|
Le conclusioni della Commissione mondiale sulla Dimensione Sociale della Globalizzazione e le proposte dell’ILO di dare un seguito a quanto emerso dall’indagine vanno sempre di più consolidandosi. In linea generale, leaders di tutto il mondo e vasti settori dell’opinione pubblica internazionale riconoscono oggi che il rapporto della Commissione, lanciato a febbraio dopo due anni di studio, costituisce una base solida per lo sviluppo di nuove politiche più coerenti destinate a rendere la globalizzazione più giusta. Il Primo Ministro spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, ha avuto modo di sottolineare nel corso della Conferenza l’importanza di dare « una dimensione sociale alla globalizzazione » e di considerare il lavoro dignitoso un obiettivo universale. « Le mie riflessioni sulla globalizzazione dell’economia e le sue conseguenze sociali sono basate sulla convinzione che il lavoro dignitoso deve diventare un obiettivo globale e non solo un obiettivo dell’ILO », ha aggiunto.
Il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, in una lettera al Direttore generale Somavia, scrive : « È importante che maturi anche dal basso una forte spinta ad intraprendere un percorso verso una globalizzazione incentrata sulla promozione della persona umana, radicata nei valori universalmente condivisi e nel rispetto delle diversità culturali [...] Correggere gli aspetti perversi della globalizzazione, imbrigliarne le potenzialità attraverso l’individuazione di idonei strumenti di concertazione : è un imperativo morale, oltre che politico. È il modo per tenere fede a quegli impegni di giustizia sociale, di sicurezza nelle condizioni di lavoro, di rispetto dei diritti fondamentali che ci siamo solennemente assunti sottoscrivendo la Dichiarazione del Millennio ».
Un altro importante obiettivo del rapporto è l’adozione di un nuovo piano d’azione per garantire che i lavoratori migranti siano tutelati dalle norme internazionali sul lavoro, da quelle nazionali e da quelle sulla protezione sociale.
Nuovo piano d’azione per 86 milioni di lavoratori migranti
Il piano d’azione richiede lo sviluppo di un quadro multilaterale non vincolante relativo ad un approccio alla migrazione per lavoro basato sui diritti nonché la realizzazione di un dialogo ILO sulla migrazione in partenariato con le organizzazioni internazionali e multilaterali.
Il quadro comprenderà principi direttivi internazionali su alcuni aspetti quali :
- Promuovere una « gestione delle migrazioni » a fini di impiego che includa accordi bilaterali e multilaterali tra paesi di destinazione e di origine che tengano conto dei diversi aspetti della migrazione — estensione delle procedure di ammissione per la migrazione regolare ; diritto alla sicurezza sociale ; investimento delle rimesse nonché politiche di integrazione e inclusione sociale.
- Promuovere il lavoro dignitoso per i lavoratori migranti. Armonizzare e supervisionare le agenzie di reclutamento attraverso contratti per i lavoratori migranti conformi alle convenzioni e alle raccomandazioni dell’ILO.
- Prevenire gli abusi, il traffico illecito di migranti e la tratta di persone, proteggere i loro diritti, prevenire e contrastare la migrazione irregolare di manodopera.
- Affrontare i rischi specifici ai quali sono esposti tutti i lavoratori impiegati in lavori degradanti e pericolosi.
- Migliorare le ispezioni sul lavoro e creare dei canali di ricorso che consentano ai lavoratori migranti di presentare reclami senza subire intimidazioni.
- Incoraggiare l’adozione di misure destinate a garantire l’applicazione per tutti i lavoratori migranti delle norme internazionali sul lavoro pertinenti.
- Introdurre misure intese ad assicurare che tutti i lavoratori migranti siano tutelati dalla legislazione nazionale sul lavoro e dalle norme di protezione sociali applicabili. Formulare delle politiche che incoraggino la migrazione di ritorno e la reintegrazione nei paesi di origine così come il trasferimento di capitali e tecnologie per i migranti.
[ILO International Migration Programme]
|
|