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OTTOBRE 2006

Migrazione internazionale per lavoro e sviluppo. La prospettiva dell’ILO

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Un marinaio filippino imbarcato su una nave da carico greca, Grecia, 1991. J. Maillard © ILO

Documento presentato nel corso della 61a Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, High-Level Dialogue on International Migration and Development - New York, 14-15 settembre 2006

Le recenti tendenze della globalizzazione sono caratterizzate dalla maggiore integrazione dei mercati globali di beni, servizi e capitali mentre l’impatto sugli spostamenti oltre confine delle persone e della forza lavoro rimane molto più limitato, regolato da leggi sull’immigrazione e politiche volte a proteggere il principio di sovranità degli Stati. Inoltre, la globalizzazione ha esercitato una notevole influenza sulla migrazione internazionale per motivi di lavoro, agendo come elemento di “pressione” e “attrazione”. Ha facilitato i collegamenti dei mercati del lavoro grazie al miglioramento nella tecnologia dell’informazione e della comunicazione. La richiesta di competenze di alta tecnologia ha esteso le opportunità di mobilità per la manodopera specializzata. Simultaneamente, l’espansione del commercio dovrebbe ridurre la necessità di migrare creando occupazione nei paesi di origine. La mobilità virtuale consentita dall’ICT (“information and communication technology”) ha ugualmente promosso l’outsourcing e la creazione di occupazione nei paesi di origine.

Allo stesso tempo, la globalizzazione ha portato ad un aumento delle disparità nelle opportunità di lavoro, nei redditi e negli standard di vita nonché nella sicurezza delle persone in tutto il mondo. In alcuni paesi la globalizzazione ha colpito i posti di lavoro e i mezzi di sostentamento nei settori tradizionali. Il fatto che la globalizzazione si dimostri incapace di creare nuovi posti di lavoro nei luoghi dove le persone vivono non fa che aumentare ulteriormente la pressione migratoria. « Quando le persone non trovano lavoro a casa loro, nelle loro comunità e nelle loro società lo vanno a cercare altrove  ».

Ogni anno milioni di donne e uomini lasciano le loro case e attraversano i confini nazionali in cerca di maggiore sicurezza per sé stessi e per le loro famiglie. « Nel corso della storia dell’umanità, la migrazione è stata una coraggiosa espressione della volontà dell’individuo di superare le avversità e vivere una vita migliore ». La maggior parte è spinta dalla ricerca di salari più alti e migliori opportunità, ma altri sono costretti a migrare a causa della fame, di disastri naturali, guerre o persecuzioni. Per molte donne e uomini la migrazione per lavoro diventa sempre di più una strategia di sopravvivenza a causa dell’assenza di opportunità e di lavoro dignitoso in molti paesi in via di sviluppo. Quasi la metà dei migranti internazionali è costituita da donne, di cui la maggior parte si muove autonomamente e non in quanto membri di una famiglia. A causa delle numerose barriere all’immigrazione nei paesi di destinazione, un crescente numero di persone, per scelta o per necessità, emigra in modo irregolare, il che desta preoccupazione nella comunità internazionale.

La maggior parte dei migranti nel mondo — circa 191 milioni nel 2005 — è costituito da lavoratori e dalle loro famiglie. Nel 2000, si stimava che i migranti economicamente attivi fossero circa 81 milioni che, sommati ai membri delle loro famiglie, ammontavano a circa il 90 per cento dell’insieme dei migranti internazionali. Rifugiati e richiedenti asilo costituiscono circa il 10 per cento di questa cifra.

Le tendenze economiche, sociali, politiche e demografiche globali indicano chiaramente che la migrazione internazionale per lavoro continuerà ancora ad aumentare. Quindi la vera sfida è come gestire la migrazione in modo tale da potenziarne gli effetti positivi per il beneficio di tutti gli attori coinvolti.

Documenti citati:

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Copertina International Labour Review 2006

L’International Labour Review dedica un numero speciale alle migrazioni, tema sempre più centrale nell’agenda politica di molti paesi (vol. 145/1-2). Grazie al contributo di diversi autori, vengono affrontate diverse tematiche: la controversa questione del potenziale dei programmi di migrazione temporanea nelle politiche migratorie mondiali; dimensioni e impatto sul mercato del lavoro della migrazione di lavoratori del settore sanitario; strategie della Cina per frenare la fuga di cervelli; infine, un articolo sugli effetti dell’immigrazione sul mercato del lavoro italiano.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top