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OTTOBRE 2003

Il Direttore generale Somavia alla tavola rotonda europea sulla povertà e l’esclusione sociale

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Torino, Italia. Tavola rotonda europea: Jean-François Trémeaud (Direttore del Centro Internazionale di Formazione dell’ILO di Torino), Roberto Maroni (Ministro del Lavoro) e Juan Somavia (Direttore Generale dell’ILO) - © ILO, 2003.

Si è svolta a Torino nei giorni 16-17 ottobre, in concomitanza con la Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà, la Seconda tavola rotonda europea sulla povertà e l’esclusione sociale organizzata dalla presidenza italiana della Unione Europea con il supporto della Commissione Europea. Scopo della tavola rotonda era di determinare in quale misura il Metodo aperto di coordinamento (OMC, Open method of coordination) per combattere l’esclusione sociale e la povertà si sta avvicinando agli obbiettivi di Lisbona per una riduzione significativa della povertà e dell’esclusione sociale entro il 2010 e di identificare le priorità per il futuro sviluppo del processo.

Un’attenzione speciale è stata dedicata alla questione sollevata dal Rapporto congiunto del 2001 sull’inclusione sociale e in particolare l’utilizzo di una serie di indicatori comuni per la determinazione e la valutazione degli obbiettivi dei piani nazionali ; il legame tra i diversi livelli di decisione e la mobilitazione di tutti gli attori nella definizione e il monitoraggio dei piani nazionali ; la garanzia della parità di accesso a dei servizi di qualità e il miglioramento della loro erogazione ; l’utilizzo di strumenti finanziari chiave a supporto dei piani nazionali.

Nel quadro più generale delle misure di lotta alla povertà e all’esclusione sociale, la presidenza italiana, rappresentata dal Ministro del Lavoro Roberto Maroni ha posto particolarmente l’accento sul ruolo della famiglia nell’intento di identificare e analizzare delle politiche innovanti a sostegno della famiglia in tutte le sue forme e di tutelare i diritti dei bambini in quanto elementi chiave della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale.

Juan Somavia, Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro era tra gli invitati della tavola rotonda nel corso della quale ha illustrato il suo rapporto alla Conferenza internazionale del Lavoro del giugno 2003 intitolato Working out of poverty.

Somavia ha ricordato come la disoccupazione dichiarata colpisce 180 milioni di persone ma il problema è ancora più vasto se si considera la sottoccupazione e le centinaia di migliaia di persone che non hanno la possibilità di sfruttare tutte le loro potenzialità. Nei prossimi 10 anni saranno oltre un miliardo i giovani di età compresa oggi tra i 5 e i 15 anni ad entrare nella popolazione attiva. L’economia mondiale non è tuttavia sufficientemente organizzata per mobilitare questa ingente risorsa di competenze, di energie e di ambizioni.

Secondo il Direttore generale dell’ILO, la via attualmente imboccata dall’economia mondiale non permette di rallentare la progressione della disoccupazione e della povertà in numerose regioni del mondo. I posti di lavoro sono il legame mancante nella strategia mondiale di eliminazione della povertà, per cui, per essere realmente in grado di ridurre di metà l’incidenza della miseria entro il 2015, bisogna raddoppiare gli sforzi, al livello locale, nazionale, regionale e internazionale, per mettere al centro delle strategie di sviluppo la creazione di posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità.

Somavia ha inoltre ricordato come la povertà ostacoli la crescita, generi l’instabilità ed impedisca ai paesi di andare avanti sulla via dello sviluppo sostenibile. Per sopravvivere giorno dopo giorno, le persone che vivono nell’indigenza attingono ad insospettate fonti di coraggio, ingegnosità, e solidarietà. Questa capacità di fronteggiare le avversità è segno della resistenza e della creatività dello spirito umano. « Sotto molti aspetti, i lavoratori poveri sono imprenditori per eccellenza. Il nostro compito è di attingere a questo potenziale di spirito d’intraprendenza e di speranza ».

A conclusione del suo intervento il Direttore generale si è detto convinto che la lotta alla povertà costituisce la sfida più difficile posta oggi alla comunità internazionale. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro e i suoi costituenti tripartiti — ministeri nazionali del lavoro, imprenditori e lavoratori — sono determinati a raccogliere questa sfida comune. « Tutti insieme vogliamo aiutare i popoli a uscire dalla povertà e a conseguire traguardi di lavoro dignitoso ».



Ultima modifica: 15.04.2008^ top