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Nel quadro della presidenza italiana della UE, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha organizzato a Roma dal 1° al 3 ottobre una conferenza internazionale sul tema « Igiene e sicurezza sul lavoro nelle piccole e medie imprese », con la collaborazione delle istituzioni europee, nazionali e regionali attive nel settore. Fra gli argomenti esaminati dalla conferenza, il pericolo delle sostanze pericolose, la lotta all’economia sommersa, la responsabilità sociale delle imprese e lo sviluppo di programmi educativi, facendo il punto sui risultati degli sforzi comuni compiuti negli ultimi anni. Particolare attenzione è stata dedicata alla piccola e media impresa non solo in quanto più rappresentativa del tessuto produttivo italiano, ma anche perché è in questo ambito che si registra statisticamente il maggior numero degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali.
Oltre ai rappresentanti dei paesi membri della UE e dei paesi candidati, erano invitati alla conferenza esperti e rappresentanti delle parti sociali nonché dell’Ufficio internazionale del Lavoro. L’OIL era rappresentata da Assane Diop, Direttore esecutivo responsabile per la protezione sociale.
Secondo i dati dell’ILO, ogni anno nel mondo circa 2 milioni di persone muoiono per le conseguenze di un incidente sul lavoro o di una malattia professionale. Anno dopo anno, si registrano nel mondo circa 270 milioni di incidenti sul lavoro — di cui 335 000 mortali — e 160 milioni di nuovi casi di malattie legate al lavoro. Su scala mondiale, la maggior parte delle 100 milioni di imprese sono piccole unità di produzione.
Secondo Assane Diop, l’Ufficio internazionale del Lavoro non può rassegnarsi a considerare gli incidenti e le malattie legate al lavoro come semplici rischi del mestiere. Gli incidenti mortali, le lesioni e malattie professionali si possono prevenire. A questo scopo, l’ILO si avvale del suo mandato internazionale per promuovere una cultura della sicurezza nell’ambiente di lavoro e fa leva sulla politica degli Stati per rafforzare l’ispezione del lavoro al livello nazionale nonché i programmi nazionali di igiene e sicurezza sul lavoro.
Diop ha inoltre insistito sull’urgenza di una forte mobilitazione internazionale per la promozione del lavoro dignitoso in linea con l’emergere di una responsabilità sociale attenta ai risultati economici, sociali e ambientali. Per quanto riguarda l’economia sommersa e il lavoro in nero con le loro ripercussioni sulla sicurezza sul lavoro, la questione è fin d’ora iscritta all’ordine del giorno della Conferenza internazionale del Lavoro del giugno 2004 a Ginevra, in collegamento con il tema delle migrazioni internazionali.
A conclusione della conferenza è stata rilasciata dai partecipanti una Dichiarazione sulla sicurezza e la salute nell’istruzione e formazione professionale. Oltre a richiedere l’introduzione di una formazione specifica sui temi della sicurezza sul lavoro nella formazione scolastica di base tramite la definizione di criteri qualitativi e quantitativi e lo scambio di buone pratiche didattiche, la Dichiarazione prevede di sostenere la formazione alla sicurezza nei percorsi di formazione professionale e di coordinare gli sforzi al livello europeo. Viene altresì proposta la partecipazione attiva alla Settimana europea per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro sul tema « Gioventù e lavoro » prevista per il 2006.
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