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GIUGNO 2004

La discriminazione dei lavoratori immigrati nel mercato del lavoro in Italia

L’Ufficio di Roma dell’ILO ha presentato, nel corso di una conferenza che ha avuto luogo a Roma lo scorso 6 aprile, il rapporto della ricerca La discriminazione dei lavoratori immigrati nel mercato del lavoro in Italia. Lo studio, organizzato nel 2002 e condotto nel corso del 2003, è stato affidato all’ILO dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e condotto dal Forum internazionale ed europeo di ricerche sulle migrazioni (FIERI) di Torino con la consulenza tecnica del Programma internazionale delle migrazioni dell’ILO. Alla Conferenza sono intervenuti esperti e rappresentanti del governo, delle organizzazioni sindacali e delle imprese.

I risultati dell’indagine evidenziano nel contesto italiano un elevato tasso di discriminazione cumulata nei confronti dei lavoratori immigrati presi in esame rispetto agli italiani. Nonostante ciò, ha precisato nel corso dell’incontro Patrick Taran, Senior Migration Specialist dell’ILO, « Il dato italiano non si discosta da quello rilevato in analoghi studi condotti dall’ILO in altri paesi europei. Ciò significa che il fenomeno affonda le sue radici nell’intera società europea ».

Commentando i dati, il Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi ha dichiarato " Dobbiamo puntare allo sviluppo di una società più attiva, più competitiva e ricca in capitale umano ma anche più capace d’integrare coloro che giungono nel nostro paese sulla base di processi regolari. I flussi migratori devono in partenza essere destinati all’integrazione, e vanno sostenuti da politiche attive che tengano insieme lavoro, casa e lingua del paese d’accoglienza. Quanto più questi tre elementi saranno acquisiti al momento dell’ingresso nella nuova comunità, tanto più risulterà sostenibile l’integrazione ». A conclusione dell’incontro il Direttore dell’Ufficio OIL di Roma, Claudio Lenoci ha annunciato una nuova iniziativa concordata con il Ministero del Lavoro intesa a identificare « buone pratiche » per promuovere una vera cultura dell’integrazione nel mercato del lavoro italiano.

Da alcuni anni l’Organizzazione internazionale del Lavoro, attraverso il suo programma « Combattere la discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti e le minoranze etniche nel mondo del lavoro » ha avviato una serie di indagini in diversi paesi europei, tra cui quella presentata a Roma, per migliorare la comprensione della migrazione per lavoro verso l’Europa. Obiettivo del programma è ridurre la discriminazione nei confronti delle minoranze etniche e dei lavoratori migranti regolari informando governi, imprenditori, lavoratori, ONG e individui impegnati in attività antidiscriminatorie su come la legislazione, la formazione e le misure pratiche possano essere rese più efficaci.

Principali risultati della ricerca in Italia

Come in altri Paesi in cui è stata effettuata, applicando la stessa metodologia sviluppata dall’ILO, la ricerca italiana era indirizzata a rilevare eventuali discriminazioni nell’assunzione di personale di nazionalità marocchina rispetto ai nazionali e prevedeva che attori nazionali e immigrati marocchini con identiche caratteristiche rispondessero agli stessi annunci di lavoro.

I risultati della ricerca in Italia consentono di affermare che certamente sono documentabili episodi di discriminazione verso i giovani marocchini semi qualificati e che non si tratta di casi estremi o sporadici : il maggior caso di trattamenti discriminanti (26,6%) si verifica già nella prima fase, quella della semplice presentazione della candidatura. Nella seconda fase — l’invito per un colloquio — è sceso all’11,6% e nella terza fase si è ridotto al 2,6% a dimostrazione del fatto che chi intende discriminare lo fa quasi sempre al primo contatto.

Se distinguiamo i risultati a seconda delle città in cui si sono svolte le prove — Torino, Roma e Napoli — la discriminazione sembra distribuirsi in modo abbastanza omogeneo con un tasso rispettivamente pari al 43,2%, 45,7% e 33,7%. Per quanto riguarda i settori del mercato del lavoro esaminati l’edilizia registra il più basso tasso di discriminazione (31,3%), mentre i settori dell’industria e dei servizi si equivalgono con quasi il 42%. Dalla ricerca sul campo sembra siano proprio i lavori di servizio nella ristorazione (52,2% di discriminazione netta rispetto al 33,8% del commercio e al 36,7% di altri servizi) — attività che richiedono contatto con la clientela – a presentare maggiori difficoltà per i marocchini. Poiché molti posti di lavoro a Roma si riferivano proprio a tali professioni, è possibile che questo abbia fatto salire il tasso di discriminazione.

I risultati a seconda delle caratteristiche delle imprese (piccola, media e grande) vanno esaminati con cautela in quanto è stato difficile durante la ricerca individuarne con precisione le dimensioni. Tuttavia, nel caso di Torino, è stato possibile verificare una minore propensione alla discriminazione da parte delle imprese medio-grandi (26,7%). Ciò è probabilmente dovuto alle procedure differenziate di selezione del personale : la maggiore discriminazione nelle piccole imprese si può spiegare anche con il fatto che il selezionatore quasi certamente è destinato a lavorare fianco a fianco del nuovo assunto e quindi esprime il suo orientamento discriminatorio. Nelle grandi, invece, le procedure più standardizzate eviterebbero quanto meno che il candidato straniero venga respinto al primo contatto.


[Consultare la cartella stampa in reteLeggere il rapporto (in italiano) - (pdf 1,1 Mb)]



Ultima modifica: 30.04.2008^ top