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OTTOBRE 2005
Giornate per la cooperazione italiana

Il lavoro e la generazione del millennio. Sconfiggere la povertà

Juan Somavia
Direttore Generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro

Cinque anni fa le Nazioni Unite lanciano un programma ambizioso definendo gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals - MDGs), allo scopo di creare entro il 2015 un mondo migliore e più sicuro. Allo stato attuale, non si può che constatare con preoccupazione che i progressi avvengono con estrema lentezza.

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Roma, 25 febbraio 2005. Il Direttore Generale Juan Somavia intervistato da una giornalista del TG2 RAI.

Gettare le basi per una pace duratura è possibile se si riduce drasticamente la povertà, cercando nuove vie per diffondere il lavoro dignitoso e sviluppando imprese produttive che creino occupazione. È ormai chiaro che le attuali politiche di contrasto alla povertà intese ad accrescere la sicurezza delle persone e a rendere il mondo un luogo più sicuro, prospero e giusto non stanno producendo i risultati sperati. All’incirca metà della popolazione mondiale sopravvive con due dollari al giorno. Questa evoluzione lenta e discontinua ci obbliga a ripensare e a rivedere le nostre politiche economiche e sociali volte a dimezzare entro il 2015 la povertà nel mondo. Questa responsabilità può essere riassunta in una singola frase: sconfiggere la povertà.

Benché siano stati creati nuovi lavori, il problema è che la disoccupazione è cresciuta del 26 per cento negli ultimi 10 anni. Troppe persone — in particolare donne — sono ancora sottoccupate o impossibilitate a ottenere un lavoro dignitoso produttivo. E la più grande sconfitta dell’attuale sistema riguarda i giovani.

Infatti, il vero significato di « MDG » potrebbe essere Millennium Development Generation, il miliardo o anche più di giovani di tutto il mondo che ha di fronte la prospettiva della disoccupazione o sottoccupazione. Quasi il 40 per cento della popolazione mondiale è oggi costituita da ragazzi e ragazze con meno di 20 anni. L’85 per cento dei giovani vive nei paesi in via di sviluppo dove molti si trovano e lavorano in condizioni di estrema povertà.

Secondo l’ILO, nel mondo sarebbero circa 86 milioni i giovani senza lavoro ovvero il 45 per cento del totale dei disoccupati. Il tasso di disoccupazione globale tra i giovani è del 13,8 per cento, contro l’11,7 per cento del decennio prima. In tutto il mondo, i giovani in media hanno una probabilità 3 volte superiore rispetto agli adulti di rimanere disoccupati. Inoltre, milioni di ragazzi e ragazze non possono permettersi di rimanere disoccupati e accettano di lavorare molte ore di seguito per pochi soldi e vivono per lo più nell’economia informale.

Gli ultimi dati ILO mostrano che nel 2004, per esempio, all’incoraggiante tasso di crescita economica globale del 5,1 per cento ha corrisposto un deludente aumento dell’1,8 del numero di occupati. In poche parole, una crescita di miliardi di dollari ha prodotto solo una manciata di nuovi posti di lavoro.

Tuttavia non dobbiamo arrenderci. Esistono delle soluzioni. La grande sfida di oggi è creare opportunità di lavoro dignitose attraverso la crescita, l’investimento e l’aumento della produttività.

Come farlo ? Dobbiamo iniziare cambiando i modelli politici e riconoscere che l’occupazione e la promozione di imprese che creano posti di lavoro costituiscono la strada più efficace per sradicare la povertà. Il lavoro rappresenta oggi l’anello mancante nello sforzo globale per ridurre la povertà.

Possiamo raggiungere questo obiettivo ? Dobbiamo. Concentriamoci sull’investimento e l’imprenditorialità, l’occupazione, la produzione di reddito e il lavoro dignitoso per tutti. Impegniamoci affinché la globalizzazione sia giusta e porti benefici a tutti, non solo a pochi.

Mentre molti parlano di riforma delle Nazioni Unite, questa è la riforma della « vita reale » che i lavoratori e le loro famiglie in tutto il mondo stanno aspettando. Facciamo in modo che avvenga.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top