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FEBBRAIO 2005
Presentazione del Rapporto della Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione

Per le Nazioni Unite, la globalizzazione giusta è una priorità dell’Agenda 2005

Con la risoluzione A/RES/59/57, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 dicembre 2004, l’obiettivo della globalizzazione giusta entra ufficialmente nell’agenda internazionale e attribuisce un nuovo significato al contributo dell’ILO alla Dichiarazione del Millennio di assicurare che la globalizzazione diventi una forza positiva per tutti i popoli del mondo.

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Ginevra, Svizzera, 30 giugno 2003. Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, in visita all’ILO - foto M. Crozet, © ILO.

Secondo la risoluzione, i diversi aspetti legati alla globalizzazione saranno parte del rapporto del 2005 della Dichiarazione del Millennio nonché del rapporto decennale del Summit mondiale sullo sviluppo sociale che sarà presentato quest’anno dalla Commissione mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo sociale.

La risoluzione è stata adottata all’indomani di un importante evento organizzato dalle Nazioni Unite nel settembre 2004 in cui trenta capi di stato e di governo hanno discusso il rapporto della Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione A Fair Globalization : creating opportunities for all.

La risoluzione chiede al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan di tenere in debita considerazione il rapporto della Commissione mondiale nella sua valutazione sull’attuazione delle decisioni del Millennium Summit. Chiede inoltre alle agenzie delle Nazioni Unite e ad altre istituzioni internazionali di riferire al Segretario Generale sulle loro attività volte a promuovere una globalizzazione giusta e inclusiva.

Dal punto di vista dell’ILO, la questione della globalizzazione giusta e del lavoro dignitoso sono intrinsecamente legati. Questo legame è stato spiegato da Juan Somavia nel corso di un incontro con la Banca Mondiale « La creazione di opportunità per un lavoro dignitoso è legato alla diffusione dei benefici della globalizzazione. La maggior parte delle persone che si sentono escluse non hanno una resistenza ideologica alla globalizzazione. Esse l’affrontano in un modo decisamente pratico : ’Sarò a favore della globalizzazione nel momento in cui vedrò ed usufruirò dei suoi benefici. Ma non chiedetemi di sostenerla se non vedo questi benefici nella mia vita, nella mia famiglia, nella mia comunità e nel mio futuro. Io voglio una globalizzazione che funzioni anche per me’ ».

Il rapporto della Commissione sottolinea che la globalizzazione è giusta quando crea opportunità per tutti producendo progressivamente lavori migliori. La globalizzazione deve contribuire a ridurre la povertà e a diffondere la prosperità attraverso lo sviluppo dell’impresa, l’apertura dei mercati, il mondo degli affari, investimenti e il commercio.

L’ILO vede il lavoro dignitoso come un aspetto fondamentale della globalizzazione, condiviso da tutte le società e realizzato secondo le possibilità e le opportunità di ogni paese. Esso si basa su quattro pilastri — creazione di occupazione e di imprese, diritti del lavoro, protezione sociale e un efficace dialogo sociale tra governi, imprenditori e sindacati. Questi costituiscono anche la base per una globalizzazione giusta e inclusiva.

L’attuale funzionamento della globalizzazione è « eticamente inaccettabile e politicamente insostenibile », determinando risultati spesso iniqui. Sono necessari cambiamenti politici per colmare il vuoto tra ciò che la globalizzazione è in grado di produrre e quello che sta producendo.

Il rapporto formula raccomandazioni specifiche per raggiungere l’obiettivo di una globalizzazione giusta e inclusiva e la nuova risoluzione dell’Assemblea Generale potrebbe facilitarne l’attuazione con l’aiuto di appropriate strategie nazionali, accompagnate da strutture multilaterali che possano creare opportunità per tutti.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top