|
Si è tenuta a Lucca il 25 e il 26 settembre la Riunione informale dei ministri dell’Unione Europea responsabili per l’infanzia. Oltre alle delegazioni dei paesi membri della UE e dei paesi candidati, erano rappresentati la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa, l’UNICEF e l’ILO, nella persona di Kari Tapiola, Direttore esecutivo responsabile del Settore norme e principi fondamentali del lavoro.
Nel corso dell’incontro sono state esaminate le azioni intraprese dai paesi della UE a seguito della Conferenza di Budapest (novembre 2001) e del Secondo Congresso sullo sfruttamento sessuale a fini commerciali di minori di Yokohama. Altri temi dibattuti : il lavoro minorile in una società industriale avanzata e l’alternativa scuola-lavoro ; l’esigenza di istituire un Garante europeo per l’infanzia.
Al termine della riunione, i Ministri responsabili per l’infanzia hanno rilasciato una dichiarazione comune prendendo spunto dai documenti delle Nazioni Unite e della UE in materia di diritti dei bambini nonché dalle conclusioni delle diverse riunioni internazionali intercorse sullo stesso argomento. La dichiarazione richiama particolarmente l’attenzione sulla necessità di contrastare i fenomeni dell’abuso sessuale e dello sfruttamento dei bambini, sottolineando l’importanza del sostegno alle azioni di prevenzione attraverso il coinvolgimento della società civile, delle ONG, delle istituzioni e dei bambini stessi. Un approccio multidisciplinare e multisettoriale nella definizione delle politiche al livello locale, nazionale e internazionale, il monitoraggio e la ricerca e il sostegno alla cooperazione internazionale nella lotta allo sfruttamento sessuale dei minori, sono a tal fine considerate azioni di assoluta priorità.
Un altro aspetto di rilievo nella dichiarazione è il contrasto al lavoro minorile nella UE, con riferimento ai testi delle Nazioni Unite e della UE sui diritti dei minori, e, in particolare, la convenzione dell’ILO (n. 138) sull’età minima, 1973, e la convenzione (n. 182) sulle forme peggiori di lavoro minorile, 1999. Su questo argomento si è soffermato, nel corso del suo intervento, Kari Tapiola che ha rilevato con soddisfazione che praticamente tutti i membri presenti e futuri della UE hanno ratificato ambedue le convenzioni, accettandone non solo lo spirito ma anche le obbligazioni legali ad esse collegate.
Il Direttore esecutivo dell’ILO ha quindi affermato come non siano sufficienti le convenzioni se non vengono adottati programmi di azione concreta per contrastare il lavoro minorile richiamando a tal proposito la metodologia del programma IPEC, il più importante programma nel mondo per contrastare le peggiori forme di schiavitù e sfruttamento dei minori.
Rivolgendosi infine ai rappresentanti dei paesi europei, Tapiola ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di concentrarsi per il futuro sullo sviluppo dei sistemi educativi, dei servizi e degli interventi di riabilitazione, dei servizi ispettivi sul lavoro e soprattutto sulla priorità assoluta dell’opera di sensibilizzazione della pubblica opinione. « In definitiva, la nostra attività nei paesi della UE è fondata sulla convinzione che un’infanzia sicura nel corso della quale vengono pienamente garantite le possibilità di educazione è fondamentale per una vita lavorativa adulta dignitosa e produttiva e per uno sviluppo solido e continuativo delle nostre società. L’Europa ha dato prova che l’abolizione del lavoro minorile costituisce una parte fondamentale in ogni processo compiuto di sviluppo ».
|