Comunicato stampa
Venerdì 6 giugno 2003
( OIL/03/26 )
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« Gli sforzi consentiti nel mondo per ridurre di metà la povertà entro il 2015 saranno vanificati se non si riesce a trovare come schiudere ai lavoratori poveri laccesso ad una vita dignitosa », è quanto ha dichiarato Juan Somavia, Direttore generale dellUfficio internazionale del Lavoro (ILO - International Labour Office). In un rapporto intitolato Working out of poverty1, Juan Somavia avverte : « Per come stanno le cose oggi, gli obiettivi di sviluppo del Millennio rimango fuori portata. Abbiamo tuttavia una soluzione : affrancarsi dalla povertà con il lavoro ». Scrive ancora Somavia : « Il persistere della povertà nei giorni nostri è segno di un fallimento morale. Nonostante alcuni progressi siano stati compiuti, rimane questa evidenza : mentre non si sono mai viste tante ricchezze, si contano in milioni le persone che vivono nella miseria ». |
Viene aperto il dibattito sulla povertà con la presentazione, da parte del Direttore generale, del suo rapporto alla Conferenza internazionale del Lavoro che riunisce circa 3 000 delegati, rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori. Somavia lancia un appello per nuove collaborazioni al livello mondiale per sostenere gli sforzi nazionali di lotta alla povertà.
Prosegue il Direttore generale : « È senza dubbio il lavoro il modo migliore per affrancarsi dalla povertà. Non si può tuttavia creare occupazione a colpi di decreti, come pure non saranno i decreti a sopprimere la povertà. Il processo è lungo e complesso e richiede la partecipazione concertata di tutte le componenti della società. Dobbiamo mobilitare il potere unico dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori la comunità mondiale del lavoro rappresentata dai membri dellOrganizzazione internazionale del Lavoro per avviare unazione concertata contro la povertà.
« Per sussistere giorno dopo giorno con meno di 2 dollari, le persone che vivono nellindigenza attingono ad insospettati fonti di coraggio, ingegnosità, e solidarietà. Anziché impegnare la battaglia contro la povertà dallalto verso il basso, il sistema multilaterale dovrebbe immaginare come attingere a questo enorme potenziale. Sotto molti aspetti, i lavoratori poveri sono imprenditori per eccellenza.
« Affrancarsi dalla povertà suppone che venga data ai poveri lopportunità di trovare un lavoro, di esercitare i propri diritti ad organizzarsi e di beneficiare di una protezione sociale. Risulta altrettanto importante laiuto alla promozione e al sostegno della piccola impresa, creatrice oggi del maggior numero dei posti di lavoro nel mondo ».
La povertà colpisce la metà della popolazione mondiale
Nel rapporto Juan Somavia dipinge un quadro fosco della povertà che oggi colpisce un po meno della metà della popolazione mondiale in tutti i paesi. Sui tre miliardi di esseri umani che vivono con meno di 2 dollari al giorno, un miliardo circa il 23 percento della popolazione mondiale sopravvive con un dollaro. Ecco alcune cifre del rapporto :
Al livello regionale, la povertà presenta situazionei diverse. Negli anni novanta, in Cina e in altri paesi dellAsia del Sud Est, la diminuzione della povertà ha prodotto una riduzione notevole sia della proporzione della popolazione che del numero totale di persone avendo un reddito molto basso (da 1,1 miliardo a 900 milioni). In Asia del Sud Est, il numero totale dei poveri si è più o meno stabilizzato intorno a 1,1 miliardo, nonostante esso venga ormai a rappresentare una parte inferiore di una popolazione totale in continuo aumento.
Per contro, in altre regioni del mondo, si registra un andamento drammaticamente negativo. La crescita economica debole in Africa a Sud del Sahara negli anni novanta è stata seguita da un forte aumento del numero dei poveri fino ad oltre il 25 percento, per un totale di 500 milioni. In America latina e nei Caraibi, il numero delle persone che vivono nella povertà è passato da 121 milioni a 132 milioni, di cui un quarto sussiste con 2 dollari al giorno o meno. In Medio Oriente e in Africa del Nord, il numero delle persone che vivono al limite della soglia di povertà o al di sotto sono passate da 50 milioni a quasi 70 milioni, mentre in Europa dellEst e in Asia centrale, il numero dei poveri è triplicato fino a raggiungere 97 milioni.
Dice ancora Somavia : « Se venissero interrogati gli abitanti più poveri dei paesi più poveri, non sarebbero probabilmente in molti a considerare che la loro vita è ultimamente migliorata ».
I dividendi del lavoro dignitoso
Nella sua presentazione, Juan Somavia considera che la povertà costituisce oggi « la sfida maggiore del multilateralismo ». « Essendo in continuazione il sistema multilaterale sul banco di prova per questioni di sicurezza generale, non può certamente fallire su questioni di sicurezza umana ». Secondo il Direttore generale, lOrganizzazione internazionale del Lavoro è particolarmente adatta per rilevare questa sfida tramite la mobilitazione di quello che, nel rapporto, viene chiamato la « comunità del lavoro », e cioè i membri dellOrganizzazione rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori, al livello mondiale e al livello nazionale.
« Dopo tutto, non sono i poveri allorigine della povertà, dice Somavia. La povertà è il risultato di problemi strutturali e di sistemi economici e sociali inefficienti. La povertà è il prodotto di politiche inadatte, della mancanza di immaginazione per trovare soluzioni e dellinsufficienza dellaiuto internazionale. Accettare tuttora lesistenza della povertà è segno di una regressione dei valori umani fondamentali.
La soluzione consiste nelladottare delle politiche mirate a produrre quello che Somavia chiama « dividendi del lavoro dignitoso », atte a stimolare una crescita equilibrata e sostenibile e a dare a tutti una vita migliore.
Fra i dividendi del lavoro dignitoso, vengono elencati dal Direttore generale dellUfficio internazionale del Lavoro : « una maggior stabilità del reddito e un lavoro produttivo ; delle regole eque ; il rispetto dei diritti fondamentali sul lavoro e la protezione sociale ; la capacità di far sentire la propria voce tramite il fatto di organizzarsi, mobilitarsi e rendersi autonomi ; degli stipendi più alti ; la possibilità di svolgere lavori indipendenti grazie allaccesso ai servizi finanziari, alla formazione e a migliore qualifiche ; delle politiche per sottrarre i bambini al lavoro e mandarli a scuola e per porre fine al lavoro forzato ; leliminazione della discriminazione ; delle abitazioni e degli ambienti di lavoro sani e esenti di pericoli ». « Questi dividendi non sono poi riservati ai soli poveri, spiega ancora Somavia. Ne trarranno altresì vantaggio i governi e gli imprenditori ».
Il Direttore generale dellUfficio internazionale del Lavoro intende domandare alle delegazioni tripartite alla Conferenza internazionale del Lavoro di centrare i loro dibattiti su quattro « strumenti » atti a contribuire allo sradicamento della povertà :
« Occorre rompere lingranaggio della povertà e mettere al posto una dinamica di creazione di opportunità e di ricchezza al livello locale. Loccupazione e la promozione dellimpresa creatrice di occupazione rimangono la via più efficace per eliminare la povertà ».
« Occorre generare dei posti di lavoro atti ad aumentare le opportunità per una qualità di vita migliore, a creare ricchezze da ridistribuire in modo equo, a permettere ai bambini di tornare a scuola e a dare lavoro a tutti quelli che ne hanno bisogno, aggiunge Juan Somavia. I poveri aspettano un nostro impegno determinato se vogliono avere una opportunità di affrancarsi dalla povertà in modo dignitoso. Non possiamo abbandonarli ».
1 Working out of poverty. Report of the Director-General [alla Conferenza internazionale del Lavoro, 91a sessione, 2003], Ginevra, 2003, ISBN 9221128709 (13,00 €, scaricabile gratuitamente da Internet).
| Ultima modifica: 03.04.2008 | ^ top |