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Giulio Piva Vicedirettore del Centro internazionale
di formazione dell’ILO di Torino
È stato approvato dalla Direzione generale per i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente del Ministero degli Affari esteri un progetto a favore dell’Autorità palestinese intitolato « Dialogo sociale e civile per la ricostruzione e la riconciliazione » la cui esecuzione verrà affidata al Centro internazionale di formazione dell’ILO di Torino.
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Il Centro internazionale di formazione dell’ILO di Torino - © Centro Internazionale di Formazione dell’ILO.
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Prendendo spunto dalla missione dell’ILO di « promuovere la giustizia sociale attraverso il lavoro dignitoso », il progetto mira a prevenire i conflitti tramite un approccio multidisciplinare ampio e sistematico destinato a coinvolgere tutti gli attori, singoli e organizzazioni, in una collaborazione pacifica.
Alla base della sicurezza politica della Palestina infatti devono esserci la crescita economica e la sicurezza sociale. Bisogna quindi predisporre a tal fine delle fondamenta solide, a cominciare da una partecipazione democratica dei protagonisti locali e dei rappresentanti istituzionali.
Scopo principale del progetto è potenziare la capacità dei partecipanti ad impegnarsi in un’azione locale costruttiva, basata su un modo innovativo di intavolare il dialogo civile. Particolare attenzione sarà rivolta allo sviluppo economico locale e all’eliminazione della povertà, prestando attenzione alle questioni di genere, promuovendo partenariati e il coinvolgimento di tutte le parti interessate e le organizzazioni attualmente operanti sul piano locale.
La strategia di fondo di questa importante iniziativa voluta dal governo italiano punta al dialogo sociale quale fattore decisivo per favorire la conciliazione, la prevenzione del conflitto e il rafforzamento delle prospettive di stabilità democratica.
I contenuti del nostro programma di formazione corrispondono alle aree di interesse primario già individuate dagli interlocutori di una missione OIL nei territori arabi occupati e in Israele nel 2002. In particolare per quanto riguarda l’occupazione il progetto prevede iniziative sul versante delle politiche attive del mercato del lavoro, micro-credito a sostegno delle necessità essenziali delle micro-imprese, promozione delle piccole e piccolissime imprese, servizi per lo sviluppo d’impresa, responsabilità sociale dell’impresa.
Con riferimento allo sviluppo locale, si pianificheranno a attueranno politiche di elaborazione e gestione partecipata di progetti, partenariato, patti territoriali, programmi di sviluppo comunitari, iniziative di sviluppo locale a favore dei giovani e delle donne.
Altri aspetti rilevanti del progetto prevedono la realizzazione di strumenti di protezione sociale e d’assistenza alle famiglie e servizi consultivi in rete per l’assistenza tecnica di partecipanti.
La metodologia del progetto si fonda sull’approccio cibernetico all’apprendimento partendo dall’esperienza concreta dei partecipanti ai programmi di formazione rispetto alle questioni e ai problemi trattati per analizzare quell’esperienza da varie angolazioni e successivamente sviluppare concetti, schemi, generalizzazioni. Seguirà una fase di sperimentazione attiva, durante la quale schemi e concetti saranno applicati al contesto reale dei partecipanti, i quali potranno osservare direttamente alcuni esempi di iniziative locali in Italia, nelle quali il dialogo e il partenariato hanno svolto un ruolo essenziale. A conclusione del periodo formativo, i partecipanti progetteranno uno o più piani di azione da attuare al rientro in patria.
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