Comunicato stampa
Mercoledì 19 gennaio 2005
( OIL/05/03 )
GINEVRA (Notizie dallOIL) L’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO), chiede con urgenza che le strategie per la creazione di posti di lavoro ad alta intensità di manodopera siano integrate alla risposta umanitaria e alle attività di ricostruzione a seguito del maremoto in Asia che, secondo le stime, ha lasciato solo nello Sri Lanka e in Indonesia circa 1 milione di persone senza mezzi di sussistenza.
Un documento1 che illustra la strategia dell’ILO, preparato dall’ufficio regionale dell’ILO di Bangkok, sarà presentato alla conferenza delle Nazioni Unite per la riduzione dei danni causati dal disastro aperta martedì nella città giapponese di Kobe. In risposta alla tragedia dello tsunami, l’ILO propone « il recupero del lavoro ad alta intensità di manodopera, una particolare attenzione ai bisogni dei gruppi più vulnerabili e la ricostruzione dei meccanismi di protezione sociale ».
Inoltre, l’Ufficio si è impegnato a coordinare i suoi sforzi con quelli dei governi e del sistema multilaterale.
L’inondazione delle zone costiere ha causato la distruzione di
case e palazzi, strade e ponti, sistemi idrici ed elettrici,
raccolti, sistemi d’irrigazione e per la pesca, strutture
produttive e piccole imprese. L’ILO ha affermato che
l’inondazione ha avuto un duro impatto sui mezzi di sussistenza
della popolazione delle aree più colpite. Inoltre, nelle
comunità più povere la gente ha perso non solo l’unica
fonte di guadagno ma anche la maggior parte dei loro scarsi
possedimenti.
Stima iniziale : 1 milione di posti di lavoro persi
Posto che tutte le stime sono provvisorie e che la situazione si evolve rapidamente, l’ILO ha fatto una stima delle conseguenze di questo disastro sull’occupazione e sui mezzi di sostentamento2 :
Indonesia
Sri Lanka
In ogni caso, il documento sulla strategia dell’ILO indica
delle soluzioni: un aiuto adeguato e la rapida mobilitazione del
sostegno per la ricostruzione, il recupero e la sostituzione delle
infrastrutture, dei luoghi di lavoro, delle attrezzature per rendere
possibile la ripresa delle attività, la ricostruzione dei
sistemi di protezione sociale. Tutto ciò consentirebbe al
50-60% delle persone colpite dal disastro di ricominciare a
guadagnare per se stessi e per le loro famiglie entro il 2005. In
questo modo, potrebbero essere recuperati circa l’85% dei posti
di lavoro in 24 mesi.
La strategia dell’ILO3
Secondo il documento dell’ILO, è indispensabile mettere a punto il prima possibile un programma e un piano d’azione per la creazione di occupazione e di nuove forme di sostentamento. E aggiunge « L’occupazione è fondamentale in tutte le tappe della gestione e della risposta alla crisi. Nella fase dell’urgenza o in quella dello sviluppo, la creazione di occupazione deve essere parte integrante sia della risposta umanitaria che delle attività di ricostruzione ».
I principali elementi della strategia dell’ILO sono :
« In tutte questi campi, l’ILO ha una vasta competenza, gli strumenti necessari e la capacità tecnica per sviluppare piani d’azione e per raccomandare strategie nonché una lunga esperienza pratica », aggiunge il documento.
Allo stesso tempo, l’ILO sta ri-orientando alcuni suoi importanti progetti di cooperazione tecnica già in corso per dare la massima priorità alle aree e le fasce più colpite (per esempio, il Dipartimento del lavoro americano - USDOL - ha già approvato un finanziamento di 1,5 milioni di dollari americani per l’Indonesia e 500 000 per lo Sri Lanka a favore dei minori in situazioni vulnerabili). L’ILO ha inoltre ri-orientato risorse del budget regolare a supporto di un’azione immediata.
1 Vedere Earthquake-tsunami response. ILO proposals for reconstruction, rehabilitation and recovery, www.ilo.org
2 In India e in Tailandia, l’ILO ha lavorato con personale locale delle Nazioni Unite (UN Country Teams), il governo e le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro per verificare come l’ILO possa sostenere le loro iniziative, aiutando ad esempio ad identificare e a rispondere ai bisogni del mercato del lavoro, della protezione sociale e dell’impiego. In termini di perdita di posti lavoro l’Indonesia e la Sri Lanka sono le regioni più colpite.
3 L’ILO ha lavorato con il personale locale delle Nazioni Unite in Indonesia, Sri Lanka, Tailandia e India, in particolare sulla valutazione rapida dei danni e i bisogni. È stata rafforzata la collaborazione con agenzie chiave quali UNDP, UNHCR, UNICEF, WFP, FAO per coordinare le risposte e le azioni comuni. L’ILO ha messo in piedi una task force nel proprio ufficio regionale di Bangkok e alla sede di Ginevra. Ha potenziato il personale tecnico e le strutture di supporto dei propri uffici a Jakarta e a Colombo per condurre una valutazione immediata, preparare proposte di progetto, coordinare il dialogo tra le proprie parti sociali e iniziare programmi di azione rapida finalizzati alla creazione di occupazione e alla protezione delle face vulnerabili.
| Ultima modifica: 02.04.2008 | ^ top |