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Il 28 e 29 settembre si sono incontrati al Centro internazionale di formazione dell’ILO di Torino i principali donatori dell’ILO. Erano presenti una trentina di rappresentanti dei governi donatori nonché alcuni rappresentanti dei governi e delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali dei Paesi beneficiari della cooperazione internazionale.
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Riunione dei donatori dell’ILO al Centro di Torino, 28 settembre 2006. © ILO
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L’obiettivo generale dell’incontro, il primo nel suo genere, è stato quello di avviare un dialogo diretto e una concertazione fra i principali donatori dell’Organizzazione. Grazie a questo incontro i donatori dell’ILO hanno potuto comprendere meglio i processi e le strategie di sviluppo dei programmi di cooperazione tecnica dell’ILO nel contesto del processo di riforma delle Nazioni Unite anche alla luce delle conclusioni del vertice delle Nazioni Unite a New York del settembre 2005 e della riunione interministeriale dell’ECOSOC a Ginevra del luglio 2006. Da parte sua l’ILO ha colto questa occasione per avere un riscontro costruttivo e suggerimenti circa l’efficacia delle sue attuali politiche, strategie e programmi per mettere più in risalto i temi dell’occupazione e del lavoro dignitoso nei processi di sviluppo nazionali e internazionali.
L’assistenza tecnica dell’ILO agli Stati membri e ai costituenti è fondata principalmente su contributi volontari provenienti da agenzie donatrici dei paesi industrializzati. Nel corso degli anni il volume dei contributi ai progetti di cooperazione tecnica dell’ILO è cresciuto fino a rappresentare oltre un terzo dell’insieme delle uscite dell’Organizzazione. Nel biennio 2004-2005, le spese di cooperazione tecnica fuori bilancio sono ammontate a 285 milioni di dollari, contro 529 milioni di dollari sul bilancio ordinario dell’ILO. Nonostante ciò, questo contributo rimane, rispetto ad altre agenzie delle Nazioni Unite, relativamente modesto. Una delle ragioni possibili è l’insufficiente attenzione tradizionalmente prestata al tema del lavoro dignitoso e dell’occupazione come la strategia più efficace per sconfiggere la povertà.
Questo “pregiudizio” è stato affrontato nel 2005 in occasione del Vertice mondiale delle Nazioni Unite a New York. Il documento prodotto in occasione di questo incontro ha indicato nel lavoro dignitoso un obiettivo centrale nelle strategie di sviluppo. Questo riconoscimento, successivamente ripreso ed ampliato dalla riunione dell’ECOSOC del luglio 2006, attribuisce nuovo slancio all’agenda sul lavoro dignitoso e dà all’ILO la possibilità di ravvivare il dialogo con il suoi partner e i donatori. La 95a sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro (giugno 2006) ha ribadito che « Un’occupazione piena e produttiva e il lavoro dignitoso sono elementi fondamentali per garantire lo sviluppo e, di conseguenza, un obiettivo prioritario della cooperazione internazionale ».
Una partnership per il lavoro dignitoso
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Conferenza Internazionale del Lavoro, Ginevra 2006. © ILO
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L’ILO sta attualmente cercando di rafforzare i processi necessari a sviluppare nuovi strumenti e a costruire le relative partnership per dare un significato concreto alla promozione del lavoro dignitoso nelle agende di sviluppo nazionali e internazionali. La formulazione di Programmi nazionali sul lavoro dignitoso rappresenta oggi il quadro di riferimento per una migliore pianificazione e una più coerente azione dell’ILO a livello nazionale.
I Programmi nazionali costituiscono anche il contributo dell’ILO all’UNDAF (United Nations Development Assistance Framework) e alle strategie di riduzione della povertà come anche il principale canale di ingresso per la partecipazione dell’ILO alla riforma delle Nazioni Unite e ai processi di coordinamento sul campo. In questo modo, l’Organizzazione potrà assicurare la presenza del lavoro dignitoso nell’agenda di sviluppo ma anche garantire che i suoi costituenti tripartiti siano pienamente e sistematicamente coinvolti nei processi di consultazione che attualmente accompagnano e influenzano le politiche nazionali.
Allo stesso tempo, l’ILO vuole estendere il suo campo d’azione e rafforzare l’efficacia della sua partnership con i donatori. Alcuni nuovi governi e istituzioni sono, di recente, entrati a far parte della famiglia dei donatori dell’ILO. Altri donatori hanno espresso la loro intenzione di accrescere il loro contributo riconoscendo il ruolo centrale del tema del lavoro dignitoso e dell’occupazione nelle strategie di sviluppo. Altrettanto importante, la necessità di rafforzare il coordinamento ha spinto i donatori dell’ILO ad avviare tra loro il dialogo anche per garantire un maggiore allineamento ai programmi dell’ILO nonché una maggiore coerenza agli obiettivi strategici dell’Organizzazione.
Nel novembre 2004, il Consiglio di amministrazione dell’ILO ha affrontato i principali aspetti della strategia di mobilitazione delle risorse dell’Ufficio. Il senso di questa strategia è stato ribadito nel corso della 95a sessione della Conferenza internazionale del lavoro nel giugno 2006 che ha così concluso: « L’ILO dovrebbe continuare a incoraggiare accordi pluriennali di partnership con i donatori in linea con la programmazione, le regole e le priorità strategiche dell’Organizzazione, riconoscendo allo stesso tempo la necessità di incorporare fondi annuali quando disponibili. Dovrebbe inoltre promuovere attivamente l’inclusione dell’uguaglianza di genere negli accordi di partnership con i donatori; promuovere proposte di cooperazione tecnica che sostengano lo sviluppo di organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro e attività tripartite; migliorare le capacità degli uffici dell’ILO sul campo di mobilitare risorse aggiuntive provenienti dai donatori; ottimizzare il sistema di priorità interne e i meccanismi di allocazione delle risorse; e facilitare un maggiore coordinamento tra i donatori dell’ILO ».
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