Comunicato stampa
Sabato 5 ottobre 2002
( OIL/02/45 )
PARIGI/GINEVRA (Notizie dellOIL) Laumento continuo della popolazione e il peggioramento delle condizioni di lavoro sono causa di una grave penuria di insegnanti che mette a repentaglio la qualità dellofferta educativa nel mondo. È quanto segnala un nuovo rapporto mondiale a cura dellOrganizzazione delle Nazioni Unite per lEducazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) e dellOrganizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) pubblicato il 5 ottobre in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti.
Nel corso degli anni 90, il numero dei bambini in età scolastica è aumentato più velocemente di quello degli insegnanti, a tal punto che in alcuni paesi in via di sviluppo vi è un insegnante per oltre 100 alunni.
Nei paesi industrializzati, il peggioramento delle condizioni di lavoro e il basso livello degli stipendi sono causa di una crisi di vocazione allinsegnamento con la conseguenza di aggravare la penuria di insegnanti e di minacciare la qualità delleducazione proprio quando si fa sempre più forte il bisogno di acquisire nuove conoscenze e nuove competenze.
Questo rapporto1 propone un profilo statistico dellinsegnamento basato sulla raccolta di dati più importante finora realizzata sugli insegnanti. Al di là dei numeri, vengono descritti i diversi profili socio-economici degli insegnanti con indicazioni sulla loro formazione e le loro condizioni di lavoro. Vengono inoltre forniti dati statistici sugli investimenti degli Stati in materia di educazione. Viene infine messo in luce il collegamento tra lo statuto degli insegnanti e la qualità delleducazione : nei paesi dove gli insegnanti godono di condizioni di lavoro piuttosto soddisfacenti, leducazione tende ad essere considerata una priorità e la sua qualità risulta più alta.
I dati dimostrano lo sforzo compiuto in numerosi paesi in via di sviluppo: dove il fabbisogno di insegnanti è più alto, lavorano infatti i due terzi dei 59 milioni di insegnanti in attività nel mondo. In questi paesi, il numero degli insegnanti di scuola elementare ha registrato un aumento medio del 9% tra il 1990 e il 1995. La popolazione di età scolastica è tuttavia aumentata nella stessa proporzione.
Nellinsegnamento secondario invece, laumento del numero degli insegnanti è stato più importante di quello degli alunni potenziali (14,3% e 6% rispettivamente). Nei paesi meno avanzati (PMA2), la differenza risulta tuttavia molto più contenuta (16,4% e 13,9% rispettivamente). Lo studio fa notare inoltre che in questi paesi, quasi la metà dei giovani in età scolare secondaria (228 milioni) non frequentano la scuola. Man mano che questi giovani verranno avviati alla scuola crescerà in modo esponenziale il fabbisogno di insegnanti.
Il numero di alunni per insegnante risulta tre volte più alto nei PMA che nei paesi sviluppati. Paesi quali il Benin, il Ciad, il Congo, il Gabon, il Malawi, il Mali, il Mozambico, la Repubblica Centrafricana, il Senegal registrano una media di 50-70 alunni per insegnante. Dati medi così alti dimostrano che non sono rare le classi di cento alunni. A titolo di paragone, i paesi dellOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) registrano una media di 16 alunni per insegnante. Alcuni paesi presentano medie ancora più basse : 10,6 alunni per insegnante in Danimarca, 10,9 in Ungheria, 11,3 in Italia, 12,5 in Lussemburgo e 12,6 in Norvegia.
Gli insegnanti dei paesi in via di sviluppo sono spesso giovani e inesperti. In numerosi casi, oltre il 30% degli insegnanti è di età inferiore ai 30 anni : in Indonesia, il 52% degli insegnanti ha meno di 30 anni. Nonostante la maggior parte degli insegnanti abbia le qualifiche necessarie per lesercizio della professione, il livello di istruzione risulta molto variabile. In numerosi PMA, la maggior parte degli insegnanti elementari ha tuttal più conseguito la fine degli studi secondari. Molti di loro non hanno ricevuto alcuna formazione professionale. Tale è il caso di quasi il 50% degli insegnanti dellUganda, del 40% di quelli del Togo e del 35% di quelli di Capo Verde.
Lo studio sottolinea inoltre che il numero delle donne nellinsegnamento, seppure in costante aumento per tutti gli anni 1990, rappresenta tuttora meno del 50% degli effettivi in Africa sub-sahariana e in Asia del Sud. Una presenza più forte di donne nellinsegnamento potrebbe tuttavia essere di grande aiuto per avviare un maggior numero di ragazze alla scuola. Del resto, nonostante laumento della presenza femminile nellinsegnamento, le donne sono tuttora sotto-rappresentate ai posti di direzione, talvolta in modo clamoroso. Anche in questo caso, lascesa sociale delle donne risulta impedita dal « tetto di cristallo ».
Nei paesi ricchi, le prospettive non destano minor preoccupazione. I governi faticano a contrastare linvecchiamento del corpo insegnante e ad attrarre giovani nella professione. In Germani e in Svezia, oltre il 70% degli insegnanti ha oltre quarantanni. La loro formazione è quindi avvenuta quindici o ventanni fa, nonostante nel frattempo siano radicalmente cambiati i bisogni degli alunni. Secondo il rapporto, da numerosi Stati viene proposta una formazione continua agli insegnanti, per quanto non sempre si tratti di una formazione pertinente e sufficientemente di qualità.
Nei paesi dellOCSE, il basso livello degli stipendi spiega in parte la difficoltà di attrarre giovani verso linsegnamento. Per i paesi dellOCSE, lo stipendio medio di un insegnante con 15 anni di esperienza ammonta a 27 525 dollari, contro una media di 8 252 dollari annui in Ungheria e 73 627 in Svizzera. A parità di livello di qualifica, lo stipendio degli insegnanti risulta quindi molto inferiore a quello di professionisti di altri settori. Nondimeno lo stipendio di un insegnante in un paese dellOCSE rappresenta più volte il reddito di un insegnante in un paese in via di sviluppo dove gli stipendi si sono abbassati per tutti gli anni 1990. In Indonesia, un insegnante con 15 anni di esperienza guadagna 2 938 dollari annui ; in Perù, tutti gli insegnanti, indipendentemente dellesperienza e del ciclo scolastico, guadagnano un po più di 4 700 dollari annui.
Lo studio analizza i compromessi raggiunti dagli Stati per ottimizzare lefficacia dei loro sistemi educativi. In alcuni paesi, come il Perù, il basso livello degli stipendi degli insegnanti viene compensato da un impegno annuo degli insegnanti relativamente leggero (648 ore annue). Nelle Filippine, gli insegnanti vengono pagati di più (ca. 10 640 dollari annui), ma per una media di 1 176 ore di insegnamento allanno in classi di oltre 50 alunni.
Se il compito di tenere insieme tutti questi parametri risulta arduo, soprattutto nei paesi poveri, rimane però fondamentale trovare delle soluzioni per mantenere e motivare il corpo insegnante. Nel 1996, lUNESCO e lOIL hanno adottato la raccomandazione sullo statuto degli insegnanti. Veniva sottolineato il ruolo centrale degli insegnanti, richiedendo di conseguenza che i loro stipendi e le loro condizioni di lavoro riflettessero la loro importanza per la società.
« Questa raccomandazione è più che mai di attualità », fa notare John Daniel, Vicedirettore generale dellUNESCO per leducazione. « Dal fatto della degradazione dello statuto degli insegnanti e delle loro condizioni di lavoro, gli insegnanti qualificati cambiano mestiere e i giovani scelgono questa professione solo come ultima risorsa. Questo fenomeno è comune a molti paesi ».
« Vediamo attualmente emergere i primi sintomi di una crisi imminente dellinsegnamento al livello mondiale » ricorda Sally Paxton, Direttrice esecutiva dellUfficio Internazionale del Lavoro per il dialogo sociale. « Oggi, i cambiamenti demografici e i nuovi fabbisogni in termini di conoscenze e di competenze esercitano una pressione senza precedenti sulle scuole e sugli alunni. Infatti, i governi e i loro interlocutori educativi dovrebbero rapidamente iniziare un dialogo serio con gli insegnanti e i loro sindacati per individuare i mezzi per migliorare le sorti della professione nel mondo ».
1 Il rapporto intitolato Statistical profile of the teaching profession è basato sulle informazioni della Rete dinformazione sulleducazione in Europa (Eurydice), dellUfficio Internazionale del Lavoro, dellOCSE, dellUfficio internazionale di educazione (IBE) e dellistituto statistico dellUNESCO. Questultimo prepara attualmente un rapporto con dati numerici sulla penuria di insegnanti da pubblicarsi nel 2003. Per maggiori informazioni vedere il sito www.uis.unesco.org.
2 La classifica dellUNESCO dei paesi meno avanzati comprende i paesi seguenti : Afghanistan, Angola, Bangladesh, Benin, Bhutan, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Capo Verde, Ciad, Comore, Eritrea, Etiopia, Gambia, Gibuti, Guinea, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Haiti, Isole Salomone, Kiribati, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Myanmar, Nepal, Niger, Repubblica Centrafricana, Repubblica democratica del Congo, Repubblica democratica e popolare Lao, Ruanda, Samoa, Sao Tome e Principe, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Togo, Tuvalu, Tanzania, Uganda, Vanuatu, Yemen e Zambia.
| Ultima modifica: 02.04.2008 | ^ top |