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Riavviato il Tavolo di dialogo sul lavoro minorile.
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Lo scorso 4 settembre il Ministro della solidarietà sociale e il Ministro del lavoro e della previdenza sociale hanno convocato un incontro con le parti sociali e altri organismi, tra cui l’ILO, per discutere di lavoro minorile. Ne parliamo con il Dott. Giovanni Daverio, Direttore Generale per la famiglia, i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese (CSR) del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Dott. Daverio, ci può dire qual’era l’obiettivo di questo incontro?L’obiettivo dell’incontro è stato quello di riavviare il dialogo con le parti sociali sulla tematica del lavoro minorile. Per questo sarà riaperto il Tavolo di coordinamento che costituirà una sede di confronto stabile tra istituzioni e parti sociali. Come tutti sappiamo, parlare di lavoro minorile non è semplice poiché si tratta di un fenomeno di difficile qualificazione oltre che quantificazione le cui cause sono molteplici, concatenate tra loro e spesso interdipendenti. II panorama che ne risulta è, quindi, sicuramente complesso dal momento che il lavoro minorile è strettamente collegato alla dimensione sociale nella sua totalità: scuola, famiglia, mondo del lavoro, carenze di risorse, crescita e bisogno di formazione, “cultura” del lavoro, territorio e proprio ambiente di vita. È necessario quindi un programma di impegni condiviso riguardo al tema dello sfruttamento del lavoro minorile che richiede l’interazione di politiche sociali, formative, della salute, del lavoro, della sicurezza e che necessitano del massimo coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e sociali che si occupano di politiche per l’infanzia permettendo la definizione di azioni concordate e precise dal punto di vista qualitativo e quantitativo affinché i diritti di tutti i bambini siano garantiti e rispettati. In che modo il governo intende dare seguito alla Carta di impegni per promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed eliminare lo sfruttamento del lavoro minorile del 1998 e quindi concretizzare gli impegni presi dall’Italia con la ratifica della Convenzione ILO n. 182 sulle forme peggiori di lavoro minorile?Come ben si ricorderà, il Tavolo Nazionale di coordinamento tra il governo e le parti sociali contro lo sfruttamento del lavoro minorile era stato istituito già nel 1998, per la realizzazione congiunta degli obiettivi individuati nella Carta di impegni per promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed eliminare lo sfruttamento del lavoro minorile. La Carta di impegni era stata promossa dall’allora Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per concretizzare gli impegni presi dall’Italia con la ratifica della Convenzione internazionale dell’ILO n. 182 e della conseguente Raccomandazione 190 sulle forme peggiori di lavoro minorile. La Carta di impegni del 1998, sottoscritta dai sindacati, organizzazioni datoriali e Governo ha rappresentato un importante passo avanti nella lotta al lavoro minorile nel nostro Paese e sono ormai diversi anni che da più parti se ne sollecita un aggiornamento. Per questa ragione, è apparso più che mai opportuno il riavvio del Tavolo di confronto fra governo e parti sociali, la cui costituzione riveste oggi grande valore in considerazione degli interventi previsti dal nuovo governo inseriti nel programma 2006-2011. In considerazione dell’urgenza di attuare una decisa lotta contro la dispersione scolastica e formativa, tra gli obiettivi individuati nel programma si afferma la necessità di realizzare un forte collegamento tra autonomie scolastiche, enti locali, associazionismo e volontariato e di istituire un Osservatorio nazionale sulla dispersione scolastica e sul lavoro minorile. Chi parteciperà al Tavolo di dialogo sul lavoro minorile?L’impegno di riattivare il Tavolo era già stato formalmente assunto dal governo della scorsa legislatura nel Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia dell’ottobre 2001, dove si affermava la volontà di invitare le parti sociali ad una rinnovata fase negoziale rivolta al contrasto dello sfruttamento del lavoro minorile sia in relazione al contesto internazionale — mediante la produzione di codici di condotta condivisi e dei relativi sistemi di controllo — sia a livello nazionale mediante una rivisitazione congiunta della Carta di impegni. Con lo stesso intento questa legislatura intende coinvolgere tutti gli attori che, a diverso titolo, si occupano di lavoro minorile: rappresentanti del governo, oltre al Ministero del lavoro e della previdenza sociale e al Ministero della solidarietà sociale, il Ministero dei diritti e delle pari opportunità, il Ministero delle politiche per la famiglia, il Ministero delle politiche giovanili e delle attività sportive, il Ministero degli affari esteri, il Ministero dell’interno, il Ministero della giustizia, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero della pubblica istruzione, il Ministero per il commercio internazionale. Rappresentanti delle parti sociali: CGIL, CISL, UIL, Confidustria, Confartigianato, Confagricoltura. Altri organismi tra cui: CNEL, ISTAT, ILO e UNICEF-Italia. Infine la società civile. Nel corso dell’incontro i rappresentanti intervenuti, hanno accolto con favore la volontà di procedere all’elaborazione di rinnovate azioni di contrasto al fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile avanzando numerose proposte di possibili azioni ed interventi. Quali sono, secondo lei, i primi passi da intraprendere per avviare questa politica di “tolleranza zero” al lavoro minorile in Italia?Innanzitutto dobbiamo considerare il fenomeno dello sfruttamento nell’economia informale e nell’immigrazione clandestina e tenere conto della situazione dei bambini stranieri; dobbiamo realizzare significative azioni di contrasto alla dispersione scolastica; garantire un monitoraggio quantitativamente valido del fenomeno raccordando i dati provenienti dalle diverse amministrazioni e definendo strumenti di indagine condivisi; promuovere l’attività delle prefetture, prevedendo un coordinamento in rete fra le stesse, in collaborazione con gli enti locali; considerare fondamentale e rafforzare il ruolo degli ispettori del lavoro appositamente formati. In quest’ottica e con questi propositi, i lavori proseguiranno in modo sinergico e concertato tra tutte le istituzioni pubbliche competenti, le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori e gli altri gruppi interessati, affinché, anche nel lavoro, una maggior tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti possa realizzarsi compiutamente. a cura di Francesca Ferrari, ILO Roma
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| Ultima modifica: 15.04.2008 | ^ top |