Incontro sul tema: "Promuovere l'integrazione dei lavoratori domestici migranti in Europa"

Incontro sul tema: “Promuovere l'integrazione dei lavoratori domestici migranti in Europa”

Lo scorso 7 febbraio FIERI ha organizzato un incontro presso l’ufficio OILdi Roma con gli interlocutori più rilevanti a livello nazionale per il settore domestico. Erano presenti rappresentanti dei sindacati, delle organizzazioni dei datori di lavoro, ricercatori ed esperti, oltre a funzionari del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’obiettivo dell’incontro era quello di presentare i risultati preliminari della ricerca svolta in Italia e di discutere alcune delle questioni cruciali emerse durante la fase di ricerca.

L’impiego di lavoratrici domestiche ha conosciuto negli anni recenti un vero e proprio boom, in particolare nel campo della cura agli anziani, come risultato di tre fattori concorrenti: un welfare familistico e soggetto a forti restrizioni di bilancio; un processo avanzato di invecchiamento della popolazione; la crescita dell’occupazione femminile. Inoltre, le politiche migratorie italiane hanno, direttamente o indirettamente, sostenuto la crescita del settore domestico rendendolo una delle principali porte di ingresso al mercato del lavoro italiano.

Oltre 80% delle lavoratrici domestiche in Italia sono donne migranti, in prevalenza provenienti dall’Europa dell’est, dall’America Latina o dalle Filippine, spesso impiegate in co-abitazione per l’assistenza ad anziani non autosufficienti. Le lavoratrici domestiche straniere sono oggi la pietra miliare di un sistema di cura dove il ruolo dell’attore pubblico è residuale rispetto a quello del mercato o del terzo settore. Alcuni autori hanno descritto questo sistema con l’espressione “welfare fatto in casa”.

Il bisogno di riportare lo Stato ad avere un ruolo guida nell’organizzazione, coordinamento e gestione del settore della cura è stato dunque uno dei punti emersi dalla discussione con gli interlocutori presenti. Secondo molti di loro, infatti, solo con una regia pubblica forte si possono affrontare i problemi legati alla doppia debolezza delle lavoratrici domestiche straniere e delle famiglie che le impiegano: nella maggior parte dei casi i datori di lavoro sono essi stessi famiglie a basso reddito che incontrano forti difficoltà nella gestione della relazione di lavoro e nell’affrontare i costi correlati. Le politiche sociali e di cura agli anziani sono rimaste soggette ad una forte frammentazione territoriale e, essendo state portate avanti nella maggior parte dei casi attraverso progetti ad hoc, sono rimaste discontinue e dall’impatto limitato. La sostenibilità futura del modello di welfare “fatto in casa” è stata dunque messa fortemente in discussione dalle persone presenti. Infine, altre importanti questioni discusse sono state quelle relative all’impatto dell’emigrazione delle lavoratrici domestiche per le famiglie rimaste nei paesi di origine e la necessità di affrontare i problemi dei diritti pensionistici e dei bisogni di cura di molte di queste lavoratrici, che stanno rapidamente arrivando all’età della pensione senza però avere acquisito i requisiti necessari.