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Tendenze mondiali dell’occupazione: secondo l’ILO la disoccupazione è in aumento a causa della crisi economica

Giovedì 28 maggio 2009 - ILO/09/31

GINEVRA (Notizie dall’ILO) – Ginevra (Notizie ILO) – L’Ufficio Internazionale del lavoro (ILO) ha pubblicato oggi le nuove proiezioni sul mercato del lavoro per il 2009, secondo le quali c’è stato un ulteriore aumento della disoccupazione, dei lavoratori poveri e dei lavori vulnerabili.

Nel presentare i nuovi dati nel corso di Conferenza stampa a Ginevra, il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia, ha dichiarato che l’annuale Conferenza internazionale del lavoro (Ginevra 3-19 giugno), discuterà di un “Patto globale dell’occupazione” concepito per promuovere una risposta politica coordinata alla crisi globale del lavoro.

“Stiamo assistendo ad un aumento globale della disoccupazione e del numero dei lavoratori a rischio povertà senza precedenti” ha dichiarato Somavia. “Questa situazione è preoccupante. Per evitare una recessione globale abbiamo bisogno di un patto globale dell’occupazione per affrontare questa crisi e ridurre i suoi effetti sulle persone. Sta a noi scegliere e questo è il momento di agire”.

Nell’aggiornamento di maggio 2009 del Rapporto sulle tendenze globali dell’occupazione1, l’ILO prevede per il 2009 un aumento della disoccupazione fino a raggiungere un numero complessivo di disoccupati tra i 210 milioni e i 239 milioni, il che corrisponde ad un tasso di disoccupazione mondiale compreso tra il 6,5 % e il 7,4 %.

Il Rapporto prevede un aumento tra i 39 e i 59 milioni di disoccupati dal 20072. I risultati reali dipenderanno dalla efficacia della spesa fiscale approntata dai governi e dal buon funzionamento del settore finanziario.

Le proiezioni aggiornate sui lavoratori poveri nel mondo indicano che 200 milioni di lavoratori rischiano di finire, tra il 2007 e il 2009, al di sotto della soglia di povertà dei 2 dollari al giorno.

La crisi sta colpendo duramente i giovani. Tra il 2008 e il 2009, è previsto un aumento dagli 11 ai 17 milioni di giovani disoccupati. Il tasso di disoccupazione giovanile dovrebbe crescere dal 12 % del 2008 al 14-15 % nel 2009.

Somavia ha avvertito che, sulla base dell'esperienza passata, passano mediamente 4 o 5 anni prima della ripresa del mercato del lavoro. Si rischia un protrarsi della crisi globale del lavoro per diversi anni.

“Per questa ragione la Conferenza internazionale del lavoro prenderà in esame un Patto globale dell’occupazione con l’obiettivo di porre al centro delle politiche per la ripresa economica la creazione dell’occupazione e la protezione sociale”, ha spiegato Somavia. “Lo scopo del Patto è assicurare che le misure straordinarie per stimolare l’economia, combinate a politiche del governo, rispondano il più possibile alle necessità delle persone che hanno bisogno di protezione e di un lavoro, e ciò allo scopo di accelerare la ripresa economica e occupazionale”.

Il Rapporto dell’ILO sostiene che nel 2009 si sono registrati i peggiori risultati mondiali in termini di creazione di occupazione. Il rapporto sottolinea che la forza lavoro globale si sta espandendo con un tasso medio dell’1,6 %, che equivale a 45 milioni di nuovi ingressi nel mercato del lavoro ogni anno, mentre la crescita globale dell’occupazione è scesa dell’1,4 % nel 2008 e ci si aspetta un ulteriore calo che può oscillare dallo 0% all’1 % nel 2009.

Nel periodo 2009-2015, dovranno essere creati circa 300 milioni di nuovi posti di lavoro per poter assorbire la crescita della forza lavoro e mantenere lo stesso tasso di occupazione del 2008. Si tratta di una cifra allarmante in quanto già adesso siamo di fronte ad un grave deficit di lavoro dignitoso.


Dati regionali

  1. Nelle economie sviluppate e nell’Unione Europea, si prevede quest’anno una contrazione dell’occupazione totale tra l’1,3% e il 2,7%. La Regione rappresenta solo il 16% della forza lavoro mondiale, tuttavia ci si aspetta un aumento della disoccupazione pari al 35-40 % dell'aumento globale della disoccupazione.
  2. Nell’Europa centrale e meridionale (Paesi non UE) e nella Comunità di Stati Indipendenti (CSI) il numero dei disoccupati potrebbe aumentare del 35 % nel 2009. Si prevede una contrazione del totale dell’occupazione tra l’1 e il 2,8 %.
  3. Nell’Asia dell’est, si stima che 276 milioni di persone, che rappresentano oltre un terzo del totale degli occupati, vivevano all’inizio della crisi con meno di 2 dollari al giorno. Il numero delle persone con un lavoro vulnerabile rappresenta 12 volte quello dei disoccupati.
  4. Nel Sud est asiatico e nel Pacifico, si prevede un aumento contenuto della disoccupazione, benché i lavoratori e le aziende legati all’esportazione saranno maggiormente colpiti.
  5. Nell’Asia del sud, i disoccupati rappresentano circa il 5 % della forza lavoro. Tuttavia i lavoratori vulnerabili sono 15 volte altrettanti. I lavoratori che vivono con meno di 2 dollari al giorno dovrebbero aumentare di 58 milioni tra il 2007 e il 2009.
  6. In America Latina il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dal 7,1 % del 2007 a 8,4-9,2% nel 2009.
  7. Rispetto al 2007, in Medio Oriente l’ILO prevede un aumento della disoccupazione pari al 25%, mentre nel Nord Africa l’aumento dovrebbe essere del 13%. Ci si aspetta un aumento del lavoro vulnerabile in ambedue le Regioni. Circa 1 lavoratore su 3 in queste due regioni svolge un lavoro vulnerabile. Questo rapporto potrebbe aumentare di 4 a 10.
  8. Nell’Africa sub-Sahariana, si stima che il 73% dei lavoratori svolge un lavoro vulnerabile, e questa percentuale potrebbe superare entro l’anno il 77%. La crisi rappresenta una seria minaccia per gli investimenti e i beni capitali, importantissimi per uno sviluppo costante della regione.

Il Patto globale dell’occupazione: la ripresa attraverso le politiche sul lavoro dignitoso

In un rapporto che sarà discusso nel corso della Conferenza Internazionale del Lavoro3, il Direttore Somavia si dice soddisfatto sia delle decisioni prese dai leader del G20 di affrontare la crisi economica sia dei primi segnali che mostrano un assestamento della crisi. Sempre nel rapporto, il Direttore osserva che “se non si adotteranno misure rapide e incisive, l’occupazione rimarrà stagnante per molto tempo anche dopo la ripresa dei mercati azionari, dopo che l’economia mondiale inizierà a registrare una crescita positiva e dopo che l’attenzione dei mass-media passerà ad altre questioni. Non appena si inizierà ad intravedere la crescita, esiste un rischio reale di cantare vittoria troppo presto e di distogliere l’attenzione dalla crisi dell’occupazione”.

Dopo aver sottolineato i rischi derivanti da una crisi occupazionale prolungata, Somavia aggiunge che, se non sarà controllata, “la crisi globale del lavoro e della protezione sociale che colpisce le famiglie dei lavoratori e le comunità locali si trasformerà presto in una crisi politica ben più ampia. Il rischio di una recessione sociale non è remoto. Queste tensioni si aggiungono a quelle già esistenti causate dalla crescita dei prezzi del cibo, dall’ampio divario tra ricchi e poveri e da una classe media indebolita”.

“Un patto globale dell’occupazione stimolerebbe l’economia reale e andrebbe a sostenere le famiglie dei lavoratori attraverso misure incentrate sul lavoro. Questo ridurrebbe il tempo necessario per la ripresa sia economica che occupazionale”, conclude Somavia.

1 Global employment trends: May 2009 update, ILO, Ginevra, 2009 (pdf 608 kb)

2 Nelle precedenti stime l’ILO prevedeva un probabile aumento della disoccupazione globale in un numero compreso tra i 24 milioni (tasso di disoccupazione del 6,3%) e i 52 milioni di persone (7,1%) in tutto il mondo dal 2007 al 2009.

3 Tackling the Global Jobs Crisis, Recovery through Decent Work Policies, Report of the Director-General, International Labour Conference, 98th Session 2009, Report I (A)


 
Ultima modifica: 29.05.2009^ top