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« La globalizzazione, può e deve essere cambiata attraverso un percorso di equità che non escluda nessuno ». È questa la conclusione del rapporto presentato dalla « Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione » all’Organizzazione internazionale del Lavoro.
Il rapporto intitolato A fair globalization. Creating opportunities for all lancia un appello a favore di un ripensamento urgente delle politiche attuali e delle istituzioni di governo globale. Il rapporto riconosce che « è immenso il potenziale della globalizzazione per prospettive positive fondate su società ed economie aperte, ed uno scambio più libero dei beni, delle idee e delle conoscenze ».
Tuttavia, « Il funzionamento attuale dell’economia globale presenta delle disparità molto radicate e persistenti, inaccettabili da un punto di vista etico e politicamente insostenibili. Vista con gli occhi della stragrande maggioranza delle donne e degli uomini, la globalizzazione non è tuttora venuta incontro alle loro semplici e legittime aspirazioni ad un lavoro dignitoso e ad un futuro migliore per i loro figli ».
« Cresce pertanto la preoccupazione riguardo la direzione attuale della la globalizzazione. I vantaggi portati dalla globalizzazione sono fuori portata per molti, ed i rischi sono preoccupatamente reali. Rimane diffusa la corruzione. Le società aperte subiscono la minaccia del terrorismo ; il futuro dei mercati aperti viene sempre di più messo a repentaglio. Il governo globale è in crisi. Siamo giunti ad un punto critico : diventa urgente ripensare le nostre politiche attuali e le nostre istituzioni ».
Secondo Juan Somavia, Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro e promotore della Commissione, è la prima volta che si è attuato un approccio sistematico sulla dimensione sociale della globalizzazione. La Commissione è stata concepita dall’ILO allo scopo di individuare una base comune per avanzare nuove proposte su tematiche oggetto oggi di « monologhi paralleli » o « dialoghi tra sordi ». « Questa Commissione fornisce un messaggio di speranza chiaro e di buon senso », afferma sempre Somavia. « Arrivare ad una globalizzazione equa, e che non escluda nessuno, è difficile ma possibile e rappresenta una priorità a livello mondiale ».
Al fine di raggiungere una globalizzazione equa e che non esclude nessuno, la Commissione indica una serie di misure coordinate per migliorare governo e responsabilità ai livelli nazionale ed internazionale, dichiarando che le regole e le politiche globali sul commercio e la finanza devono lasciare più ampio spazio per l’autonomia dei paesi in sviluppo in materia di politiche.
Dal rapporto emergono proposte e soluzioni chiave, delle vere e proprie raccomandazioni su tutto quello che va fatto per rafforzare il sistema multilaterale e la qualità del governo globale :
- Il sistema di commercio multilaterale dovrebbe sostanzialmente ridurre le barriere ingiuste che limitano l’accesso ai mercati dei beni prodotti in paesi in sviluppo e per i quali questi paesi hanno un vantaggio comparativo, in particolare il tessile, l’abbigliamento e i prodotti agricoli.
- Alle regole eque per il commercio e i flussi di capitale vanno aggiunte delle regole eque per i movimenti transnazionali delle persone.
- Mentre le norme fondamentali del lavoro così come definite dall’ILO costituiscono una base minima di regole globali per il lavoro nell’economia globale, il rispetto di queste norme andrebbe rafforzato in tutti i paesi, soprattutto nelle zone di trasformazione per l’esportazione e, più in generale, nei sistemi di produzione globale. Tutte le istituzioni internazionali competenti inoltre dovrebbero assumere il proprio ruolo per promuovere queste norme e assicurare che non ci sia niente nelle loro politiche e nei loro programmi che possa impedire la realizzazione di questi diritti.
- La crescita globale sostenibile dovrebbe ricevere un appoggio più netto dai sistemi finanziari internazionali. Andrebbero intensificati gli sforzi per individuare dei meccanismi efficaci e giusti di riduzione del debito, che garantiscano sia una equa divisione delle responsabilità e dei carichi tra debitori e creditori, sia una riduzione più rapida e più completa del debito.
- Un maggior sforzo è necessario a mobilitare risorse internazionali più numerose nel conseguimento dei principali obbiettivi globali, in particolare gli Obbiettivi di sviluppo per il millennio. Occorre raggiungere l’obbiettivo dello 0,7 percento del PIL per l’aiuto ufficiale allo sviluppo nonché individuare e sviluppare nuove fonti di finanziamento per superare tale obbiettivo.
La Commissione sostiene che il sistema multilaterale delle Nazioni Unite dispone di strumenti unici atti a guidare il processo di riforma. Al fine di fronteggiare le sfide poste dalla globalizzazione, il sistema delle Nazioni Unite deve operare in modo più efficiente nonché migliorare la qualità del suo governo, in particolare per quanto riguarda la rappresentatività democratica nelle sue istituzioni e la presa di decisioni, la responsabilità di fronte alle popolazioni e la coerenza delle politiche ».
Il rapporto della Commissione verrà discusso nel mese di marzo nel Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro. Da parte del Direttore generale dell’ILO verranno avanzate delle proposte perché l’Organizzazione internazionale del Lavoro dia seguito alla discussione durante la Conferenza internazionale del Lavoro del prossimo giugno. Il rapporto verrà inoltre sottoposto ai capi di Stato e di governo, al Segretario generale delle Nazioni Unite e ai responsabili delle principali organizzazioni internazionali nonché agli altri organismi intergovernativi e agli attori non statali della comunità globale. Tutti verranno invitati a discutere le raccomandazioni della Commissione e ad avanzare delle proposte.
Nel presentare il rapporto i due co-presidenti, la Signora Traja Halonen, presidente della Finlandia, e Benjamin William Mkapa, presidente della Tanzania hanno dichiarato : « Siamo di fronte ad una visione di buon senso, ambiziosa ma realizzabile. La scelta è molto chiara. È possibile correggere la mancanza di governo globale nel mondo oggi, garantire la responsabilità e adottare delle politiche coerenti atte a spianare la via ad una globalizzazione equa e giusta ; se invece non agissimo subito, correremo il rischio di scivolare in una spirale di insicurezza, di turbolenze politiche, di conflitti e di guerre ».
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