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Giuseppe Casale Dipartimento del dialogo sociale ILO Ginevra
L’obiettivo principale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro è di promuovere la pari opportunità tra uomini e donne nell’ottenere un lavoro decente in condizioni di libertà, eguaglianza, sicurezza e dignità umana. Il dialogo sociale è lo strumento principe per il raggiungimento di un tale obiettivo.
Dialogo sociale e tripartismo sono strumenti democratici per il trattamento di problemi di natura sociale, e per l’ottenimento di un consenso, all’interno del quale si determinano e si esaminano una vasta gamma di questioni sociali ed economiche. Il dialogo sociale e il tripartismo sono processi dinamici che contribuiscono a far progredire la società e l’economia di un paese in moltissime situazioni critiche, come quelle relative alle sfide che pone la globalizzazione, l’integrazione regionale, la transizione economica. Il dialogo sociale, dunque, si presta meglio di ogni altro mezzo alla ricerca di un vero consenso tra le parti sociali su questioni delicate.
Se dovessimo dare una definizione di dialogo sociale, potremmo riferirci a quella che l’ILO si è data come « working definition », che comprende tutte quelle forme di negoziazione e di consultazione o anche semplicemente un scambio di informazioni tra governi, lavoratori ed imprenditori su questioni di interesse comune in materia economica e sociale.
Ovviamente, per avere un « vero dialogo sociale » bisogna che alcune condizioni siano realizzate. Prima fra tutte, le organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori devono essere legittime, indipendenti e democratiche con propria capacità tecnica e possibilità di accesso alle informazioni pertinenti per poter partecipare al dialogo. Inoltre è necessario che ci sia una manifesta volontà delle parti di cooperare e di avere un’attitudine al compromesso. A tutto questo va aggiunto che il sistema in cui si opera assicuri il pieno rispetto della libertà sindacale e del diritto alla negoziazione collettiva. Infine, è necessario che esistano strutture giuridiche ed istituzionali appropriate.
Il dialogo sociale, così come praticato, assume essenzialmente due forme. All’interno di esso abbiamo la forma consultiva e la forma negoziale. La consultazione richiede che tutte le parti interessate si « compromettano » attraverso uno scambio di opinioni ed informazioni, che a loro volta renderà il dialogo più proficuo e profondo. La consultazione bipartita o tripartita ha per obiettivo di dare alle parti l’opportunità di esprimere le proprie opinioni su determinate questioni economiche e sociali e, possibilmente, trovare un’opinione comune su come intraprendere scelte che riguardano gli effetti della globalizzazione sui rispettivi sistemi. D’altro canto, la negoziazione ha per oggetto il raggiungimento di un accordo in virtù del quale le parti interessate adottano un compromesso. La negoziazione, come la consultazione, può avvenire sia in sede bipartita che in quella tripartita. In alcuni paesi, il risultato della negoziazione tripartita a livello nazionale può dare vita a dei veri e propri patti sociali sulle problematiche socio-economiche di massima urgenza.
Le principali parti al dialogo sociale sono il governo, i rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori, che devono, in maniera libera ed autonoma, scambiare idee ed esperienze e promuovere meccanismi permanenti di dialogo (Risoluzione sul dialogo sociale e tripartitismo della Conferenza internazionale del Lavoro del giugno 2002). Ovviamente, secondo il contesto nazionale, gli attori principali al dialogo sociale possono, se lo ritengono opportuno, aprire ad altri attori che condividono gli stessi valori ed obiettivi in uno sforzo comune per raggiungere un consenso sempre più largo.
In un’era di globalizzazione, la promozione di un processo partecipativo delle parti sociali è divenuta una necessità per quasi tutte le economie nazionali. In tal modo, il dialogo sociale assume un valore strategico per tutti gli altri obiettivi dell’ILO, come per esempio per le politiche dell’impiego, la sicurezza sociale, la difesa dei diritti fondamentali dei lavoratori sul posto di lavoro. Comunque, non va nascosto che il dialogo sociale oggi subisce dei rallentamenti dovuti ad una serie di ostacoli, tra i quali ricordiamo l’inefficacia dei sistemi giuridici nazionali, la questione della rappresentatività delle parti sociali, la carenza di adeguate risorse per il mantenimento di strutture bipartite e/o tripartite preposte al dialogo sociale. In quest’area, dunque, s’inserisce il programma del dialogo sociale dell’ILO che mira al rafforzamento delle istituzioni e del quadro giuridico che sovrintende al buon funzionamento del dialogo sociale nei vari paesi, tra cui la promozione ed applicazione delle convenzioni n. 87, 98, 144, 150, 151, 154 , così come la raccomandazione n. 113.
Resta la sfida dei prossimi anni che riguarderà il rafforzamento del ruolo delle parti sociali e di quello dell’amministrazione del lavoro. Solo così si potrà ristabilire quell’equilibrio tra le tre parti che è condizione essenziale per un buon funzionamento del dialogo sociale.
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