi in via di sviluppo, la « fuga di cervelli » rappresenta una perdita compresa tra il 10 % e il 30 % di lavoratori professionisti e specializzati.
  • In diversi paesi industrializzati, si registra un elevato tasso di discriminazione nel lavoro nei confronti dei lavoratori migranti. Alcune ricerche dell’ILO rilevano che nelle procedure di assunzione più di un lavoratore migrante su 3 viene ingiustamente escluso nelle fasi di selezione.

Fonte: LABORSTA >> Migration - International Labour Migration Statistics (1986-2006)



Ultima modifica: 15.04.2008^ top