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FEBBRAIO 2004

Il Centro di formazione Torino
Realizzazioni e progetti

Dario Arrigotti
Direttore aggiunto
Centro internazionale di formazione di Torino

Nel 1989 il Centro Internazionale di Formazione dell’ILO a Torino varò un impegnativo programma di ridisegno del proprio ruolo e di rilancio delle proprie attività, che necessitavano, all’epoca, di un completo ripensamento. Dopo 15 anni la validità della formula allora messa a punto trova sempre ulteriori conferme, a dimostrazione che il ruolo di agente di sviluppo delle risorse umane a livello mondiale che il Centro svolge è ormai pienamente accettato e affermato.

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Partecipanti a una sessione al Centro di formazione di Torino. © Centro Internazionale di Formazione dell’ILO.

Anche il 2003 si è chiuso infatti con un bilancio estremamente positivo e con un ulteriore rafforzamento delle attività. Più di 9 000 persone, di cui il 40 percento donne, ha attivamente partecipato ai corsi e ai progetti del Centro, in rappresentanza di 177 Paesi, portando il numero complessivo dei beneficiari della formazione ben oltre la soglia dei 100 000.

Fra le ragioni di tale perdurante successo vi è indubbiamente la capacità di soddisfare in pieno esigenze formative non semplici, adattandole alla situazione socio-economica di ciascun Paese destinatario, anche di quelli che versano in condizioni particolarmente difficili a causa di conflitti, povertà, emergenze politiche o sociali.

Emblematico è, da questo punto di vista, il progetto, nato nel 2002 e articolato nel 2003, per la formazione di 105 donne afgane nel settore dell’imprenditorialità femminile. Frutto della collaborazione con un’importante fondazione italiana, la Fondazione Marisa Bellisario, e finanziato dalla Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari esteri italiano, questo progetto intende dare una risposta concreta agli immensi bisogni di rinascita civile ed economica di un paese martoriato da 26 anni di conflitti, aiutando in particolare i soggetti più deboli quali le donne, per lungo tempo emarginate e discriminate. Il primo gruppo di 26 donne è giunto al Centro di Torino nel novembre scorso ; altre attività di progetto avranno ancora luogo sia a Torino che a Kabul nell’anno in corso.

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Il Centro internazionale di formazione dell’ILO di Torino. © Centro Internazionale di Formazione dell’ILO.

Un secondo importante progetto è stato finalizzato con il Ministero del Lavoro di un Paese dell’Europa centro-orientale che sta gestendo il passaggio da un’economia pianificata a quella di mercato : la Bulgaria. La strategia di riforma del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali della Bulgaria definisce l’investimento in capitale umano come uno dei fattori determinanti per la creazione di impiego, di produttività e, di conseguenza, di crescita economica. A questo fine, il Ministero ha richiesto la collaborazione del Centro per disegnare ed attuare un progetto di avanzamento delle capacità e conoscenze dei suoi dirigenti e impiegati, al fine di migliorare le prestazioni dei servizi.

Il Ministero ha inoltre richiesto assistenza per rafforzare la sua struttura organizzativa onde migliorare l’efficienza nello svolgimento del suo ruolo e responsabilità nell’ambito dell’economia di mercato.

A questo proposito, un gruppo di dirigenti e impiegati scelti nei vari dipartimenti che si occupano di politiche per l’impiego, riceveranno una formazione mirata a rafforzare le competenze, individuali e di gruppo, nella creazione di moderne strategie per l’impiego. Il progetto avrà una durate di tre anni a partire dal 2004.

Infine, il 2003 ha anche visto la partecipazione del Centro, in qualità di ente esecutore, ad un originale progetto denominato Programma di partenariato territoriale per gli Italiani all’estero. Si tratta di un programma finanziato dai Fondi strutturali europei, che vede sei regioni italiane – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia – costruire, con l’aiuto del Centro, partenariati progettuali con tutta la vasta galassia di comunità di origine italiana presenti in molti Paesi del mondo. Più precisamente, il progetto realizza un sistema di servizi in rete chiamato Osservatorio sul lavoro e le imprese degli Italiani nel mondo, che aiuta le regioni a :

  • Promuovere legami tra attori dei propri territori e gli italiani all’estero ; programmare le risorse finanziarie per sostenerli ;
  • Trasferire capacità e strumenti ai soggetti responsabili dello sviluppo integrato delle regioni del Mezzogiorno che considerano strategico il collegamento con le comunità degli italiani all’estero ;
  • Creare un quadro di riferimento organico ed omogeneo di dati, di procedure, di standard progettuali, formativi e professionali che possa moltiplicare gli effetti positivi delle iniziative su scala interregionale e internazionale.

L’iniziativa è promossa e diretta dal Ministero degli Affari esteri, Direzione generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie, e ha avuto un momento di particolare rilievo il 16 febbraio scorso, data in cui si è tenuta a Roma, alla presenza del Ministro Franco Frattini, la presentazione delle attività già realizzate sino ad allora, nonché il piano di lavoro per il triennio 2004-06. All’evento hanno altresì partecipato i massimi livelli politici e tecnici delle sei regioni interessate, i rappresentanti di organizzazioni economiche imprenditoriali e sindacali dei Paesi destinatari, dal Canada all’Argentina, dall’Australia al Sudafrica, agli stessi Paesi dell’Unione Europea. Obiettivo di questo grande sforzo è quello di meglio attrezzare e rafforzare il Mezzogiorno italiano affinché operi senza intermediazioni sui mercati esteri grazie alle nuove partnership createsi nel corso del progetto.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top