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L’obiettivo dell’ILO di un lavoro dignitoso per tutti e gli impegni della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite vanno di pari passo.
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Brasile. Minatore
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Lo scopo dell’Agenda del lavoro dignitoso è di conseguire una crescita economica equa tenendo insieme obiettivi sociali ed economici. Essa è costituita da quattro elementi :
- Occupazione - il lavoro produttivo rappresenta la strada principale per uscire dalla povertà.
- Diritti - senza il riconoscimento dei diritti, gli individui non potranno sfuggire alla povertà.
- Protezione - la protezione sociale è una garanzia contro la povertà.
- Dialogo - la partecipazione delle organizzazioni imprenditoriali e dei sindacati nell’elaborazione di una politica di governo è determinante per la riduzione della povertà.
L’Agenda del lavoro dignitoso dell’ILO contribuisce a tutti ed 8 gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) nella lotta globale alla povertà.
Nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite, l’ILO ha la competenza specifica su 2 indicatori degli Obiettivi di Sviluppo che riguardano il lavoro: l’Indicatore 11 — porzione di donne nel lavoro dipendente non agricolo; e l’Indicatore 45 — tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni.
Povertà: dati principali
- Benché siano stati creati nuovi posti di lavoro, la disoccupazione è tuttavia cresciuta del 26 per cento negli ultimi 10 anni.
- Nel 2004, all’incoraggiante tasso di crescita economica globale del 5,1 per cento ha corrisposto un deludente aumento dell’1,8 del numero di occupati.
- La forza lavoro globale crescerà di oltre 400 milioni entro il 2015 : la pur rapida crescita dell’occupazione di 40 milioni di posti di lavoro l’anno dovrebbe ridurre il tasso di disoccupazione globale di un solo punto percentuale in dieci anni.
- Nel mondo sono circa 86 milioni i giovani senza lavoro ovvero il 45 per cento del totale dei disoccupati. Il tasso di disoccupazione globale tra i giovani è del 13,8 per cento, contro l’11,7 del decennio precedente.
- A livello globale, la perdita in termini di forza lavoro dovuta all’HIV/AIDS comprendeva nel 2005 circa 28 milioni di individui. Questa cifra potrebbe salire a quota 48 milioni nel 2010 per arrivare a 74 milioni entro il 2015.
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