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GIUGNO 2004

La Global March contro il lavoro minorile

Cecilia Brighi
Membro del Consiglio di Amministrazione dell’ILO (sindacati)

Il primo Congresso mondiale contro il lavoro minorile promosso da CGIL CISL UIL e da Manitese e dalla Global March ha rappresentato un successo politico straordinario a dispetto delle grandi difficoltà organizzative. Una faticosa preparazione durata mesi ha cercato di intrecciare profondamente la presenza e l’esperienza di vita di ex bambini lavoratori con quella politica e operativa delle organizzazioni sindacali e delle ONG che compongono la grande galassia della Global March. Questa sinergia, anche se a volte faticosa ha fatto si che nel congresso si realizzasse non solo un confronto costruttivo e positivo tra tutti gli interlocutori, ma si effettuassero notevoli passi avanti nella individuazione delle strategie politiche e di intervento. Il congresso grazie anche al lavoro preparatorio a livello nazionale per la selezione dei delegati e delle delegate ha raggiunto felicemente l’obiettivo di rimettere all’ordine del giorno delle agende nazionali e internazionali la questione del lavoro minorile. Adulti e ragazzi hanno ribadito la necessità di un legame imprescindibile con gli obiettivi di lotta alla disoccupazione degli adulti, per il lavoro dignitoso nel rispetto degli altri diritti fondamentali del lavoro, a partire da quello alla libertà sindacale e alla contrattazione e l’istruzione universale per tutti i bambini e le bambine.

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Il congresso ha saputo dialogare con le istituzioni internazionali richiamandole alla urgenza di una nuova coerenza tra le politiche e i programmi e con i governi ribadendo le loro grandi responsabilità nell’indirizzare le scelte politiche ed economiche dei paesi verso gli obiettivi della pace, della giustizia sociale, dell’istruzione e del lavoro dignitoso per gli adulti. Sul piano metodologico sin dalla fase preparatoria si è deciso di evitare la partecipazione di bambini al di sotto dei 13 anni. Ciò per permettere una partecipazione attiva al dibattito dei ragazzi e delle ragazze evitando possibili utilizzi puramente mediatici della presenza dei bambini e l’utilizzo strumentale delle loro storie. Si è cercato di mantenere una forte sinergia tra le loro sessioni e quelle degli adulti. I ragazzi e le ragazze hanno lavorato cercando di tessere il filo della conoscenza reciproca, dello scambio di esperienze vissute in prima persona presentando storie di successo, in un percorso che ha prodotto una dichiarazione finale, presentata poi l’ultimo giorno alla conclusione dei lavori. Le sessioni degli adulti si sono sviluppate sui temi del dialogo sociale, della istruzione obbligatoria gratuita per tutti, della coerenza e della responsabilità di governi e istituzioni internazionali.

Contrattazione, dialogo sociale, forte intreccio tra la lotta al lavoro minorile e attuazione degli altri diritti fondamentali a partire dalla libertà di organizzazione sindacale e di contrattazione, ma anche la contemporaneità di forti politiche per l’occupazione e il reddito dignitoso a garanzia del successo duraturo delle politiche e dei progetti di cooperazione tecnica sul lavoro minorile. In questo congresso si è voluto riaffermare la centralità dell’ILO e del tripartismo nella lotta la lavoro minorile, ma anche la necessità di un impegno congiunto imprescindibile per l’attuazione di entrambe le convenzioni OIL n. 138 sulla età minima e n. 182 sulle forme peggiori di lavoro minorile. Questo stretto legame, che è alla base delle politiche dell’ILO può essere realizzato nella pratica, come dimostrano i programmi di cooperazione tecnica OIL e quelli sindacali. La filosofia di questo tipo di programmi di cooperazione allontana dal lavoro i ragazzi garantendo contemporaneamente in modo duraturo il loro reinserimento nella scuola, il sostegno alle famiglie e lo sviluppo di programmi per il reddito degli adulti, costruendo il dialogo duraturo tra sindacati, imprenditori e governi. Il contemporaneo rispetto dei diritti fondamentali del lavoro, il sostegno al reddito degli adulti e l’istruzione universale gratuita, sono i volani fondamentali per promuovere lo sviluppo. Questa impostazione è tra l’altro ulteriormente suffragata dal recente studio dell’ILO sui costi e benefici della eliminazione del lavoro minorile, presentato nel corso del congresso. In questo quadro appare anacronistico e, per altro contrario ai principi e alla legislazione nazionale, che importanti interlocutori istituzionali nazionali e l’Osservatorio sul lavoro minorile ancora oggi diano spazio e voce a posizioni a favore del diritto dei bambini a lavorare o a organizzarsi in sindacato. Al contrario la Dichiarazione finale approvata dai ragazzi e ragazze rappresenta una indicazione forte per ciascuno degli attori.

Ora si tratta di riprendere il lavoro e l’ILO ha un ruolo chiave sia nella definizione delle politiche e dei programmi che attraverso la cooperazione tecnica per una partnership attiva tra le parti sociali, sostenendo in modo strategico il loro ruolo e il necessario intreccio con le politiche per l’occupazione, il dialogo sociale e i diritti fondamentali del lavoro. Sul piano nazionale bisogna ora riallacciare i fili del confronto tripartito per la attuazione di un urgente programma nazionale e territoriale, in grado di fare sinergia tra tutti i soggetti, tutte le responsabilità e tutte le risorse. Non c’è tempo da perdere. Le parole chiave su cui lavorare parte dal monitoraggio, sanzione dei reati, lotta alla disoccupazione, alla povertà, alla esclusione sociale, sostegno alle famiglie, pieno diritto alla istruzione e alla formazione. Contemporaneamente va ripreso il dialogo con imprenditori e governo sui processi di decentramento e internazionalizzazione e le connesse incentivazioni pubbliche perché si affermi il pieno rispetto dei diritti fondamentali del lavoro sanciti dall’ILO.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top