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OTTOBRE 2003

Terza edizione degli Indicatori chiave del mercato del lavoro (KILM)

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È stata pubblicata la terza edizione degli Indicatori chiave del mercato del lavoro (KILM, Key indicators of the labour market) relativa al biennio 2002-2003. Vengono presi in considerazione 20 indicatori chiave del mercato del lavoro fra cui l’occupazione, la disoccupazione, la sotto-occupazione, il tempo di lavoro, la produttività del lavoro, i tipi di attività economica e la situazione dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro. Questa ultima edizione dei KILM prende anche in considerazione la produttività nell’agricoltura, facendo infatti notare che si tratta del settore che costituisce il principale datore di lavoro nei paesi in via di sviluppo. La nuova analisi suggerisce che l’unico modo di raggiungere la riduzione della povertà risiede forse nell’aumento della produttività e dell’occupazione.

Le principali conclusioni di questa edizione sono sull’evoluzione della produttività e sul rapporto occupazione-popolazione nelle economie nazionali. Nella prima metà degli anni ’90 l’aumento della produttività per persona occupata ha registrato in tutto il mondo un aumento pari all’1,5 percento, salendo all’1,9 percento nella seconda metà degli anni ’90. Questo incremento è maggiormente dovuto all’andamento dei paesi industrializzati (Stati Uniti e alcuni paesi della UE) e di alcuni paesi dell’Asia (Cina, India, Pakistan e Tailandia). In Africa e in America latina, i dati disponibili segnano un declino dell’aumento della produttività dopo il 1980.

Nei paesi europei ed altri paesi industrializzati i cui tassi di aumento della produttività sono rimasti per lo più leggermente inferiori a quello degli Stati Uniti è migliorato il « rapporto occupazione-popolazione » che misura la proporzione di persone occupate sull’insieme della popolazione. Nonostante i tassi di disoccupazione nella UE siano rimasti superiori a quelli registrati negli Stati Uniti, diversi paesi europei sono stati in grado di mantenere o di migliorare la loro capacità a creare posti di lavoro, pure registrando una crescita più debole della produttività. Secondo i KILM, è aumentato nella UE il rapporto occupazione-popolazione, passando dal 56,1 percento nel 1999 al 56,7 percento nel 2002, con relativa diminuzione della disoccupazione.

Se è vero che negli Stati Uniti il rapporto occupazione-popolazione ha registrato una diminuzione dell’1,6 percento sullo stesso periodo, passando dal 64,3 al 62,7 percento, esso è tuttavia rimasto sempre più alto rispetto all’Europa. Sempre sul lungo periodo, i tassi di crescita dell’occupazione e della produttività registrati negli Stati Uniti sono più alti di quelli della UE. Lo studio dimostra quindi che ci può essere una evoluzione positiva sul lungo termine sia per la creazione di posti di lavoro che per l’occupazione in generale.



Ultima modifica: 15.04.2008^ top